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  <title>Costantine's stories</title>
  <subtitle>It's just a joke</subtitle>
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  <updated>2008-02-17T01:33:49Z</updated>
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    <title>No happy ending</title>
    <published>2008-02-17T01:08:53Z</published>
    <updated>2008-02-17T01:33:49Z</updated>
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    <content type="html">Per rinfrancar lo spirito fra un capitolo e l'altro. Considerato che LPS è abbastanza impegnativo vi propongono una storia: è ambientata durante il settimo libro di J.K. Rowling.&lt;br /&gt;Frida Teresa Craine (non ha ancora optato per il cognome paterno) decide di lottare per Hogwarts, ma alla sua età è facile correre rischi e lei è il legame fra due razze: gli Uomini ed i Faerie.&lt;br /&gt;Chi la portarà via di peso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Scoprilo da solo!"&gt;Singhiozzò, ma non una lacrima le rigò il viso. Gli occhi osservavano quel corpo magro totalmente immobile nell’assurda attesa che si muovesse: le sarebbe bastato vederlo sbattere le palpebre, oppure notare il torace abbassarsi, ma non accadde nulla. Il ragazzo rimase disteso al suolo, la bocca appena dischiusa, in un ultimo avvertimento, la bacchetta a pochi centimetri dalla sua mano.&lt;br /&gt;Era rintanata nell’ombra cupa del corridoio che conduceva alla Sala Grande, era seduta con le ginocchia premute contro il petto sotto una panchina di legno. Era un piccolo fagotto nero, perso nel fragore della battaglia.&lt;br /&gt;Decise di uscire allo scoperto, ma senza commettere altre pazzie: strisciò lentamente vicino al cadavere. Volle piangere, urlare la sua rabbia sino a far crollare i muri e non vi riuscì.&lt;br /&gt;Il cappuccio del mantello sfiorava le sopraciglia, non s’accorse d’aver lasciato una sottile scia di sangue dietro di sé, né ricordava d’essere ferita al ginocchio.&lt;br /&gt;Tremava, per poco non batté il mento contro le mattonelle di marmo. Prese la bacchetta abbandonata e la mise nella mano tiepida di Colin, strinse le dita prive di forza intorno al legno.&lt;br /&gt;Chinò il capo, sino a sentire il contatto con la stoffa della giacca del Grifondoro.&lt;br /&gt;“Sei un eroe” mormorò.&lt;br /&gt;Aveva guardato la morte in faccia, era rimasto in piedi, sussurrandole: “Ferma” ma la Mangiamorte aveva creduto parlasse a lei e l’aveva ucciso. Un bagliore verde e l’anima di Colin era stata abbracciata da Morte e condotta via.&lt;br /&gt;L’idea di fuggire era nata da una discussione abbastanza accesa con Edward: era palese che si stesse lottando per la sopravvivenza e lui temeva per Mikkel; erano altresì consci che parecchi Serpeverde non si sarebbero fatti marchiare, che si sarebbero rivoltati contro Lord Voldemort, fra loro: Zaire e Blaise, Hipatya e Daphne.&lt;br /&gt;Erano più in pericolo di altri, dato che nessuno si sarebbe stupito di vedere la Mayers combattere contro gli assassini dei genitori, ma per un Serpeverde non avrebbero avuto pietà.&lt;br /&gt;Melinda pregava la Dea di vegliare su Blaise, era l’effige stessa del tormento, mentre Juniper era silenziosa e ciò era un pessimo segno.&lt;br /&gt;Pomona Sprite li aveva radunati tutti quanti, senza distinzione di Case, con una lanterna ad olio li aveva condotti in un rifugio sotterraneo.&lt;br /&gt;I Machin avevano cercato di calmare la Zabini, perché lei appariva abbastanza calma, quasi estraniata dal terrore che vibrava da un corpo all’altro.&lt;br /&gt;In realtà, non riusciva a credere che la guerra fosse al suo apice, che le più infauste previsioni si fossero avverate. L’anno scolastico era stato orribile: i professori erano semplici pedine del Ministero, il Ministro era un burattino del Signore Oscuro e perciò chiunque non avesse adeguate credenziali era tiranneggiato in maniera disgustosa.&lt;br /&gt;Frida era considerata un ibrido, qualche persona s’era azzardata a lanciarle qualche sciocco incantesimo, ma aveva il gri gri al polso e la proteggevano Hipatya e Zabini.&lt;br /&gt;La notte più lunga dei suoi dodici anni era iniziata in uno stanzone abnorme, fra i sussurri dei ragazzi.&lt;br /&gt;Aveva cercato di raggiungere le scorte d’acqua ed era incappata in Colin Canon, non l’aveva mai considerato e s’era scusata in tono seccato.&lt;br /&gt;“Tranquilla” aveva ribattuto il ragazzo: “Dennis ha sete…”&lt;br /&gt;“Chi è Dennis?” aveva chiesto Frida.&lt;br /&gt;“Mio fratello minore, vuoi un bicchiere d’acqua anche tu?” aveva proseguito a parlare Colin.&lt;br /&gt;Frida aveva annuito.&lt;br /&gt;Avevano cominciato a parlare, a manifestare le loro intenzioni e lei s’era convinta d’essere in grado di saper utilizzare il glamour per neutralizzare i Mangiamorte, non l’aveva detto ai Canon, s’era semplicemente offerta di lottare.&lt;br /&gt;“No, la tua preparazione magica è insufficiente, ti ucciderebbero subito” aveva ribattuto Colin: “Sei una bambina, questo è il tuo posto”.&lt;br /&gt;“Non il tuo?” aveva ringhiato Frida.&lt;br /&gt;“Io sono un membro dell’ Esercito di Silente”.&lt;br /&gt;“Il preside è morto”.&lt;br /&gt;Frida non aveva mai chiamato Severus Piton “preside”, non l’aveva fatto nessuno a scuola, neppure Goyle.&lt;br /&gt;Piton non era il preside di Hogwarts, era un ulteriore sintomo dello stato di decadenza del Mondo Magico.&lt;br /&gt;“Non la sua memoria” aveva detto orgogliosamente Colin: “Conosco un passaggio segreto, è una storia vecchia e riguarda il trisavolo, comunque, so come uscire ed aiutare Potter”.&lt;br /&gt;Frida aveva finto di essere offesa, quindi spiaciuta e s’era allontanata dai Canon. Dennis aveva supplicato Colin di portarlo con sé, poi s’era arreso, ma Frida non era tipo da gettare la spugna.&lt;br /&gt;S’era fatta largo con discrezione, spintonando un po’ di ragazzi ed aveva visto Colin premere col gomito su un masso e questo era rientrato, mostrando un cunicolo stretto e buio.&lt;br /&gt;Nel ressa, pochi se ne erano accorti e perciò Frida aveva seguito Colin lesta e solo all’interno aveva capito di avere altra compagnia.&lt;br /&gt;“Chi siete?” Colin s’era voltato di scatto, accecandola con il Lumos.&lt;br /&gt;“Frida” aveva risposto stizzita.&lt;br /&gt;“Lucine Machin”.&lt;br /&gt;“Lonnie Machin”.&lt;br /&gt;“Beh… Fate silenzio” aveva concluso Canon.&lt;br /&gt;Erano sbucati nell’aula di Trasfigurazione, con un gran sollievo e se i Machin s’erano presto uniti ad un piccolo gruppo capeggiato da Raven Rosier, Colin era rimasto sulla soglia per avere notizie di Harry Potter e Frida era stata costretta a restargli vicino.&lt;br /&gt;Canon non le aveva permesso di muoversi, le aveva tenuto il braccio con forza.&lt;br /&gt;Non c’erano notizie, solo urla, tonfi e lampi di luce.&lt;br /&gt;“Spostiamoci” aveva ordinato Colin, ma non avevano fatto molta strada: Frida era stata spinta dal Grifondoro verso la panchina e da lì aveva visto la morte.&lt;br /&gt;Aspettò che qualcosa si quietasse con la testa sulla spalla di Colin.&lt;br /&gt;La disperazione era come una brace che alimentava la sete di vendetta: sarebbe morta, come un eroe, con la testa alta e la bacchetta tesa.&lt;br /&gt;Avrebbe reso giustizia al coraggio di Colin Canon, il cui ultimo pensiero era stato verso di lei, una Serpeverde appena conosciuta. Aveva messo l’incolumità di un’estranea davanti alla propria.&lt;br /&gt;Era stato coraggioso e lo sarebbe stata a sua volta.&lt;br /&gt;Uscire da Hogwarts era tecnicamente impossibile, considerato che il portone era il perno di una lotta, mentre la Sala Grande era affollata di Mangiamorte, Aurors e maghi.&lt;br /&gt;C’era il rumore ed era il suo unico alleato. Pensò, forse in fretta e con l’ira che le offuscava i pensieri, si avvicinò ad una vetrata.&lt;br /&gt;Non calcolò il rischio, le importava abbozzare un rituale sul limitare della Foresta Proibita, risvegliare il glamour, chiamare i Faerie.&lt;br /&gt;Spaccò il vetro e subito si gettò.&lt;br /&gt;I vetri le sfrecciarono vicini al volto, uno di essi si conficcò nella spalla, Frida non urlò. Rovinò sull’ erba e perse i sensi.&lt;br /&gt;Svenne per la fatica, per la sofferenza fisica, per il rancore, il rimpianto e la tensione nervosa.&lt;br /&gt;Cadde nell’oscurità della mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La testa le doleva, aveva sorta di lama nella carne, le ossa sembravano scricchiolare. Restò a fissare la notte, il Marchio Nero svettare sulla scuola e si mosse. Alzò il busto quanto bastava per vedere un oggetto davvero anomalo.&lt;br /&gt;John l’aveva menzionato, Frida sapeva che erano esisti i Signori del Tempo e che l’ultimo rimasto viaggiava per pietosa concessione di Metatron.&lt;br /&gt;La regina Mab odiava l’intera stirpe e si rammaricava che ne fosse rimasto uno, salvo consolarsi alla prospettiva che fosse ben lontano da lei, sua madre li disprezzava senza rabbia, perché era una Driade e tutti i Constantine, di qualsiasi epoca, aveva provato a truffarlo. Non c’erano mai riusciti e questo era considerato un immenso disonore per la stirpe che beffava il Diavolo.&lt;br /&gt;Il Tardis troneggiava davanti a lei, una cabina telefonica del 1950. Brandì la bacchetta, indecisa.&lt;br /&gt;La porta si aprì, un uomo dai capelli castani e lo sguardo stralunato la squadrò: “Constantine?” domandò.&lt;br /&gt;“Craine” puntualizzò Frida.&lt;br /&gt;“Sì, capisco” uscì e la raggiunge, era quasi più alto e più ossuto di suo padre.&lt;br /&gt;“Vattene, io posso…” balbettò infuriata.&lt;br /&gt;Il volto del Signore del Tempo restò impassibile: “No, in queste condizioni, non puoi” si limitò a rispondere e si chinò, l’afferrò per i fianchi e la sollevò, fingendo fosse semplice.&lt;br /&gt;Frida prese a dimenarsi, gridando a squarciagola.&lt;br /&gt;“Non essere ridicola” la zittì lui: “Stanno urlando in cinquecento, riesci solo ad assordarmi”.&lt;br /&gt;Gli sferzò qualche debole calcio, qualche pugno, finì issata su una spalla e condotta a viva forza nel Tardis.&lt;br /&gt;La mise a terra, nella penombra irradiata di bagliori verdastri, Frida non resse a lungo in piedi e sedette sul pavimento.&lt;br /&gt;“Non ti porti dietro le tue sgualdrine?” chiese con il poco fiato che le restava in gola.&lt;br /&gt;L’altro non si scompose, anzi, non la degnò di uno sguardo e si concentrò sullo schermo.&lt;br /&gt;“Devo tornare indietro” ripeté per l’ennesima volta.&lt;br /&gt;La frase cadde nel silenzio.&lt;br /&gt;“Non è per me, è per Hogwarts” aggiunse.&lt;br /&gt;“Riddle non può vincere: estenderebbe il suo dominio sui Maghi e poi sul resto della popolazione, si scatenerebbe una guerra e perderebbero i Maghi; sono in numero inferiore e non conoscono gli effetti del Uriano Impoverito, di quello Arricchito, dei virus liberati nell’aria.&lt;br /&gt;Non sanno che i governi hanno da secoli un vero piano per ridurli al silenzio, se osassero intralciarli” la sua voce era pacata e fredda, quasi non gli importasse di ciò che affermava con sicurezza.&lt;br /&gt;“Non posso scappare” obiettò Frida.&lt;br /&gt;“Infatti, io ti ho portata via” precisò egli: “Saresti stata ostaggio di Voldemort, ma la regina non sarebbe scesa a patti, bensì in guerra ed avrebbe perso”.&lt;br /&gt;“Basta, perché parli così?” Frida scoppiò a piangere, si accasciò in posizione quasi fetale e chiuse gli occhi mentre il viso si bagnava sino al mento.&lt;br /&gt;“Voi Constantine non mi siete simpatici, siete bugiardi, crudeli e spietati. Non ti ho salvata per pietà, ma per necessità” spiegò con una calma impersonale.&lt;br /&gt;“Non sei umano” lo accusò lei: “In te, non c’è un briciolo di compassione, di umanità. Sei un essere vivente, ma non hai niente a che spartire con gli uomini. Trova un altro pianeta, noi abbiamo ancora dei sentimenti”.&lt;br /&gt;“Mi conosci da tredici minuti, Frida, sei veloce nei giudizi” la canzonò.&lt;br /&gt;“Non sei umano, non hai onore” proseguì la Craine in singulti sempre più rapidi: “L’ho visto morire, ha protetto me e s’è fatto uccidere. C’è la stessa luce attorno a te, quella dell’ incantesimo… Io devo fare qualcosa!” urlò.&lt;br /&gt;“Prova a respirare”.&lt;br /&gt;Frida udì i passi del Signore del Tempo e capì che si stava accostando, strinse ancor più le gambe al petto, soffocò il pianto e le lacrime scorrevano come gocce di pioggia.&lt;br /&gt;“Sei ferita, in più parti…” constatò.&lt;br /&gt;“Ti chiamano Dottore” disse lei.&lt;br /&gt;“Vuoi che ti aiuti?” la domanda era sincera.&lt;br /&gt;“Riportami indietro” lo pregò Frida: “Colin è là… Cosa penseranno?&lt;br /&gt;Che sia scivolato su un incantesimo?&lt;br /&gt;Che non meriti il rispetto di chi ha lottato con tutte le sue energie?” la voce sembrava un sussurro così flebile da essere scosso dai battiti del cuore: “L’ha fatto per me. Apparteniamo a due Case diverse e… Rivali. Mi aveva appena incontrata e mi ha difesa, perché era quello che pensava fosse giusto fare.&lt;br /&gt;Voleva stare a fianco di Potter, guadagnarsi la gloria e poi ha messo da parte i suoi progetti per stare con me.&lt;br /&gt;Questo è coraggio. Se non racconterò la sua storia, come sapranno che Colin Canon era un eroe?”&lt;br /&gt;Il Dottore le accarezzò i capelli castani e lei si scostò, poi non si ribellò e restarono così per alcuni secondi.&lt;br /&gt;Era una bambina ferita, che aveva visto la morte, era così minuta da far tenerezza, si pentì d’averla apostrofata malamente, pareva diversa dai Constantine, sembrava una creatura fragile e sofferente.&lt;br /&gt;“Lo racconterai tu, perciò devi permettermi di portarti al sicuro” non era una frase illuminata, ma addolcì la voce e provò ad infonderci la comprensione che nutriva per lei.&lt;br /&gt;“Se avesse ucciso me, sarebbe stato meglio?” bisbigliò Frida e pareva terribilmente seria.&lt;br /&gt;“Queste domande non hanno risposta, servirebbero a tormentarti e tu hai abbastanza materiale a riguardo” le sfiorò la guancia bagnata, la fissò e non disse altro.&lt;br /&gt;“Quale posto è sicuro?”&lt;br /&gt;Il Dottore le sorrise e cercò di alzarle il volto fra le mani: “Il pub di tuo padre, lo è” finse d’essere vivace, di buon umore: “Vuoi che ti trovi una sistemazione migliore? &lt;br /&gt;Quanto starai meglio, ti porterò a fare un viaggio, in un bellissimo posto. Ti va?”&lt;br /&gt;Frida non rispose.&lt;br /&gt;Il Dottore la prese fra le braccia, non poté evitare le contusioni ed i tagli che la ricoprivano, lei non emise un lamento. Era in uno stato di semicoscienza e pensò fosse una buona cosa: avrebbe sofferto di meno, non avrebbe pensato al ragazzo morto.&lt;br /&gt;L’adagiò su una poltrona abbastanza comoda e la vide seguirlo con lo sguardo, ma gli occhi non avevano alcuna vitalità.&lt;br /&gt;“Arriverai da tuo padre ed andrai a casa tua” la rassicurò il Dottore: “Con la tua mamma, anche e sarai curata. Finirà bene, io te lo posso assicurare: andrà bene per la scuola, per il Mondo Magico, per te, per i tuoi amici.&lt;br /&gt;Finirà bene”.&lt;br /&gt;Stava già azionando i comandi, quando sentì la replica di Frida, era rassegnata e colma di un dolore sordo.&lt;br /&gt;“Colin era un eroe. Colin è morto, altri lo sono e lo saranno: non finirà bene”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ci sono molti riferimenti al GdR "Harry Potter e... Gli anni a venire", inoltre alla serie Doctor Who (ma wikipedia aiuta).&lt;br /&gt;Per mio diletto la posto.</content>
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    <title>Last Punk Standing - Doc</title>
    <published>2008-01-24T11:03:53Z</published>
    <updated>2008-01-24T11:03:53Z</updated>
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    <lj:music>LPS Original ST</lj:music>
    <content type="html">Torno ad aggiornare, quando avrò abbastanza materiale, farò un album della famiglia Constantine.&lt;br /&gt;Ho preso la definitiva decisione che Bowie &lt;b&gt;è &lt;/b&gt;John Constatine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Doc"&gt;Vi fu un attimo di silenzio, Frida non l’avrebbe mai scordato: Ada era intenta a sistemare le fiale di cristallo nella borsa, Dani e Michelle osservavano Ivy riposare nel proprio letto; un livido le ombreggiava la guancia sinistra e cerchi vermigli le sfregiavano i polsi. Era tranquilla. Frida s’era trascinata sino alla casa dei vicini, quando la ragazzina aveva aperto gli occhi, s’era scusata in singhiozzi quasi isterici.&lt;br /&gt;L’altra aveva scosso il capo, con un sorriso appena abbozzato.&lt;br /&gt;La calma era sopraggiunta alla concitazione del ritrovamento. James era il solo a cui i poliziotti avrebbero dato retta o così era convinta Danita, perciò, stavano concordarono una versione plausibile per quel prodigioso rientro.&lt;br /&gt;Era stato un lasso di tempo breve, forse non più di trenta secondi, in cui non s’era udita una voce umana, un miagolio lamentoso, un latrato sinistro di un cane fantasma.&lt;br /&gt;Dean Winchester era seduto sulla vecchia poltrona del soggiorno, mentre Sam scrutava la strada dalla finestra.&lt;br /&gt;Frida si rese conto di quanto fossero stanchi, ma sollevati e soddisfatti. Provò un intrinseco piacere, perché era stata, in parte, artefice della loro vittoria.&lt;br /&gt;S’accostò appena al maggiore e gli sfiorò la nuca, una carezza timida fra i corti capelli. Ritrasse la mano, quasi con timore e lui si volse e le sorrise.&lt;br /&gt;Non c’era che il silenzio, intorno a quei gesti delicati, che non necessitavano di vane parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due vetture nere oltrepassarono la barriera senza alcun problema; Constantine accomodato sul sedile posteriore, avvertì un leggero senso di nausea, si passò una mano sulla fronte imperlata di sudore.&lt;br /&gt;“Qualcosa non va, zio truffa?” domandò preoccupato Syder, sfiorandogli in gomito, con il suo tocco gentile e delicato.&lt;br /&gt;L’uomo annuì.&lt;br /&gt;“Una barriera contro il Male” soggiunse Doc, la sua voce atona aveva una sfumatura sarcastica, guardò la sua bizzarra guardia del corpo al volante: “Certo, visto il tuo passato ti è difficile attraversarla, come fosse un cerchio di sale … Hai tracce di una Succubus, nel tuo sangue”.&lt;br /&gt;Constantine prese fiato: “Sei invidioso?” lo canzonò, un sorriso crudele: “C’è chi può avere una Succubus, una Driade, una Regina demoniaca e chi si limita ai canali pornografici”.&lt;br /&gt;Il traghettatore non si volse neanche: “Non abbiamo queste necessità da parecchio tempo” disse gelido.&lt;br /&gt;“Ve la fate tra voi, nulla in contrario” sbottò John, accendendosi una sigaretta.&lt;br /&gt;Doc non commentò, attese che l’auto dietro di loro, con a bordo Rich e l’altro strano individuo parcheggiasse.&lt;br /&gt;Quando il motore si spense, con una sorta di sospiro lamentoso mormorò: “Sai perfettamente, che io non ho più una vita”.&lt;br /&gt;Constantine era imperturbabile e la dichiarazione di Doc, non lo sconvolse; scese in fretta, sbattendo la portiera con forza.&lt;br /&gt;Alzò uno sguardo al cielo e si domandò chi avesse definito Dio “buono e giusto”.&lt;br /&gt;“Qualcuno che non lo conosce” rispose Doc, ma non c’era rabbia o veemenza in quella frase, soltanto una pacata rassegnazione.&lt;br /&gt;Rich s’accostò al figlio, aveva la voce roca, aveva le mani nella tasca del giubbotto e disse qualcosa sulla situazione, su quanto fossero assurdi i tizi che l’avevano accompagnato.&lt;br /&gt;Non s’udiva alcun rumore, il che era strano quanto il casino: quando tutto taceva od era in movimento, significava che non c’era da star tranquilli.&lt;br /&gt;“C’è ancora traccia degli stranieri” sospirò Doc.&lt;br /&gt;“Sì, ma basta con le scuse, stasera non mi mandi in bianco” sbottò irritato John: “Nessun mal di testa, dolcezza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I passi non erano rassicuranti, echeggiavano nel corridoio, Frida li sentì dentro la ferita, come se riuscissero a penetrare nella sua carne, al pari della lama. S’aggrappò al tavolo, per non rovinare al suolo.&lt;br /&gt;Dean portò, istintivamente la mano alla schiena, dove nascondeva un’arma precauzionale, in genere un coltello dalla lama ricurva e Sam si mosse verso la stanza di Ivy, pronto a far da scudo alle donne.&lt;br /&gt;“Non può essere una creatura malvagia” disse Ada, con la consueta calma: “Il perimetro è difeso da una magia potentissima, arcaica. Non c’è da aver paura”.&lt;br /&gt;“Io non ho paura” mormorò Frida.&lt;br /&gt;“Uscite dal ces.so, non è siamo dell’antidroga!” John Constantine salutava in maniera fantasiosa e creativa, si scoperse a pensare Dean.&lt;br /&gt;Stentò a credere, che suo padre avesse tollerato a lungo, una compagnia tanto sarcastica e singolare.&lt;br /&gt;Michelle uscì a precipizio dall’appartamento; Frida la scorse abbracciare Syder e quindi Rich, metterli al corrente della splendida novità e si volse, per pudore.&lt;br /&gt;“Vi ringrazio” disse piano ai Winchester.&lt;br /&gt;“Se non ci avessi indirizzati, non saremmo andati lontano” minimizzò Dean: “Diciamo che è stato un lavoro di squadra”.&lt;br /&gt;Samuel le sorrise e cercò una frase gentile da rivolgerle, ma era a disagio, c’era qualcosa di pericoloso fuori dalla porta.&lt;br /&gt;“Chi c’è con tuo padre?” domandò infine il ragazzo.&lt;br /&gt;Frida si morse le labbra e poi rispose a denti stretti: “Doc ed i traghettatori”.&lt;br /&gt;I Winchester si scambiarono un’occhiata perplessa, prima che Rich e Syder entrassero per accertarsi che Ivy fosse al sicuro o più semplicemente per guardarla, dopo giorni d’incertezza.&lt;br /&gt;Doc ed i traghettatori erano nell’atrio; non si presentarono.&lt;br /&gt;John li lasciò e cinse le spalle alla figlia: “Sapevo che l’avresti trovata, driade” si complimentò, baciandola sul capo: “A me il Demone, a te i ragazzoni americani. Il tuoi vecchio è generoso”.&lt;br /&gt;“Talvolta, vorrei arrabbiarmi con te” replicò lei.&lt;br /&gt;“Puoi, hai la mia benedizione” sogghignò John: “Non hai idea di quanto mi sia incaz.zato con il mio di padre, adesso lui è fra i putti dal cu.lo piumato, a pregare per noi.&lt;br /&gt;È la giostra della vita, dolcezza”.&lt;br /&gt;Frida non sorrise, Dean notò del rammarico nel suo sguardo abbassato, una delusione che sarebbe presto svanita, ma che somigliava alla sottile crepatura d’un vaso.&lt;br /&gt;Lei era consapevole d’essere una pedina nel piano di John, la certezza la feriva, sebbene s’imponesse di perdonarlo, ma Dean sapeva che non sarebbe bastato un bacio ed una battuta sarcastica a cancellare quel gesto egoistico.&lt;br /&gt;La fissò, ma Frida era persa nelle sue riflessioni e sospirò, quando Constantine tornò dai bizzarri ospiti.&lt;br /&gt;“Chi è Doc?” domandò Dean, inarcando un sopraciglio: “Ma soprattutto, chi sono i traghettatori?”&lt;br /&gt;Frida non si scompose, parlò con quel tono supponente, tipico dei Constantine: “Lo scoprirai”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I traghettatori chiesero ai presenti di non poggiare i piedi a terra, Syder colse l’occasione per accasciarsi, con la grazia di un corpo bersagliato dai proiettili, sul letto; Rich ne approfittò per sorseggiare una tazza di tè e Danita tentò di sospingere Frida sul divano.&lt;br /&gt;“Perché non possiamo stare in piedi?” chiese scettico Sam.&lt;br /&gt;Uno dei due lo squadrò, con malcelato disprezzo: “Noi abbiamo consigliato di non essere a contatto col pavimento, ma se vuole stare in piedi può farlo su un tavolo, su una poltrona, sul cornicione di un palazzo” replicò serafico.&lt;br /&gt;Frida afferrò una sedia e la trascinò sul pavimento, lo stridio fu accompagnato da un coro d’insulti.&lt;br /&gt;“Dai a me” tagliò corto Dean: “Dove la sistemo?”&lt;br /&gt;“Davanti alla porta, voglio vedere Doc” spiegò la mezzadriade. Sedette, con una smorfia di dolore ed incrociò le gambe: “Sei gentile, qualche volta, Winchester”.&lt;br /&gt;Dean la guardò sornione: “Qualche volta?” ripeté affettando stupore: “Io vivo per accontenti, piccola despota fatata”.&lt;br /&gt;“Prendi tre sedie” s’intromise Sam: “Non voglio perdermi lo spettacolo, Ada starà vicino a noi”.&lt;br /&gt;“Volete i popcorn?” chiosò Dean, avviandosi in cucina.&lt;br /&gt;“No, li vomiteremmo, credimi” ribatté Frida.&lt;br /&gt;In principio, non accadde niente. Doc sedette a terra, con le mani sulle ginocchia e gli occhi chiusi, una posa meditativa. Durò più di un quarto d’ora, John sbadigliava platealmente, disteso sul divano ed Ada s’era rilassata, il suo respiro somigliava a quello di una dormiente.&lt;br /&gt;“Conta di raggiungere il Nirvana e tornare a noi, con la soluzione del problema?” sussurrò Dean al fratello, seduto alla sua sinistra.&lt;br /&gt;“Può darsi, comunque, è più avvincente del film porno che hai scaricato prima di partire” buttò lì Sam.&lt;br /&gt;“E della tua vita sessuale”.&lt;br /&gt;“Sì, ma voi parlate soltanto di sesso?” sbuffò sottovoce Frida.&lt;br /&gt;“No, io preferisco la pratica…” replicò Dean.&lt;br /&gt;“Sei un vero signore” lo rimproverò Frida, con una stizza bizzarra, come se fosse gelosa.&lt;br /&gt;“So esserlo” si difese serio l’altro.&lt;br /&gt;“Ma non con noi, pezzenti londinesi?” l’incalzò Frida.&lt;br /&gt;Dean si ritrasse: “No, io vi stimo tutti quanti, siete una bella famiglia. Hai travisato, stavo scherzando, comunque, io ho una certa classe” disse lui.&lt;br /&gt;“Sono scoperte anche per me, Frida, non immaginavo che Dean avesse questo impeccabile stile” le diede man forte Sam.&lt;br /&gt;“Taci, ti gratti le parti basse appena alzato” lo riprese Dean.&lt;br /&gt;“Fate silenzio, qui c’è gente che vuole riposare” sibilò John.&lt;br /&gt;“Potremmo compromettere l’ascesi del mago” puntualizzò Ada.&lt;br /&gt;“Questa ascesi quanto può durare?” fece Dean, pentendosi subito d’aver parlato.&lt;br /&gt;“Dipende, anche dodici ore” disse l’ infermiera.&lt;br /&gt;“Ecco” sbottò fra sé e sé Dean.&lt;br /&gt;Trascorsero altri tre quarti d’ora, Frida cominciava a sentire l’impellente bisogno di recarsi al bagno, mentre Sam aveva reclinato il capo, raggiungendo Constantine nel regno di Morfeo. Ada era intenta a leggere, Michelle era rannicchiata accanto alla figlia, Syder e Rich sonnecchiavano.&lt;br /&gt;“Dovremmo parlare” prese coraggio Dean: “Chiarire le nostre attuali necessità, driade”.&lt;br /&gt;“Lo so, anche a me scappa la pipì” assentì la Constantine.&lt;br /&gt;Lui la guardò un istante: la rivelazione più traumatizzante della settimana. Non aveva mai sentito una ragazza affermare con tanta semplicità di doversi incipriare il naso e travisare un discorso serio, in maniera così ingenua.&lt;br /&gt;“Non è…” balbettò colto alla sprovvista.&lt;br /&gt;“Beh… Stringi i denti, in questo caso” lo consolò lei.&lt;br /&gt;L’idea che fosse completamente pazza, gli balenò nella mente.&lt;br /&gt;La calma era tale, che sulle prime nessuno s’accorse del primo informatore di Doc, i traghettatori perlustravano l’esterno del palazzo, accertandosi che nessuno disturbasse il loro signore.&lt;br /&gt;Lui percorse velocemente lo spazio fra la cucina e l’atrio, schivando le sedie del soggiorno, a lui se ne unì un secondo, ansioso di comunicare le novità apprese nel sottosuolo, nonché pronto ad esaudire i desideri dell' Evocatore; giunsero in fretta il quarto ed il quinto e fu a quel punto, che Dean e Sam Winchester s’avvidero di non essere soli.&lt;br /&gt;Non si biasimarono, perché i fedeli chiamati da Doc erano minuscoli, con una sorta di corazza nera sul dorso e zampe sottili come capelli.&lt;br /&gt;“Scarafaggi?” si meravigliò Dean, con una smorfia di disgusto.&lt;br /&gt;“Sì” tagliò corto Frida: “Sono stati progettati dal Supremo Equilibratore, come noi”.&lt;br /&gt;Ada represse un brivido d’orrore e John sollevò appena la testa: “Era ora!” esclamò.&lt;br /&gt;Uno stuolo di insetti si precipitò intorno a Doc, una sorta di secondo tappeto brulicante di vita, le pareti ne furono ricoperte e tutti parlavano a Doc e lui li ascoltava ed impartiva gli ordini.&lt;br /&gt;Era una magia terrena e sanguigna, qualcosa che fondava le proprie radici nella convinzione che tutto fosse collegato: l’uomo al dio, la terra al cielo, il bene al male. Un’unica ragnatela, che imprigionava vivi e morti.&lt;br /&gt;Dean ne aveva sentito parlare: erano strane ed inquietanti leggende, che prendevano forma in quei giorni. Sapeva che i custodi d’alcuni misteri erano i Faerie, ma spesso erano considerati una specie estinta, che sopravviveva in esseri schivi o violenti.&lt;br /&gt;Ignorava a cosa si stesse aggrappando Doc, che incantesimo avesse usato per essere attorniato dai bacherozzi di mezza Londra, eppure ne avvertiva la grandezza e la potenza.&lt;br /&gt;Sam era agitato, non se ne stupiva, entrambi si stavano ponendo lo stesso quesito e ne conoscevano la risposta: un secco rifiuto.&lt;br /&gt;Coloro che s’affidavano alla Natura ripudiavano ogni sorta d’inganno ed i Constatine agivano per il proprio tornaconto. Non li avrebbero mai aiutati e non era un gesto stupido: avevano impiegato dei secoli per essere parte della Magia, mentre i Winchester s’erano invischiati in quella feccia per mera vendetta.&lt;br /&gt;Non era stata una scelta, un’inclinazione della personalità: era stata pura rabbia e si sarebbero scrollati di dosso, con piacere, quella patina soprannaturale che ingrigiva le loro esistenze.&lt;br /&gt;I Winchester non erano come loro e questo l’aveva compreso John, nel vano tentativo di trovare l’aiuto di Constantine.&lt;br /&gt;Vedevano il mondo con sguardi differenti, per Frida ed Ada era perfettamente normale quel simposio, per loro era pericoloso, era innaturale.&lt;br /&gt;Il loro sbaglio era di considerare impossibile una commistione fra energie tanto differenti, l’errore dei maghi era di credere fermamente che fosse la soluzione d’ogni guaio.&lt;br /&gt;Durò parecchio la riunione e quando le bestiole si sparpagliarono, in una batter d’occhio, la palazzina fu sgombra.&lt;br /&gt;“Potete alzarvi” disse Doc, aprì gli occhi e fissò i Winchester.&lt;br /&gt;“No, grazie, preferiamo aspettare” sospirò ironico Sam.&lt;br /&gt;Frida non se lo fece ripetere due volte, s’avviò nella propria casa.&lt;br /&gt;“Dormono, gli uomini e le donne” mormorò Doc: “Dormono e sono calmi, coloro che nulla hanno da temere. Perché avete portato nella nostra terra, i vostri demoni?”&lt;br /&gt;“Per uno scambio culturale” fu la pronta replica di Dean.&lt;br /&gt;Doc tacque, poi dischiudendo appena le labbra aggiunse: “Io non vi aiuterò, perché avete sbagliato. No, tu hai fallito, Dean Winchester.” s’alzò in piedi, era alto e di costituzione robusta, doveva avere più cinquant’ anni ed essere comunque forte quanto Dean: “Tu hai fatto un errore e sei stato giustamente punito” si sporse verso Dean: “Chi sei tu?&lt;br /&gt;Come hai osato piegare le regole alle tue ridicole sofferenze terrene?”&lt;br /&gt;Dean mascherò un sussulto e si volse Sam, che evitò deliberatamente di ricambiarlo.&lt;br /&gt;“Cercavi la riconoscenza di tuo padre?&lt;br /&gt;Cosa hai fatto? Con quale ignobile lordura hai sporcato il mondo e queste genie?” lo incalzò aspramente Doc.&lt;br /&gt;Dean si passò una mano sulla fronte: era un telepate o forse la sua impresa era famosa nell’ambiente, ciò che non tollerava era essere giudicato dagli sconosciuti.&lt;br /&gt;“Lei cosa sa di me, anzi, di noi e della nostra situazione?” replicò con veemenza.&lt;br /&gt;“Lasciamo perdere” mormorò Sam e rimase inascoltato.&lt;br /&gt;Un guizzo di crudeltà illuminò gli occhi di Doc: “Vittime, vi ritenete dei martiri, giusto?” sorrise sornione: “La vita è ingiusta, è una barca nel mare in tempesta e talvolta affonda; chi non sa accettare questa verità, allora, può gettarsi nell’acqua con una pietra al collo: è uno stolto.&lt;br /&gt;Hai sofferto, Dean Winchester e non tu solo, milioni di anime sono più straziate della tua, milioni di corpi sono più oltraggiati di quello di tua madre, ma non capovolgono il mondo per questo.&lt;br /&gt;Sei un egoista, sei un debole. Sei un vigliacco.&lt;br /&gt;Hai risvegliato tu, con il tuo sciocco gesto, il Demone della Fame, hai dato a Balthaazar l’occasione per procreare; un altro mezzodemone, pensi?&lt;br /&gt;No, molto di più, lo scoprirai. Tu hai dato il via al caos. Spero che ti faccia sentire importante, piccolo uomo”.&lt;br /&gt;Dean riuscì a biascicare qualche insulto, mentre Samuel saliva in fretta le scale.&lt;br /&gt;“L’anima?” sibilò Frida, aggrappandosi allo stipite.&lt;br /&gt;“La vita ad un morto: una pazzia, un’azione turpe di autocelabrazione” la corresse Doc, senza distoglie lo sguardo da Dean.&lt;br /&gt;“Sapevo l’avesse fatto soltanto un tuo amico” mormorò assonnato John.&lt;br /&gt;“Alza il posteriore, ho buone nuove” rispose Doc, con un tono più conciliante e s’avviò all’uscita.&lt;br /&gt;Dean rimase paralizzato per una manciata di secondi: lui sapeva. Lui lo conosceva. Era qualcosa che persino Frida e John avevano ignorato.&lt;br /&gt;Lo seguì, con febbrile impazienza, capiva d’aver compiuto qualcosa che violava le leggi imposte dal Dio, di cui non si fidava neppure lo sciamano.&lt;br /&gt;Non aveva mai considerato l’aspetto più sinistro della sua scelta: contava unicamente riavere Samuel, tenere fede alla promessa fatta a se stesso e proteggere chi rimaneva della sua famiglia. Non voleva restare solo in un mondo estranei, affrontare le tenebre senza qualcuno al suo fianco, era accecato dal dolore, annientato dal senso di colpa, prostrato alla solitudine che aveva nel cuore.&lt;br /&gt;Non avere una parte di sé, ma rivedere suo fratello respirare, gli era parsa una scappatoia all’agonia di una vita tanto orrenda.&lt;br /&gt;“Quando muore una persona che abbiamo amato, la tentazione di portarla indietro è forte. Basta saperla vincere” Doc s’era fermato sulla soglia, non aveva più il timbro inquisitorio di prima, pareva quasi un vecchio stanco e stomacato dai baratti degli uomini: “Ti era stata data la scelta, lo sai”.&lt;br /&gt;“No, non lo so!” si infervorò Dean, trattenendo, a stento, l’impulso di far voltare l’interlocutore.&lt;br /&gt;“Frida sarebbe stata la tua guida, sarebbe stata la tua compagna” gli disse: “Vi eravate legati, ma poi non hai trovato il coraggio di andare avanti; hai sperato che il Tempo si fermasse, che Dio dal suo trono intervenisse… Ti era stata data un’ opportunità, l’hai gettata al vento e cosa più grave hai scatenato il caos. Dio non risolve le beghe di un solo individuo, è la sua politica.&lt;br /&gt;I morti restano morti: è difficile da capire, ma quanto male fate nello strappare un’anima al suo riposo!”&lt;br /&gt;Dean sbatté le palpebre, sorpreso: “Tu chi sei?” chiese con un filo di voce.&lt;br /&gt;Lui si voltò, con gli occhi velati di lacrime: “Talvolta, persino lo dimentico” bisbigliò: “Mi hanno chiamato in tanti modi, ho avuto più di duecento corpi, Dean Winchester. Sono vivo, sempre, un attimo prima che il fisico collassi, mi addormento e mi desto in un sembiante nuovo e giovane. Non ho mai riposo. Non ho la mia morte.&lt;br /&gt;Mi venne rubata, strappata a viva forza e fu tremendo, fu odioso, non benedico chi mi riportò in questa dimensione”.&lt;br /&gt;“Il tuo vero nome qual è?” Dean ebbe paura e mai avrebbe scordato Doc e le sue ultime parole.&lt;br /&gt;“Un tempo, mi chiamavano Lazzaro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;***&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Giovanni 11:1-44 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In attesa di aprire l'album dei ricordi, alla prossima.</content>
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    <title>Last Punk Standing - Risanata. Ritrovata.</title>
    <published>2007-12-06T16:34:07Z</published>
    <updated>2007-12-06T16:39:14Z</updated>
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    <content type="html">E vai con le nuove mirabolanti avventure di F&amp;amp;D.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="non per pampini."&gt;Il volo silenzioso del gufo non attirò l’attenzione dei fratelli Winchester, che uscivano a precipizio dalla palazzina, né fu notato dal proprietario del “Last punk standing” che salutava con la mano il taxi di Chas Chandler.&lt;br /&gt;Le voci non raggiunsero la bestiola, che planò sul davanzale d’una finestra al primo piano, quando la vettura ebbe svoltato l’angolo a tutta velocità.&lt;br /&gt;Attraverso le tende bianche, si scorgeva un letto dalle lenzuola turchesi e la sagoma d’una fanciulla addormentata, il messaggero alato rimase in attesa, come gli era stato insegnato.&lt;br /&gt;James Spatchcock lo vide, ma non azzardò avvicinarsi; era rientrato per riposare almeno qualche ora, prima di tornare al lavoro.&lt;br /&gt;Aveva visto troppe ragazzine perdersi per colpa dell’indifferenza generale e non avrebbe permesso che Ivy fosse una di queste.&lt;br /&gt;Al Centro per ragazzi in difficoltà aveva organizzato tre gruppi di ricerca; oltre a lei però, James doveva prendersi cura di altri giovani sbandati e mai come in quei giorni, un po’ di cocaina gli sarebbe stata d’aiuto.&lt;br /&gt;Scosse la testa a quei pensieri, sarebbe morto piuttosto che sprofondare nuovamente nella dipendenza. Ogni giorno ricordava ciò che era stato e quello che poteva diventare in qualsiasi momento: un drogato.&lt;br /&gt;Non era interessato alla magia, John gli aveva detto che era un inganno, un’ abile truffa a stento tollerata dalla Natura, James la percepiva ma ne restava lontano; ai suoi occhi quel potere fittizio non era dissimile dall’eroina.&lt;br /&gt;Quel volatile era parte della magia e lo aveva imparato da Frida, che era entusiasta del ruolo degli animali negli incanti.&lt;br /&gt;Aprì il portone ed i singhiozzi di Michelle lo colpirono come un pugno nello stomaco; d’un tratto l’idea di rilassarsi, di abbandonare i guai sino all’ora di pranzo gli parve egoistica e crudele. I suoi amici l’avevano salvato, l’avevano reso l’uomo che tendeva una mano e non poteva ritrarla proprio a loro.&lt;br /&gt;Bussò, per scrupolo, sul uscio spalancato.&lt;br /&gt;“Dani ha un attacco” disse con voce malferma Michelle.&lt;br /&gt;James avanzò senza far rumore, la malattia della Wright non gli era mai parsa inopportuna sino a quel giorno.&lt;br /&gt;La compagna di Constantine era sistemata su di una poltrona, come se vi fosse svenuta sopra. La sorpassò, seguendo l'altra e dal soggiorno, arrivò in cucina.&lt;br /&gt;Michelle era l’incarnazione della sofferenza, il suo stesso viso sembrava un grido straziante.&lt;br /&gt;“Non sono tornati” sussurrò appena, strofinando il fazzoletto di carta sul naso arrossato: “Sono usciti per risolvere il problema e non sono qui”.&lt;br /&gt;James le cinse le spalle con un braccio: “Certe cose richiedono tempo” disse e si sentì un perfetto imbecille.&lt;br /&gt;“Io rivoglio mia figlia!” si ribellò Michelle: “La voglio nella sua stanza… Voglio avere i suoi vestiti da lavare e la sua colazione da preparare e non sono disposta ad aspettare!”&lt;br /&gt;L’uomo spostò una sedia e la fece accomodare.&lt;br /&gt;“Lo so” rispose sottovoce: “Conosciamo Constantine e sono certo che farà l’impossibile per riportarla a casa. Ora, puoi piangere e sfogarti, ma è il tempo dell’ attesa”.&lt;br /&gt;Michelle si portò le mani al viso: “Sto per impazzire” pianse.&lt;br /&gt;James le accarezzò la schiena: “Non lo farai, per i tuoi figli” replicò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ada trasse un lungo sospiro, riconobbe il gufo e scosse la testa, altre ciocche scivolarono dalla treccia.&lt;br /&gt;Non si comandava ai sentimenti, pensò l’infermiera.&lt;br /&gt;Mosse un passo e qualcosa intorno a lei mutò: era entrata in un terreno protetto. Qualcosa di benigno e potente. Se fosse stata un demone sarebbe divenuta polvere, l’incantesimo non era d’attacco, ma di difesa. Non era opera del signor Constantine, ne concluse.&lt;br /&gt;La notte di veglia era stata spossante, ma essendo una tirocinante, era costretta ad eseguire i capricci del dottor Moro.&lt;br /&gt;Riabbracciare Frida era un lusso, aveva perduto troppi amici: Juniper e Melinda, così come Gabaline, che s’era chiusa nelle tradizioni arcaiche, che lei non voleva comprendere.&lt;br /&gt;S’erano incontrate il primo giorno di scuola, Ada e Frida, la prima temeva d’essere un’ombra fra studenti promettenti, la seconda aveva nostalgia della madre e lottava furiosamente con la cravatta.&lt;br /&gt;Ada le aveva fatto un nodo perfetto e Frida le aveva chiesto come si chiamasse.&lt;br /&gt;Era stata lei a farle notare che la complicata pronuncia ricordasse uno starnuto.&lt;br /&gt;“Hai qualcuno che ti sieda vicino?” aveva chiesto Ada.&lt;br /&gt;L’altra aveva sorriso: “Sì, tu” aveva detto e così era stato: per sette anni avevano diviso il banco, s’era scambiate biglietti durante i test, s’erano fatte compagnia, s’erano confidate a vicenda, avevano litigato poche volte.&lt;br /&gt;Ada era troppo dolce e pacata per non sedare la focosa, incostante Constantine.&lt;br /&gt;Le amicizie, talvolta, iniziano con un gesto od una parola e proseguono per anni, che paiono giorni.&lt;br /&gt;Aprì la pesante anta di legno del portone e si fermò nel atrio.&lt;br /&gt;“Perdonatemi, sono stata mandata dal medico” esclamò in tono cordiale, cercando di nascondere la sua timidezza.&lt;br /&gt;Le venne incontro un signore, d’aspetto piacevole e curato, provò istantaneo imbarazzo per la sua camicetta macchiata d’unguento e la gonna lunga da strega, strinse la grande borsa nera a tracolla.&lt;br /&gt;“In tal caso, non possiamo scacciarti” esordì lui, tese la mano: “Sono James Spatchcock, amico della paziente”.&lt;br /&gt;Lei strinse fugacemente quelle dita dalla pelle sciupata: “Lo sono io pure, mi chiami Ada” si presentò.&lt;br /&gt;“Allora, io sono James” ribatté l’altro.&lt;br /&gt;Ada increspò le labbra involontariamente; James s’avviò verso la casa dei Constatine.&lt;br /&gt;“Credo stia dormendo” l’informò.&lt;br /&gt;“Quando la medicherò si desterà” commentò amaramente e lasciò alle sue spalle uno dei pochi uomini, che l’avesse favorevolmente colpita negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida sedeva nel tempio di Abaton, aveva le mani poggiate sulle ginocchia, come se dovesse meditare, davanti a lei v’era una bacinella argentea colma di sangue.&lt;br /&gt;Era sola e nessuno aveva intenzione d’entrare nel suo sogno, perciò sospirò e si sporse a guardare il liquido scuro.&lt;br /&gt;“Questo è ciò che sei” disse una voce possente nell’aria.&lt;br /&gt;“Un contenitore di sangue?” chiese irritata.&lt;br /&gt;“No”.&lt;br /&gt;“Cosa sono, allora?” l’incalzò lei.&lt;br /&gt;“Quel sangue t’appartiene, oggi l’hai dimostrato. Sei una Constantine” rispose la voce.&lt;br /&gt;“Arguto” sbottò Frida.&lt;br /&gt;Avvertì il tocco gentile d’una mano sulla spalla e trasalì leggermente. Era cosciente.&lt;br /&gt;Ada sedette sul bordo del letto: “Moro mi ha mandato da te” disse con dolcezza.&lt;br /&gt;“Sono contenta di vederti” sorrise Frida.&lt;br /&gt;L’altra si scostò quanto bastava perché la mezzadriade vedesse il gufo appollaiato su un vecchio appendiabiti.&lt;br /&gt;“Oscar Wilde?” domandò incredula la Constantine.&lt;br /&gt;“Esatto” assentì allegra l’amica.&lt;br /&gt;“Ero convinta che Edward non volesse aver niente a che fare con me” ribatté perplessa.&lt;br /&gt;“Ti sbagli” disse Ada: “Arrivando qui ho avvertito una barriera magica, comunque, leggi la sua lettera. Non aver paura”.&lt;br /&gt;Fu Ada a dover rompere il sigillo, perché Frida non riusciva a sollevare totalmente il braccio, infine prese la pergamena vergata dal suo amico d’infanzia.&lt;br /&gt;“Mia cara Frida,&lt;br /&gt;non conosco alcuna via per scappare da se stessi. Juniper ha scelto di provare con il cielo e adesso soltanto mia sorella Emily riesce a scorgerla, nella nebbia confusa delle sue visioni più incerte; io ho creduto di farcela grazie ad un tirocinio al St.Mungo come specializzando - o leccac.ulo, come siamo apostrofati nell'ambiente -, ma non ho avuto fortuna. Non sarei qui a scriverti queste righe, se ci fossi riuscito.&lt;br /&gt;E' stato il mio capo ad avvisarmi del rapimento di Ivy Mae Eldridge prima che lo facesse trafiletto a piè di pagina sul Camden Town Herald, perciò sono venuto a conoscenza della reale versione dei fatti e non delle due righe buttate giù a notte fonda da un cronista sottopagato.&lt;br /&gt;Sono molto preoccupato per te, Frida. Temo che la giovane Ivy non sia che un'esca e il vero obiettivo del Demone sia altro... tu forse? No, Thorke non sarebbe così folle da attirarsi la vendetta della stirpe che ha fregato il Primo dei Caduti (il signor Constantine dice così, no?!), eppure non posso fare a meno di essere in ansia. La paura rende deboli: è uno strano mostro, così difficile da combattere e da scacciare... Abitiamo nella stessa città, io potrei essere in pericolo quanto te se Lester è il pazzo omicida che credo, ma non m'importa affatto della mia buona salute quando so che sei stata aggredita e pugnalata.&lt;br /&gt;Non hai chiesto il mio aiuto, però ho deciso di offrirtelo comunque.&lt;br /&gt;Non fatico a credere che tu sia ben protetta dalle formule arcane del signor Constantine e forse il mio tentativo è solo un blando palliativo per calmare me stesso e i miei pensieri, ma non mi sono tirato indietro: mia madre ed io abbiamo invocato un Protego sul perimetro del pub. Non è un incanto qualunque: è un incantesimo antichissimo, retaggio dei più remoti culti d'Irlanda, di cui mia madre non ha voluto precisare le origini.&lt;br /&gt;E' sconosciuto dal Ministero, ma sono certo che il signor Constantine sappia benissimo di cosa sto parlando. Anche alla Casa Delle Vergini dovrebbero saperne qualcosa, conoscendo mia madre.&lt;br /&gt;La protezione che abbiamo gettato non neutralizzerà spriti e presenze occulte, ma saranno le entità maligne, quelle che rivelano intenzioni malvagie, a non poter oltrepassare la soglia del "Last punk standing" e a non poter danneggiare in alcun modo coloro che vi abitano e coloro a cui sei legata in vincoli d'affetto.&lt;br /&gt;E' un incanto potente, è possibile rimuoverlo in un unico modo che il signor Constantine di certo conosce, non mi fido abbastanza della posta via gufo per spiegarti quale sia. Sei libera di scogliere il Protego in qualsiasi momento, se ti parrà un orpello eccessivo.&lt;br /&gt;Forse mi rimprovererai di essere troppo opprimente e forse hai ragione. Non sto cercando di rendere il "Last punk standing" una fortezza, io vorrei solo saperti al sicuro.&lt;br /&gt;Non riesco a sopportare l'idea che potrebbe accaderti qualcosa. A questo punto penserai che sto scadendo del melodramma d'infima categoria, dunque mi concedo un'altro scivolone penoso, per poi non farne più: sai dove trovarmi se cercherai aiuto oppure se avrai soltanto bisogno di parlare.&lt;br /&gt;Sento molto la tua mancanza, ma suppongo che nella tua situazione questo non possa aiutarti in alcun modo.&lt;br /&gt;Non ti ho lasciata andare né lo farò, finché vorrai, sempre che non ci metta lo zampino qualche bonsai parlante.&lt;br /&gt;Sei unica non solo perché sei la sola Mezzadriade esistente a questo mondo, Frida.&lt;br /&gt;Non m'interessa se hai scelto l'aiuto di due ragazzoni americani, tu sai cos'è meglio per te.&lt;br /&gt;A proposito, è vero che gli americani vestono male come si dice?&lt;br /&gt;Se mai avrai bisogno di me, non esitare a contattarmi in qualsiasi modo. Sto familiarizzando con un telefono portatile babbano, sai? lo chiamano cellulare...&lt;br /&gt;Questa lettera è l'unico modo che conosco per starti vicino. Non voglio essere invadente, soprattutto se la mia presenza non è stata richiesta.&lt;br /&gt;Non chiedermi di fare di più. Sei stata tu a volerti ripiegare su te stessa. Magari ci sei riuscita, a scappare.&lt;br /&gt;Tuo sempre,&lt;br /&gt;Edward Pàdraig Lauritzen, ma per te è sufficiente Edward.&lt;br /&gt;PS: Porta i miei saluti al signor Constantine e a Miss Wright.&lt;br /&gt;PPS: Il mio numero di cellulare è in un foglietto allegato a questa lettera. Spero che Oscar Wilde non l'abbia perso durante il volo”.&lt;br /&gt;Frida rilesse quella pergamena due volte e si guardò intorno ansiosa, in certa del biglietto con il numero del cellulare.&lt;br /&gt;“L’ho sistemato nella tua agenda” la rassicurò Ada: “Ho anche tolto ogni traccia della magia che hai fatto. Dovresti essere morta, dove hai trovato la forza per usare il pendolo?”&lt;br /&gt;“L’ho rubata ai Winchester” rispose atona lei: “Quando mi hanno sfiorata, io ho preso l’energia vitale d’entrambi. Non ho chiesto il consenso, l’ho fatto e non mi sono sentita in colpa, neppure quando ho capito che trattenendoli, avrei migliorato il mio stato di salute.&lt;br /&gt;Ero fiera di me stessa, perché avevo abbindolato Dean, l’avevo fatto sentire in colpa per essere stato con me. Non è una bugia, io tengo a lui, ma… Ho selezionato ogni singolo vocabolo perché mi percepisse distrutta, fragile e per colpa sua!&lt;br /&gt;Ada, ma che razza di donna sto diventando?”&lt;br /&gt;La donna la lasciò sfogare, Frida si coperse il viso con le mani e singhiozzò.&lt;br /&gt;L’abbracciò con cura ed attese che la crisi passasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chas Chandler fermò il taxi riluttante, si volse verso Dean che sedeva accanto a lui.&lt;br /&gt;“Siete sicuri?” s’accertò per l’ennesima volta.&lt;br /&gt;“Sì, non capisco perché stenti a crederlo” disse Sam, osservando il via vai dei passanti dal finestrino.&lt;br /&gt;Chandler scosse la testa esasperato: “Conoscete la fama di Soho, vero?” replicò: “Qui ci sono alberghi, negozi, locali notturni, pub e tutti gestiti e frequentati da brave persone gay. Ragion per cui mi chiedo cosa diavolo ci faccia una ragazzina nella base strategica della comunità omosessuale”.&lt;br /&gt;“Se fosse lesbica?” scherzò Dean.&lt;br /&gt;Calò il silenzio, Chas lo fissò negli occhi, sembrava il protagonista di “Taxi Driver”.&lt;br /&gt;“Scendete, in questo preciso istante” ringhiò l’uomo: “Liberate la figlia di Rich e portatela indietro. Il mio è un consiglio, se lo ignorerete diventerete le gemelline pestifere del club gestito da mio cugino, sono stato chiaro?”&lt;br /&gt;“La cortesia britannica mi stupisce di volta in volta” sbottò Dean, uscendo dalla vettura.&lt;br /&gt;“Noi non siamo gemelli” ribatté Sam.&lt;br /&gt;Il quartiere era eccentrico, ma grazioso e pochi fecero caso ad una coppia di uomini.&lt;br /&gt;“Ha guardato me, non montarti la testa, Sammy” soggiunse sarcastico Dean, estraendo dalla giacca la cartina spiegazzata.&lt;br /&gt;“Cosa te lo fa credere?” gli rispose l’altro: “Io sono più alto, ad esempio”.&lt;br /&gt;“Io sono più sexy, ho anche un bel cu.lo” esclamò con baldanza.&lt;br /&gt;“Te lo dici da solo?” scherzò il fratello.&lt;br /&gt;“No, ho parecchie testimonianze” replicò Dean: “Ognuno ha i suoi punti di forza, tu sei bello dentro”.&lt;br /&gt;Sam lo fissò offeso, ma come scusa ottenne un sorriso smagliante.&lt;br /&gt;“Bene, secondo le nostre informazioni” riprese a parlare Dean, in tono serio: “La ragazza dovrebbe essere tenuta…” alzò la testa ed indicò una curva: “Vicino a quel locale”.&lt;br /&gt;“Perché è stata portata qui?” chiese Sam.&lt;br /&gt;“Non ne ho idea, forse era una tappa e l’avrebbe portata altrove o sarebbe parsa una prostituta uccisa e niente di più” Dean guardò il taxi di Chas e poi attraversò la strada, praticamente alla cieca.&lt;br /&gt;Perse il conto degli insulti quando raggiunse il marciapiede opposto e fece un cenno di puro sfottò a Sam, che attendeva il semaforo verde con aria torva.&lt;br /&gt;Il pub che aveva cerchiato era chiuso, non era sicuro che Ivy si trovasse in quel punto: il pendolo era stato esatto, la sua mano un po’ meno.&lt;br /&gt;S’accostò alla vetrina e sbirciò al suo interno, c’erano sedie capovolte e tavolini ovali, ma non poteva vedere nel retrobottega e gli nacque il sospetto che Ivy fosse sequestrata proprio lì. Cominciò a piegarsi verso la maniglia di bronzo.&lt;br /&gt;“Ora, sì che mezzo quartiere guarda quella meraviglia della natura che è il tuo cu.lo” la voce di Sam era ironica e tagliente. Dean non lo fissò neppure.&lt;br /&gt;“Brutta cosa, l’invidia, Sammy” sospirò con teatrale rassegnazione.&lt;br /&gt;“Io ho un sorriso radioso” aggiunse Sam: “Non puoi negarlo”.&lt;br /&gt;“Io ho un bel cu.lo. Siamo l’orgoglio U.S.A in Inghilterra” tagliò corto Dean.&lt;br /&gt;“Cosa stai facendo?” s’arrese, alla fine il minore.&lt;br /&gt;“Cerco la ragazza”.&lt;br /&gt;“Qui? No… Mi pare che il pendolo indicasse un posto leggermente più a est” il ragazzo scosse la testa: “Quando l’hai cerchiato aveva un crisi epilettica?” disse strappandogli di mano la mappa.&lt;br /&gt;“Avevo fretta”.&lt;br /&gt;“Frida ha rischiato chissà quali conseguenze, non puoi prenderla alla leggera” lo rimproverò.&lt;br /&gt;“Lo so” esplose Dean, sempre accovacciato davanti all’entrata: “Mi sto chiedendo se sia arrivato il medico, in che condizioni sia. Se stesse male ancora per colpa mia, penso che non potrei perdonarmelo.&lt;br /&gt;Mi ha parlato, prima che giocassimo ai giovani maghi; lei era così fragile e sapevo che non era il taglio… Ero io. Io che l’ho illusa e le ho spezzato il cuore e Frida non è umana, chissà come potrà reagire!”&lt;br /&gt;Sam lasciò che le frasi si perdessero nell’aria intrisa d’umidità, prima di replicare: “Mi pare che sia un tipo sveglio” cominciò, in tono tranquillo: “Ha accanto una famiglia, non mi riferisco solo a John e Dani; non perderà la voglia di andare avanti e col tempo ogni ferita guarirà.&lt;br /&gt;Puoi aiutarla, adesso lo stai facendo. So cosa ne pensi e ti dico: prova a volerle bene, a non allontanarla.&lt;br /&gt;Sei stato dolce con lei, stamattina, se la tratterai con freddezza, le farai male e ne farai a te stesso.&lt;br /&gt;Sii sincero e basta”.&lt;br /&gt;“Aperta” mormorò trionfante l’altro.&lt;br /&gt;“Mi hai ascoltato, mentre scassinavi la porta?” l’incalzò bruscamente Sam.&lt;br /&gt;“Certo, alza la voce o non ti sentiranno in Arizona” ribatté Dean: “Non ho l’scassinata: ho fatto scattare la serratura. Un gioco”.&lt;br /&gt;“L’antifurbo come lo eviti?” domandò Sam.&lt;br /&gt;“Non ti preoccupare” disse Dean, lo strattonò per un braccio e lo scaraventò nel pub.&lt;br /&gt;Sam quasi non s’accorse dello scherzo del fratello, spalancò la bocca e sussurrò: “Fan.cu.lo, mer.da!”.&lt;br /&gt;Non s’udì alcun rumore.&lt;br /&gt;Dean chiuse l’uscio con cura.&lt;br /&gt;“Abbiamo una manciata di minuti” sentenziò.&lt;br /&gt;“Mi hai usato come cavia. Mi hai usato per vedere se c’era l’antifurto” lo rimproverò Sam.&lt;br /&gt;“Te la saresti cavata con il sorriso radioso” minimizzò Dean.&lt;br /&gt;Sam scosse la testa infuriato.&lt;br /&gt;“Ivy, siamo degli amici di Frida” chiamò poi Dean: “Se sei qui… Fai rumore”.&lt;br /&gt;“Vogliamo portarti a casa, Ivy” aggiunse subito Sam: “Dalla mamma, dal papà e da Syder. Non aver paura, siamo dalla tua parte”.&lt;br /&gt;“Nessuno ti farà più del male!” concluse Dean.&lt;br /&gt;C’era silenzio ed il chiasso di Soho all’esterno.&lt;br /&gt;Cercarono nel retrobottega e non trovarono Ivy o tracce della presenza d’un prigioniero.&lt;br /&gt;Uscirono sconsolati, non si mossero per una manciata di minuti. La delusione era aspra, inoltre, la ragazzina era in pericolo ed il tempo non si fermava.&lt;br /&gt;C’era una ringhiera, un po’ arrugginita a est, non vi fecero caso, inizialmente, ma quando Sam alzò la testa, il suo sguardo s’illuminò.&lt;br /&gt;“Un sottoscala a est” disse piano.&lt;br /&gt;Dean annuì: “Speriamo non sia un buco nell’acqua” sospirò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida strinse la federa del cuscino, mentre soffocava un lamento.&lt;br /&gt;“Cerca di rilassarti” le consigliò Ada, stringendo la fasciatura: “Conosco la tua proprietà di linguaggio”.&lt;br /&gt;“Ricordo che la tua prima parolaccia fu a diciassette anni, quando Edward ti vide per caso gli slip” sbuffò Frida, voltandosi e sorridendo maliziosa.&lt;br /&gt;“Questa è un aneddoto da non raccontare” la zittì Ada.&lt;br /&gt;“Non so chi dei due ne uscì più sconvolto, lui senza dubbio ebbe del materiale per…” una fitta la zittì di colpo: “Caz.zo, sei una belva!”&lt;br /&gt;“Senti chi parla, vipera” chiosò l’infermiera.&lt;br /&gt;Ridacchiarono per qualche istante.&lt;br /&gt;“Questo Dean vale Edward?”&lt;br /&gt;Ada non andava per il sottile, pensò l’altra.&lt;br /&gt;“Non lo so, comunque, sai ci siamo sposati a Las Vegas perché aspettavo il nostro quarto figlio” borbottò la Constantine: “Fai domande assurde. James è single, se ti potesse interessare”.&lt;br /&gt;“Ti trovo migliorata, sul serio. Voglio sperare che ciò dipenda dall’ottima salute dei fratelli Winchester” aggiunse sottovoce la ragazza.&lt;br /&gt;Frida divenne seria: “Sono forti, non ho causato loro danni, forse avranno un po’ di mal di testa, nulla di più” spiegò con voce triste: “Io dovevo localizzare Ivy ed accelerare la guarigione, da sola non ci sarei riuscita. Mi capisci?”&lt;br /&gt;“No, ma ti accetto per quello che sei, è il compito degli amici” ribatté Ada.&lt;br /&gt;Frida si sorprese nel sentire il portone spalancarsi, mai le era sfuggito il rumore dell’auto di Chas che parcheggiava davanti al pub.&lt;br /&gt;I passi erano pesanti, veloci. Chas chiamò Michelle e poi Dani s’affacciò sulla soglia.&lt;br /&gt;“Ivy!” urlò.&lt;br /&gt;Frida si sentì mancare.&lt;br /&gt;“Sta bene, è sedata, ma sta bene” disse in fretta Dean.&lt;br /&gt;Ada non ebbe bisogno di consultarsi con Frida: si precipitò fuori dalla camera per soccorrere la giovane.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Contenti?</content>
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    <title>Last Punk Standing - La triade</title>
    <published>2007-10-31T21:32:51Z</published>
    <updated>2007-10-31T21:32:51Z</updated>
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    <lj:music>LPS Original ST</lj:music>
    <content type="html">Un po' di Magia. Sì, è il "Guerra e Pace" delle fanfictions su SPN e "Hellblazer".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Apri e gusta"&gt;&lt;i&gt;Mercoledì, Londra.&lt;br /&gt;Ora locale: 4,55.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appartamento di Muppet era relativamente pulito ed ordinato, secondo Constantine, era stata Danita ad operare un’accurata pulizia, ma per i Winchester non era un problema. Ringraziarono i loro ospiti per la cena, ovvero della pizza recapitata a domicilio, per l’utilizzo dei servizi igienici e della linea telefonica.&lt;br /&gt;Avevano trascorso la nottata tranquillamente, la gentilezza di Dani aveva cullato la spossatezza, così quando aveva proposto loro di coricarsi, non s’erano ribellati.&lt;br /&gt;“Avremmo dovuto insistere per il motel” sbottò d’un tratto Dean, sistemando con inusuale cura la camicia sulla sedia: “Saremmo entrambi più liberi: qui siamo spiati, ma non perché temono che il bagno si sporchi”.&lt;br /&gt;“Il padre della tua amica ci sta col fiato sul collo, per tacere del medico” sospirò Sam e lanciò un’occhiata alla stanza di Muppet, dalla cui porta sbarrata non filtrava più alcuna luce, poi aggiunse: “Come dovremmo agire?”&lt;br /&gt;“John è uscito circa tre ore fa, con lui c’era Syder, suo padre ed uno sconosciuto” borbottò lui: “Ci hanno messi da parte”.&lt;br /&gt;“Non mi aspettavo un altro trattamento” il sorriso di Sam era sarcastico.&lt;br /&gt;“Noi abbiamo raccolto parecchie informazioni, sia sul Demone della Fame che sugli incantesimi usati da quella creatura e temo si tratti proprio d’un essere umano” ribatté deciso Dean.&lt;br /&gt;“Una ragazzina è nascosta chissà dove e questa stirpe di potenti magus fa una passeggiata notturna?&lt;br /&gt;Non mi convince” disse Sam.&lt;br /&gt;“Papà scrisse che John era bravissimo con l’ipnosi, quasi un talento innato ed i Constantine fanno uso del pendolo da generazioni: avranno individuato Ivy e non ci hanno informato, tipicamente inglese, sai… Loro si ritengono migliori in tutto, persino nelle arti magiche”.&lt;br /&gt;“Ci avranno drogati?” chiese d’un tratto Dean.&lt;br /&gt;Sam rise sommessamente: “Sì, fiori d’arancio ed etere nella birra” rispose.&lt;br /&gt;“Abbiamo perso del tempo prezioso” insistette il maggiore.&lt;br /&gt;“Noi, ma non loro. Ascolta, questo Constantine può essere definito in tanti modi, ma non come uno sprovveduto” lo rassicurò il fratello, adagiandosi nuovamente sulla branda: “Si sarà incontrato con qualche essere o sarà riuscito a prendere Ivy. So che volevi fare bella figura con Frida, ma…”&lt;br /&gt;“Ma questa te la potevi risparmiare, Sammy” sibilò Dean: “Ho già spiegato la situazione, ma a quanto pare non sono stato chiaro”.&lt;br /&gt;“Era una volta e mai più?” lo provocò Sam.&lt;br /&gt;“Non proprio, ma non ho l’anello di fidanzamento nella borsa: fattene una ragione”.&lt;br /&gt;“Nel sonno, tutto mi sembrerà più accettabile”.&lt;br /&gt;Dean lo guardò: “Tu sai che non sono nella posizione di legarmi a qualcuno. Se capissi che sta accadendo, dovrei recidere il rapporto” la sua voce era sussurro melanconico.&lt;br /&gt;“Hai un’idea bizzarra dei sentimenti” replicò Sam: “Cosa ci sarebbe di male nell’ affezionarsi a quella mezzadriade?”&lt;br /&gt;“Si chiama Frida e non è un cucciolo di pastore tedesco”.&lt;br /&gt;Sam sbadigliò: “Ricordi per quanto tempo rifiutai di stare in compagnia dopo la morte di Jess?&lt;br /&gt;Io penso tu stia facendo qualcosa di simile, non mi piace” protestò assonnato: “Non aver paura, sai perfettamente che Frida non muoverebbe un passo senza suo padre, perché lui la seguirebbe, fra l’altro. Quindi, non è un ostacolo”.&lt;br /&gt;“Tu avresti lasciato Jess da sola, mentre andavamo a caccia?” non poté evitare di domandare Dean, proseguì quasi in un lamento: “Avresti preparato la borsa all’alba, le avresti dato un bacio e saresti sparito per mesi?&lt;br /&gt;No, perché ne eri innamorato e desideravi condividere con lei le ore, i giorni, le settimane… La vita.&lt;br /&gt;Io non posso condividere questo con nessuno. Un giorno, forse, cambierò idea e modo di vedere le cose. Chi può saperlo?&lt;br /&gt;Nel frattempo, dovrei fermare Frida o chi per lei? Obbligarla ad aspettare? A sperare che qualcosa cambi?&lt;br /&gt;Non sono così egoista”.&lt;br /&gt;“Hai fatto male a raggiungerla, allora”.&lt;br /&gt;Sam non aggiunse altro, si voltò d’un lato e s’addormentò o così volle fargli credere.&lt;br /&gt;Albeggiava: un Sole opaco illuminava fiocamente il pavimento del soggiorno ed il tavolo su cui troneggiava il portatile dei Winchester ed i due cellulari.&lt;br /&gt;Dean sedette sul bordo del letto, teso e scoraggiato al tempo stesso; iniziò a credere che fosse stato un errore scaraventarsi a Londra, per poi ritrarsi o per ingoiare passivamente le umiliazioni d’un branco di britannici snob, che non avevano neanche la Repubblica.&lt;br /&gt;Avevano fatto un casino e si pavoneggiavano con rituali arcani che non servivano a molto, erano spettacolari fuochi d’artificio, ma l’artiglieria pesante non era nelle loro mani.&lt;br /&gt;Uscì dal locale, nella speranza di produrre il minor rumore possibile, le scale erano di pietra, senza neppure una patina di marmo, il corrimano era in legno squisitamente non lucidato e quasi marcio. Sam aveva estratto sei spine dal palmo della mano sinistra.&lt;br /&gt;Era una vera e propria stamberga, non era stupito che gli fosse stata negata l’abitabilità.&lt;br /&gt;Si accomodò sul terzo gradino, scorgeva nella penombra il telefono nell’atrio e gli usci spalancati dei Constantine e degli Eldridge.&lt;br /&gt;Sentì dei passi stentati, zoppicanti, accompagnati dal colpo secco d’un bastone. Non dovette attendere che qualche minuto, prima di trovare Frida in piedi, con la camicia da notte bianca, macchiata di liquido giallastro sul fianco sinistro ed i capelli legati sulla nuca.&lt;br /&gt;Non era bella e misteriosa, come ad Abaton, la sua aura era quasi sbiadita, era una fragile nel corpo e nello spirito; era una ventenne qualsiasi.&lt;br /&gt;Avvertiva la stessa attrazione, era intensa, ma diversa: non desiderava soltanto possederla o carpirne i misteri, si sarebbe limitato a sederle accanto, a chiacchierare, come lei sperava.&lt;br /&gt;“Puoi alzarti?” esordì Dean, abbassando la testa.&lt;br /&gt;Frida mostrò un bastone da passeggio: “Ho la stampella” disse con un sorriso soddisfatto.&lt;br /&gt;“I tuoi cosa ne pensano?”&lt;br /&gt;“Dani è con Michelle, mio padre è uscito”.&lt;br /&gt;Rimasero in silenzio.&lt;br /&gt;“Non avevi bisogno del nostro aiuto” sentenziò Dean, con asprezza.&lt;br /&gt;“Lascia perdere papà: non lo dà a vedere ma è geloso. È un egocentrico, se avessi fatto il pasticcere t’avrebbe accolto in pompa magna” la rincuorò Frida: “Detestava anche il mio dottore. Basta avere pazienza, perché in genere non morde, senza motivo”.&lt;br /&gt;“Non hai risposto” le fece notare il ragazzo.&lt;br /&gt;“Io avevo bisogno di te” mormorò Frida: “Mi sei mancato, lo so, non dovrei dirlo ma ti voglio. Ti ho pensato ogni giorno, mi figuravo di vederti arrivare o di sentire il tuo richiamo; immaginavo di cosa avremmo parlato e poi… Arrivava la notte e tu non c’eri. Un’ altro giorno che moriva con la mia illusione.&lt;br /&gt;Aspettavo che sorgesse il Sole, per sperare di nuovo e non piangevo, perché era inutile. Tu non puoi sapere il vuoto che avvertivo nell’anima, i ricordi che graffiavano il cuore.&lt;br /&gt;Dean, io lo so, è stata una notte, ma non avevo mai provato un sentimento tanto intenso, avevo scordato chi ero ed esistevi solo tu.&lt;br /&gt;È amore?&lt;br /&gt;Non voglio avere una risposta, ma quando t’immaginavo con altre ragazze, a dir loro di fidarsi di te, quando capivo che non m’avresti chiamata, allora ero piena di rancore e se non mi avessero pugnalata, avrei rimandato a te il mio dolore”.&lt;br /&gt;Dean rimase interdetto, si rese conto che lei stava asciugando il viso dalle lacrime e frenò l’istinto d’abbracciarla (con riguardo per la ferita) e consolarla: avrebbe fatto un guaio ancora più grosso.&lt;br /&gt;“Se non t’avessero pugnalato, quindi, sentirei delle odiose punzecchiature di spillo?” buttarla sul ridere era la sua specialità, in fondo.&lt;br /&gt;La ragazza sorrise: “No, peggio… Il mio piano non è stato perfezionato” ammise con una risata maliziosa.&lt;br /&gt;“Resto in attesa?”&lt;br /&gt;“No, non sono più in collera con te e forse non lo sono mai stata” sospirò affranta: “Se Ivy non fosse in pericolo…Preferirei che quel bastardo avesse rapito me” disse la mezzadriade: “Se le accadesse qualcosa, io ne porterei il peso per sempre. Non è giusto che per una colpa della mia famiglia, sia lei a pagare”.&lt;br /&gt;Il giovane riuscì finalmente a sostenere il suo sguardo, mise le mani sulle ginocchia: “Non lo porterai, certamente John l’ha localizzata” esclamò rassicurante.&lt;br /&gt;“No” Frida era sicura.&lt;br /&gt;“Sì” Dean lo era altrettanto.&lt;br /&gt;“Guarda, mio padre era diretto da un tizio strano, mentre Moro andava da un suo malato strambo” spiegò lei.&lt;br /&gt;“Cosa?” si stupì lui.&lt;br /&gt;“Abbiamo cercato di localizzarla con incantesimi d’ogni sorta, ma di Ivy non c’era traccia. Era inutile riprovare” ribatté Frida.&lt;br /&gt;“Se il suo carceriere non ha il controllo della zona, qualsiasi scudo magico sarà crollato” osservò Winchester.&lt;br /&gt;“Per la barba di Merlino!” sobbalzò la Constantine: “Non ci avevo pensato: sono stata una stupida”.&lt;br /&gt;Si voltò lentamente, per rientrare in casa.&lt;br /&gt;“Non hai la forza di praticare la magia” disse Dean.&lt;br /&gt;“Non da sola, vai a svegliare Sam” gli ordinò in tono pratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stata una notte senza stelle, c’erano state nubi in cielo, l’idea di Constantine era pericolosa, per questo Rich aveva chiesto a Syder di restare a casa.&lt;br /&gt;“Devi pensare alla mamma” aveva detto l’uomo, con voce strozzata, perché era da troppo tempo che parlava senza essere ascoltato: “Se ci fossero imprevisti, dovrai occuparti di lei…”&lt;br /&gt;“E di Ivy” aveva aggiunto John.&lt;br /&gt;Rich l’aveva guardato riconoscente: i suoi amici erano sempre pronti a vedere il buono che c’era nella sua anima lercia.&lt;br /&gt;“No, non riesco a restare, papà” il tono di Syder era quasi indignato. Non era più un ragazzino impaurito, ma un giovane uomo arrabbiato.&lt;br /&gt;Erano stati raggiunti dal loro “contatto”: un tizio che pareva il fratello scemo di Tommy Lee Jones in “Men in Black”.&lt;br /&gt;Aveva parcheggiato la sua macchina nera davanti al pub e s’era diretto verso la palazzina, dove era atteso.&lt;br /&gt;“Conoscete coloro che cercate?” aveva sussurrato in tono cospiratorio, sporgendosi appena verso Constantine.&lt;br /&gt;“Amico, non abbiamo tempo per le caz.zate” era sbottato John, rimirando la brace rossastra della sigaretta fra le dita: “Sei disposto a traghettarci?”&lt;br /&gt;“Non ci fidiamo di te, Constantine” aveva obiettato lo sconosciuto.&lt;br /&gt;“Sai che novità!” il magus gli aveva riso in faccia: “Il sentimento è ampiamente ricambiato”.&lt;br /&gt;“Lo sappiamo, dato che avete teso la mano agli stranieri” aveva proseguito l’uomo in nero.&lt;br /&gt;Syder e Rich fissarono John, impassibile come al solito: “Le amicizie di mia figlia non sono materia di dibattito” aveva cercato di tergiversare.&lt;br /&gt;“Sì, lo sono” l’aveva interrotto l’altro: “La primogenita Constantine è legata ad Albione, alle sue tradizioni e sappiamo che è stata concepita per mediare fra il popolo Faerie e gli Umani, che è stata un fondamentale strumento di equilibrio nella lotta agli Inferi”.&lt;br /&gt;“Questa non è la riunione delle Nazioni Unite” aveva replicato Constantine piccato: “Dacci uno strappo o vi troveremo da soli”.&lt;br /&gt;L’uomo aveva sorriso e poi aveva fatto loro cenno di seguirli.&lt;br /&gt;Syder s’ era accostato a John: “Zio truffa” era da anni che non lo chiamava in quel modo: “Cosa ha a che fare Frida con l’Inferno?” aveva chiesto, mentre attraversava la strada.&lt;br /&gt;“Il mio sangue: l’Inferno è parte di lei” s’era limitato a dire lui.&lt;br /&gt;Bow era situato nella East End di Londra e non era un luogo raccomandabile, era abitato da immigrati clandestini e pullulava di commerci illegali; oltre alla droga, alle armi ed alle prostitute, in alcuni angoli umidi e ben isolati dai criminali comuni, si poteva consultare ciarlatani, imbroglioni e purtroppo anche negromanti, capaci di qualsiasi nefandezza.&lt;br /&gt;La vettura procedeva spedita, c’erano onesti lavoratori che passeggiavano ed adescavano clienti, alcune anime pie distribuivano il biglietto per un viaggio psichedelico a poveri disgraziati senza più speranza.&lt;br /&gt;Superarono le terrene debolezze e s’infiltrano nel territorio friabile fra la Magia e l’Inganno: il regno dei Constantine.&lt;br /&gt;Quando il tizio parcheggiò in un vicolo, intimando loro d’uscire dalla macchina, udirono distintamente dei passi veloci.&lt;br /&gt;John scrollò le spalle e diede una pacca a Syder.&lt;br /&gt;C’erano due sole opzioni: ottenere ciò che volevano o morire.&lt;br /&gt;“Siamo giunti” disse il traghettatore.&lt;br /&gt;Rich esaminò il vicolo: “Trattiamo a cielo aperto?” domandò scettico.&lt;br /&gt;“No” rispose questi e mostrò una lastra di metallo scuro sul asfalto: “Nelle viscere della terra parleremo di quello che dalla terra proviene”.&lt;br /&gt;“Cosa significa?” si meravigliò Syder.&lt;br /&gt;“Faremo una gita nelle fogne” minimizzò Constantine: “Agli stregoni piacciono i luoghi umidi, sporchi e bui”.&lt;br /&gt;Lo sconosciuto aprì la botola, John scese per primo, con noncuranza, gli altri lo seguirono a ruota. Un tonfo sordo sbarrò l’ultima via di fuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Thomas Lucas Moro fissò il malato, respirava a fatica, i suoi rantoli divenivano sempre più veloci e rauchi. Era assistito da una giovane infermiera, una guaritrice che come lui era avvezza a curare maledizioni e creature non umane, il suo nome era uno starnuto islandese: Aðalbjörg Pàla Lilja Lárussdottir, ma da oltre dieci anni era conosciuta come Ada.&lt;br /&gt;S’era offerta spontaneamente di vegliare il disgraziato, era di carattere mite e d’una dolcezza disarmante, non c’era essere al mondo che non suscitasse la comprensione di Ada e per questo Moro la stimava.&lt;br /&gt;“Prendo della radice di quercia” propose la ragazza, scostando la treccia di capelli biondo tiziano dalla spalla: “Credo che il dolore sia aumentato”.&lt;br /&gt;Il dottore scosse il capo: “No, accendi la torcia sul comodino. Faremo quattro chiacchiere” disse in tono secco, estraendo dal camice bianco un pacchetto di sigarette.&lt;br /&gt;“Non mi sembra affatto il momento per interrogarlo” obiettò decisa Ada, passando una mano sulla fronte ulcerata del degente.&lt;br /&gt;“Lárussdottir, lui sta morendo, se vogliamo salvarlo” fece una pausa eloquente e guardò l’infermiera: “Abbiamo una priorità: capire la provenienza della maledizione. Non si tratta d’un incantesimo, questo lo saprebbe anche un bambino, è qualcosa di più potente. Lui sa cosa ha fatto e se parlerà, noi lo cureremo”.&lt;br /&gt;Ada non abbassò lo sguardo, incrociò le braccia sul petto: “Se pensa sia in grado di formulare una frase di senso compiuto, allora, faccia una prova” ribatté pacata: “Io non lo guarderò morire; anche senza il suo consenso, qualora lo ritenessi necessario, lo curerò”.&lt;br /&gt;“Andrai in Paradiso, Lárussdottir” sibilò Moro, accendendo una sigaretta.&lt;br /&gt;Trascinò una sedia sino al capezzale del moribondo ed ignorò Ada.&lt;br /&gt;“Da dove vuoi iniziare, ragazzo?” l’interrogò il medico: “Quando sei arrivato qui avevi qualche graffio, lievi malori… Adesso, hai più ferite di San Sebastiano e tutte spurgano pus, benché vengano pulite; hai la febbre e non riesci a capire se faccia più male un taglio slabbrato o le vesciche che rilasciano liquido bianco. Sei giovane, puoi cavartela con un po’ di fortuna”.&lt;br /&gt;Non ebbe risposta.&lt;br /&gt;“Questa è una vendetta crudele, non terminerà con la morte” soggiunse sottovoce: “Ho la netta impressione di sapere cosa tu abbia fatto. Dillo e vivrai. Taci e per l’eternità sarai il trastullo dei Primi Tre dei Caduti”.&lt;br /&gt;“Io non ho paura” era una sorta di singhiozzo, stentato e sofferente. Ada si chinò ma Moro le lanciò un’occhiata infuriata.&lt;br /&gt;“Non hai paura” ripeté con un ghigno, poi riprese a parlare: “Io ne avrei, visti i tuoi nemici, ma a te la scelta. Certo, accantona sin da ora ogni tuo bel progetto, preso nasceranno dei vermi sul tuo corpo e ti mangeranno, poi avrai la quiete del trapasso ed il tormento dell’Inferno.&lt;br /&gt;Non farai niente, né di buono, né di cattivo, farai cose disgustose e la povera signorina Lárussdottir dovrà lavarti e vederti vomitare l’anima ed il fegato. Io non farò colazione con la mia donna e mia figlia… Noi rimedieremo e tu?”&lt;br /&gt;Uno spasimo, una contrazione dei nervi fece sussultare quel corpo martoriato; Ada tastò il polso.&lt;br /&gt;“Basta!” esclamò.&lt;br /&gt;“No” la zittì Moro e s’alzò in piedi: “Una ragazzina sta morendo di sete e per mancanza d’aria. Mi dirai dove si trova e la mezzadriade spezzerà la maledizione” stava gridando.&lt;br /&gt;Il paziente aprì gli occhi: “Questo è un ospedale?” gracchiò.&lt;br /&gt;“Sì, l’unico che ti possa salvare” rispose: “Voglio il luogo”.&lt;br /&gt;Lo vide sorridere e far colare sangue lungo il mento: “Fanc.ulo”.&lt;br /&gt;Ada si passò una mano sulla fronte: “La mezzadriade è Frida?” domandò esasperata.&lt;br /&gt;“Sì, avete fatto la scuola insieme. Lui l’ha pugnalata” spiegò Moro.&lt;br /&gt;“Lei lo salverà” concluse l’infermiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza era stata predisposta al rito, a nord era stata sparsa delle polvere di cristallo in modo da formare un cerchio molto ampio, al suo interno c’era una cartina di Londra ed in direzione dei punti cardinali erano stati accesi quattro ceri bianchi.&lt;br /&gt;Frida era dentro l’ anello magico e li accolse con un sorriso, sembrava già provata e sedeva sul pavimento. In grembo aveva una fotografia di Ivy.&lt;br /&gt;“Entrate” li esortò.&lt;br /&gt;Sam scorse Bastard, sdraiato sulla scrivania, attento a seguire i movimenti della padrona, sul letto troneggiava la gabbia di Bronwen, con lo sportellino aperto, così che la creatura potesse svolazzare e dare un tocco più cupo all’ atmosfera.&lt;br /&gt;“Hai un piano?” domandò Dean.&lt;br /&gt;“Certo, come sapete, non ho abbastanza energia per localizzare Ivy da sola e mio padre è andato a cercare informazioni altrove” disse in tono cordiale, come se parlassero della colazione: “Voi siete forti ed unendoci formeremmo una triade: non abbiate paura, non è Negromanzia”.&lt;br /&gt;Sam sospirò: “Io temo di non poterti essere d’aiuto, Frida” obiettò, quasi sottovoce.&lt;br /&gt;“Sciocchezze” minimizzò Frida: “Io ho avuto più contatti con i Demoni che con gli esseri umani e pratico ogni sorta di incanto sia mai stato concepito”.&lt;br /&gt;Il ragazzo socchiuse gli occhi, guardingo: “Cosa ne sai, tu?” l’incalzò bruscamente.&lt;br /&gt;“Io fiuto, Samuel, non sono umana, ricordi?” replicò lei: “Mio padre aveva il sangue d’un demone in corpo, io ho un cocktail indefinibile di generi nel DNA e non mi faccio problemi. Sono una Constantine, dopo tutto” gli sorrise: “Non arrabbiarti oppure fallo quando sarà finita questa faccenda: adesso sia tu che Dean togliete scarpe ed ornamenti. Non imprecate e non nominate invano i Signori del Cielo e della Terra”.&lt;br /&gt;“Se dovessimo fallire?” sospirò Dean sfilandosi la collana.&lt;br /&gt;“Questa opzione non è contemplata” cinguettò Frida: “In qualche modo, io vinco”.&lt;br /&gt;Sam appoggiò le scarpe sulla soglia e s’accostò al fratello: “Credi veramente che l'abbia intuito dal sangue?” sussurrò.&lt;br /&gt;“Sì, per quanto mi secchi ammetterlo, la sua è una stirpe dannata e per giunta astuta. Mi fido di lei, sotto questo aspetto” rispose.&lt;br /&gt;“Io non mi fido proprio in fatto d’Occulto: può essere pericolosa, non so neanche cosa voglia farci” ribatté Sam.&lt;br /&gt;“Staremo a vedere, ma non ci farebbe mai del male, concordi?”&lt;br /&gt;Sam fece un cenno affermativo.&lt;br /&gt;Frida li esortò a varcare il perimetro, il maggiore sedette alla sua destra ed il minore alla sua sinistra; lei attese un istante e premette la fotografia al petto.&lt;br /&gt;Tese il braccio destro e lasciò scivolare dal pugno chiuso una catenella d’argento, il cui ciondolo era un pendolo di corniola.&lt;br /&gt;“Posate la mano destra sopra la mia” spiegò la giovane: “Non stringete troppo o mi cederà il polso” e si concesse una breve risata.&lt;br /&gt;I due obbedirono riluttanti, Dean sfiorò la pelle della ragazza e d’un tratto si sentì spaesato e ciò che aveva letto sui Constantine gli tornò alla mente; a dargli conforto fu il tocco di Sam, deciso a tentare anche quel bizzarro esperimento.&lt;br /&gt;Il ninnolo era immobile sopra la mappa.&lt;br /&gt;“Non vi chiedo fiducia” disse Frida: “Non a chi si dovrebbe forzare per provarla. Respirate e calmatevi, non pensate a nulla di personale. È tutto collegato, noi lo saremo. Non odiate, non siate felici, non riflettete. Lasciatevi andare a quello che vi circonda. Arrendetevi alla Magia”.&lt;br /&gt;Dean si figurò di dover prendere sonno. Cominciò un’attesa che parve durare ore.&lt;br /&gt;La Constantine aveva chiuso gli occhi e presto fu imitata da Sam, non si muoveva nulla, men che meno il gingillo.&lt;br /&gt;Spossato, il ragazzo serrò le palpebre ed allora avvertì una leggera vertigine, un senso di appartenenza non fisico od emotivo, ma puramente mistico. Era parte di qualcosa di vasto e di potente; il suo ruolo era fondamentale.&lt;br /&gt;Gli parve di vedere Layla, senza i segni della malattia, bellissima e splendente, accanto a lei c’era Hester, altrettanto angelica e Jessica fra loro.&lt;br /&gt;Erano parte del progetto; lo era sua madre, che sorrideva tenendo per mano John Winchester e lo erano le tre ragazze e la vista si popolò d’altre persone: un vecchio canuto, simile ai maghi delle favole, un ragazzino dai capelli castani e lo sguardo limpido, un anziano signore ed una donna che aveva gli occhi azzurri di John Constantine ed molti altri ancora.&lt;br /&gt;Erano tutti lì, ad aiutarlo… Ad aiutare la triade che aveva formato con Sam e Frida,&lt;br /&gt;“Trovata!”&lt;br /&gt;Frida era entusiasta, l’udì come fosse stato distante, quando le mani si ritrassero, ricadde alla realtà.&lt;br /&gt;Sam lo fissava scosso, ma non spaventato e Dean capì che aveva veduto anche lui.&lt;br /&gt;La ragazza, al contrario, era cinerea in viso ed ansimava: “Sta a Soho, guardate!” li esortò puntando il dito.&lt;br /&gt;La catenella ed il pendolo erano dritti, come se delle dita invisibili stringessero l’oggetto: “Cerchiate il punto” ordinò lei.&lt;br /&gt;Dean si sporse verso la scrivania e prese una penna nera, non appena ebbe segnato il punto, il ciondolo crollò sopra la scritta “London”.&lt;br /&gt;Frida s’accasciò al suolo una manciata di secondi dopo.&lt;br /&gt;Sam le tastò il polso nervosamente, ma lei era desta: “Era previsto anche il mio malore” li rassicurò.&lt;br /&gt;“Non l’avevi detto” replicò Dean, le accarezzò la testa: aveva la febbre, la pelle era umida di sudore. Doveva stare peggio di quanto desse a vedere.&lt;br /&gt;“Sta arrivando il mio dottore” aggiunse Frida: “Andate”.&lt;br /&gt;“No, aspettiamo che ci sia qualcuno con te” s’impuntò Dean: “Vado a chiamare Dani”.&lt;br /&gt;“Non c’è tempo: telefonate a Chas e fatevi portare a Soho” Frida tossì e provò ad alzarsi, senza successo: “Questa casa è un porto di mare”.&lt;br /&gt;“Ha ragione, non è mai sola” convenne Sam.&lt;br /&gt;“Lascia che ti sistemi a letto” s’arrese Dean.&lt;br /&gt;Prese il suo esile braccio e la sentì stringere la camicia con mano tremante; la sollevò; era leggera ed aveva l’odore di disinfettante. Si scoprì a nutrire una tenerezza indescrivibile per la minuta mezzadriade, mai aveva rivolto a qualcuno che non fosse della famiglia tanta premura.&lt;br /&gt;“Non vorrei lasciarti” le disse.&lt;br /&gt;“Non lo stai facendo” sorrise Frida: “Stai salvando la mia amica. Io vi sono grata. Vi sono debitrice”.&lt;br /&gt;“No, non lo sei” le parlava con dolcezza, se ne stupì, ma non poté fare altrimenti che trattarla affetto.&lt;br /&gt;L’adagiò con cura sul materasso e d’istinto le baciò la tempia, un gesto fugace e naturale.&lt;br /&gt;Sam non disse nulla, ma trasse un sospiro, era difficile capire a cosa stesse pensando, mentre infilava le scarpe.&lt;br /&gt;Frida stava scivolando in uno stato d’incoscienza.&lt;br /&gt;“Telefoniamo a Chas” ripeté Dean, prendendo il talismano e si volse un’ultima volta verso la camera di Frida: “Abbiamo una vita da salvare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Syder non aveva smesso di contare i gradini che lo separavano dal resto del mondo: erano ormai centosettantasette e davanti a lui, Rich barcollava vistosamente.&lt;br /&gt;“Papà” lo chiamò a bassa voce: “Devi essere stanco, non proseguire, lasciamo che sia lo zio Truffa ad occuparsi di questo tizio”.&lt;br /&gt;“No, devo sapere, cerca di capire” disse l’uomo.&lt;br /&gt;Syder comprendeva e per questo tacque, nel buio che li circondava poteva rivedere ogni momento vissuto con la sorella.&lt;br /&gt;I gradini diventarono duecento.&lt;br /&gt;“Siete giunti” la voce della guida era cupa, quasi un monito.&lt;br /&gt;“La porta era un indizio, amico” fece di rimando Constantine.&lt;br /&gt;“Questo significa che desiderate conferire con coloro che cercate, ma non siete ancora i vincitori” lo rimbeccò l’altro.&lt;br /&gt;Spalancò un uscio di legno laccato e con sorpresa, Syder scorse un ordinato ufficio ben illuminato da lampade al neon.&lt;br /&gt;La luce era fredda e feriva lo sguardo.&lt;br /&gt;Entrarono il traghettatore e poi John, Rich e suo figlio.&lt;br /&gt;Sistemato dietro un’ampia scrivania, fra ordinate pile di libri e di fascicoli, c’era un comune essere umano (almeno in apparenza): i capelli grigi tagliati a spazzola, il volto pieno ed ombreggiato dalla barba brizzolata, lo sguardo attento e tranquillo dietro piccoli occhiali tondi.&lt;br /&gt;“Siete arrivati” li salutò, senza mutare espressione, la sua pareva una mera constatazione.&lt;br /&gt;“Non hai sedie per gli ospiti, Doc?” ribatté John.&lt;br /&gt;“Non abbiamo mai ospiti, Constantine”.&lt;br /&gt;C’era un altro uomo nella stanza, quasi a ridosso d’una libreria ed era identico al traghettatore.&lt;br /&gt;Doc squadrò con attenzione i presenti e si soffermò sul ragazzo.&lt;br /&gt;“La sorte del nostro popolo è nelle tue mani” affermò atono: “Sei umile, tollerante e buono; questo farà di te la nostra speranza”.&lt;br /&gt;John non fece alcuna battuta sarcastica, serrò la mascella, sembrava in attesa e Syder ebbe la sensazione che Doc ci credesse e che lo stesso valesse per suo padre e per il magus.&lt;br /&gt;“Non mi interessa” disse di slancio: “Non oggi. Rivoglio mia sorella”.&lt;br /&gt;Doc annuì e prese una cartelletta color ocra: “L’edera di Maggio” scandì bene le parole: “La gioia della famiglia; la futura custode. Chiunque l’abbia oltraggiata, non sa quanto sia arcana l’ira che scatenerà se la notizia lascerà questa dimensione. Non possiamo rinunciare alla custode, né permettere che l’equilibrio venga compromesso”.&lt;br /&gt;“Lo prendo per un sì” tagliò corto John.&lt;br /&gt;“Aspetta, Constantine” lo bloccò Doc: “La vostra casa è stata teatro d’un incanto. È stata formata una triade e non possiamo richiamare le nostre spie con una magia simile nell’aria”.&lt;br /&gt;“Sei sicuro d’avere l’indirizzo giusto, Doc?” prese tempo John.&lt;br /&gt;“Tua figlia s’è unita agli stranieri” Doc pareva disgustato e replicò tenendo lo sguardo su Syder: “Creatura furba: ha preso la loro energia e l’ha usata per scopi egoistici. È una Constantine. Devono passare dodici ore”.&lt;br /&gt;“No, non possiamo aspettare che Ivy muoia d’asfissia!” si ribellò Rich.&lt;br /&gt;Doc era imperturbabile: “La custode sta per essere salvata dagli intrusi e questo grazie al potere della mezzadriade” disse in tono aspro: “In altri secoli, sarebbe giudicata una vergogna”.&lt;br /&gt;“Oggi è un passo avanti” John gli sorrise beffardo: “Doc, in dodici ore il Demone della Fame può fare un banchetto come si deve e lo sai”.&lt;br /&gt;“So che non è nelle condizioni di sfogarsi ed è un bene: ti verrà a cercare e così il giovane Lester”.&lt;br /&gt;Constantine inarcò un sopraciglio: “Giovane? Portava male i suoi trentaquattro anni e dopo vent’anni di tomba, può essere definito in tanti modi, ma non giovane” lo canzonò.&lt;br /&gt;“Non hai preso nulla da tua madre” Doc sapeva dove colpire, perché John ammutolì: “Mary Anne era una donna amabile, era fatta di luce e di grazia. Tu sei l’ombra che incombeva su di lei.&lt;br /&gt;Ora sei attento?”&lt;br /&gt;“Sono pure incazzato”.&lt;br /&gt;“Bravo, ma non ti servirà, perché Gary Lester non è un fantasma, ma il figlio del tuo amico.&lt;br /&gt;Cerca la vendetta e pur d’averla, ha evocato il Demone della Fame e sperava di uccidere Ivy e magari fare lo stesso con la tua primogenita.&lt;br /&gt;Hai capito con chi abbiamo a che fare, Johnny Boy?” e per la prima volta, Doc sorrise.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;No, una Constatine non si piega e non si spezza. Tranquilli.</content>
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    <title>Last Punk Standing - Sporco indizio</title>
    <published>2007-10-31T20:12:28Z</published>
    <updated>2007-10-31T20:12:28Z</updated>
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La cosa davvero preoccupante era l’indifferenza con la quale aveva scrutato la hostess, non era da lui restare serio davanti ad una bionda naturale e senza fede nuziale. L’aereo lo terrorizzava ed a ciò s’era sommato il dolore per la mancanza della sua meravigliosa auto, che in Gran Bretagna non poteva neppure circolare liberamente.&lt;br /&gt;“Ti sei ripreso?” domandò Sam, affiancandolo e dandogli una pacca amichevole sulla schiena.&lt;br /&gt;“Sì, ma rischi di farmi vomitare” ribatté Dean e tentò di ricomporsi: “Sarebbe stato bello fare la traversata in mare, no?&lt;br /&gt;Una scelta originale”.&lt;br /&gt;“Saremmo arrivati fra cinque giorni ed avremmo speso il triplo” sospirò Sam.&lt;br /&gt;Entrambi fissarono il tizio che li attendeva, con la vivacità d’un becchino e s’accostarono, scansando quel centinaio di passeggeri, turisti e perdigiorno che andavano a spasso per il terminal.&lt;br /&gt;Lo sconosciuto mosse appena le labbra sottili: “Dean e Sam?” aveva la voce rauca e profonda da fumatore incallito, l’accento era strettamente londinese e sembrava che ringhiasse le parole, più che pronunciarle.&lt;br /&gt;“Sì, sono Sam” si presentò il più giovane, vagamente impacciato, scandendo bene le sillabe: “Lui è mio fratello Dean, è ancora provato dal viaggio”.&lt;br /&gt;In risposta, ottenne una gomitata da Dean che più scioltamente aggiunse: “Sto benissimo, pronto per farmi un bel giro” e mentire lo faceva sembrare un simpatico ragazzo americano.&lt;br /&gt;“Bene” disse il tizio, poggiò contro la gamba il manifesto e quando sollevò la testa, stava sorridendo: “Sono felice di conoscere gli amici della piccola Frida!” esclamò giubilante, strinse le loro mani con un vigore incredibile. S’era tramutato in un omone dalla forza d’un orso e l’indole d’un barboncino.&lt;br /&gt;“Come sta?” chiese subitamente Dean.&lt;br /&gt;“Un po’ debole” spiegò l’uomo sconsolato: “Questa mattina, ha fatto tutta una serie di capricci per alzarsi e sistemarsi. Ha detto che non vuole essere vista con i capelli non lavati ed i pigiami macchiati di sangue… Le donne, chi le capisce è un dio!”&lt;br /&gt;“La ragazzina è stata ritrovata? Avete notizie di lei?” l’interrogò precipitosamente Sam.&lt;br /&gt;“No, Ivy Mae è scomparsa. Le autorità fanno finta d’interessarsi, ma non muovono un dito; Syder ed io facciamo una ronda al mattino e poi James sta facendo pressioni presso gli assistenti sociali. I genitori sono distrutti ed io li capisco: l’ho vista nascere quella bambina!&lt;br /&gt;Io ho una figlia, ho una nipote… Smuoverei mari e monti se mi venissero tolte”.&lt;br /&gt;I Winchester si guardarono fra loro, ma non commentarono.&lt;br /&gt;“Mi chiamo Chas Chandler, il vostro autista” disse più rilassato: “Mia moglie ed io vi avremmo presi in casa, ragazzi, ma Trish… La mia nipotina, occupa la stanza degli ospiti, per stanotte starete da Muppet, domani però vi porto da noi. È più comodo, perché avreste la macchina sempre a disposizione e poi a casa di Rich c’è un clima terribile, per Ivy Mae”.&lt;br /&gt;“Grazie, è troppo gentile da parte vostra” affermò Sam: “Noi possiamo trovare qualche motel e non essere di peso a nessuno”.&lt;br /&gt;“Non lo siete!” lo zittì Chas: “Ci fa piacere avere ospiti e poi non conoscete Londra. Voi non preoccupatevi di niente”.&lt;br /&gt;Attesero pazientemente di recuperare i bagagli, poi seguirono Chas nel parcheggio e salirono su di un taxi giallo, senza inutili fronzoli, se non una stella dorata appesa al cruscotto.&lt;br /&gt;“L’ha fatta mia figlia Geraldine, quasi venti anni fa” spiegò compiaciuto l’autista: “Trish ha scritto il cartello”.&lt;br /&gt;Sam sorrise, ma non era uno ghigno di scherno, sembrava stimasse Chas e Dean si domandò se non fosse logico lasciarsi trasportare da quel clima di generosità ed altruismo, ma era preoccupato: qualcuno aveva ferito una mezzadriade e rapito una quattordicenne, qualcuno che non poteva essere il Demone della Fame.&lt;br /&gt;Qualcuno che non aveva paura, animato dalla sete di vendetta, dalla disperazione e chissà da cos’altro.&lt;br /&gt;Erano pulsioni più umane che diaboliche, pensò.&lt;br /&gt;Londra era una bella e frenetica città, non era paragonabile alle metropoli americane, ma non gli spiacque sbirciare dal finestrino.&lt;br /&gt;“Questa Frida che tipo è?” a riscuoterlo dalle riflessioni fu Sam, con un bisbiglio.&lt;br /&gt;Dean fece una smorfia: “In gamba, spiritosa, carina” rispose con una nota d’indecisione nella voce: “Perché lo vuoi sapere?”&lt;br /&gt;“Sono curioso” era lo sguardo a far intuire una malizia fuori luogo.&lt;br /&gt;“Non è tua cognata” sibilò Dean.&lt;br /&gt;Sam sorrise, in maniera innocente, come se fosse un gatto che ha mangiato il canarino.&lt;br /&gt;Le strade cominciarono ad essere meno linde, i bidoni dell’immondizia traboccavano di sacchi neri e sui muri presero a comparire scritte oscene o stupide (o entrambe le cose).&lt;br /&gt;Quando Chas parcheggiò davanti ad una porta scalfita dal tempo, sormontata dalla scritta &lt;i&gt;“Last punk standing”&lt;/i&gt;, Dean fece un cenno a Sam: “Questa è la base” disse.&lt;br /&gt;L’altro non era affatto entusiasta, ma s’astenne dal darlo a vedere.&lt;br /&gt;Non era la Londra dei turisti e delle riviste patinate e ciò non dava alcun fastidio a Dean, mentre Sam non riusciva a trattenere il leggero disgusto che il tanfo d’urina gli provocava.&lt;br /&gt;“Volete una tazza di tè, ragazzi?” propose Chas, prendendo i bagagli dei Winchester e fermandosi sul marciapiede.&lt;br /&gt;“No, la ringrazio” tagliò corto Sam.&lt;br /&gt;“Meglio un caffè” chiosò l’altro: “Preferiremmo, vedere Frida, se fosse possibile”.&lt;br /&gt;Chas lo fissò perplesso, quindi increspò le labbra ed annuì, non parlò, ma era chiaro cosa stesse pensando ed a Dean non andava d’essere additato sin da subito come “Fidanzato della Constantine”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida aveva il busto adagiato su cinque cuscini; Dani e John se ne erano privati perché lei potesse avere un margine d’autonomia; la parte sinistra le doleva e non soltanto in prossimità del taglio e restare sdraiata, in attesa di notizie, la rendeva più suscettibile di quanto già non fosse una Constantine Mezzadriade.&lt;br /&gt;“Non puoi intrecciarli, Dani?” domandò la ragazza, reggendo lo specchio.&lt;br /&gt;La donna le sfiorò una guancia e prese altre forcine: “Non vai ad una festa, un’acconciatura semplice non farà nascere sospetti” cinguettò vezzosa.&lt;br /&gt;“Sospetti su cosa?” si stizzì Frida.&lt;br /&gt;“Su quanto tenga ai tuoi amici od a uno di loro, in particolare” spiegò lei.&lt;br /&gt;“Lo sa anche Bastard” sospirò allungando la mano libera verso il pelo arruffato della bestiola, riposava accanto a lei.&lt;br /&gt;La porta d’entrata era stata aperta, il cigolio era stridulo e sinistro, in genere, Syder rispondeva con un fischio, ma quel giorno era con il padre alla ricerca di Ivy.&lt;br /&gt;“Farfalle nello stomaco?” la provocò Dani, sistemandole la camicia da notte bianca.&lt;br /&gt;“No, sono mufloni che ballano il tip tap” bisbigliò lei.&lt;br /&gt;Le voci di tre uomini si sentivano distintamente, benché accavallate fra loro.&lt;br /&gt;Danita uscì dalla camera di Frida e raggiunse in fretta la soglia del appartamento occupato, portava un abito da casa verde ed infradito bianchi, non aveva affatto l’aspetto della casalinga e neppure d’una punk di mezza età con problemi d’alcolismo.&lt;br /&gt;I Winchester sfoderarono un sorriso di radiosa circostanza e fittizia cortesia.&lt;br /&gt;Le presentazioni furono brevi, non c’era motivo di formalizzarsi e la Wright aveva modi diretti e l’accento del sud america.&lt;br /&gt;“Frida sta meglio?” non poté fare a meno di chiedere Dean e Sam lo guardò, in un'altra occasione, il fratello avrebbe reagito, ma non desiderava attirare su di sé le antipatie degli ospiti e lo ignorò.&lt;br /&gt;“La ferita si sta rimarginando, volete vederla?” ribatté tranquilla Dani.&lt;br /&gt;“Sì” disse Dean.&lt;br /&gt;“Bene” assentì l’altra: “Chas, prepari del tè per questi giovanotti?”&lt;br /&gt;“Un caffè nero, grazie” la corresse il maggiore dei Winchester.&lt;br /&gt;Sam preferì non muovere obiezioni.&lt;br /&gt;“Faccio in un attimo” rispose Chandler, poggiando le borse in soggiorno e si diresse in cucina.&lt;br /&gt;Frida era una minuta e pallida, aveva l’aria stanca, sofferente ed un po’ agitata. Era sistemata in una graziosa stanza dalle pareti bianche; l’ armadio pareva nuovo e così la piccola televisione su di un mobile color crema, c’era una libreria stracolma di libri e sulla scrivania era sistemate le custodie di CD e DVD. Constantine doveva aver fatto del suo meglio per darle ogni confort.&lt;br /&gt;“Venite avanti, siete i benvenuti” la sua voce era un mormorio gentile, ma deciso.&lt;br /&gt;Avanzarono, quasi straniti, c’era qualcosa di anomalo intorno a loro e quando l’ ebbero oltrepassato, avvertirono un senso di sollievo.&lt;br /&gt;“Mio padre ed io abbiamo lanciato alcuni incantesimi di protezione” spiegò lei: “Sono utili, purtroppo”.&lt;br /&gt;“Come va?” esordì Dean e s’accorse di quanto fosse assurda la situazione.&lt;br /&gt;Dani si dileguò in fretta.&lt;br /&gt;“Sono viva, fra qualche giorno potrò alzarmi. Sei Sam, vero?” soggiunse la mezzadriade e tese la mano destra.&lt;br /&gt;Lui le strinse appena le dita, quella creatura era strana: poteva mostrarsi delicata ed amorevole, ma c’era qualcosa di inumano nel suo sguardo ed era qualcosa che d’innocente non aveva nulla.&lt;br /&gt;Era pura e per questo pericolosa, era una valutazione assurda, ma era tutto ciò che riuscì a pensare.&lt;br /&gt;“Cosa sai di me?” aggiunse Frida.&lt;br /&gt;“Tutto” s’affrettò a precisare Dean.&lt;br /&gt;La Constantine annuì: “Sappiate, allora che per gli umani, mia madre è morta nel 2001, in pochi sanno che è tornata una driade, fra questi ci sono i miei amici” fece un pausa di riflessione: “In effetti, io non parlo con altre persone”.&lt;br /&gt;“Chi sa che sei una mezzadriade?” le si rivolse Sam.&lt;br /&gt;“I miei amici”.&lt;br /&gt;“Non vorrei sembrarti invadente” si scusò Sam, con un’espressione imbarazzata: “Vorrei sapere chi sono i tuoi amici”.&lt;br /&gt;Frida inarcò un sopraciglio.&lt;br /&gt;“Sì, mi sembri invadente” e non parlò, forse le era parsa una replica sufficientemente chiara.&lt;br /&gt;“Cosa puoi dirci dell’aggressione?” proseguì Sam.&lt;br /&gt;“Non è il caso d’affaticarla”.&lt;br /&gt;Dean stava sbirciando dalla finestra e deliberatamente non guardò Sam. Era la prima volta che trovava seccante il suo atteggiamento, in sé sperava fosse l’ultima; non seppe spiegare perché quella frase sfuggì dalle sue labbra e se ne pentì.&lt;br /&gt;“Ivy ed io siamo state avvolte da un velo” disse incurante Frida: “Avrei dovuto avvertirlo, ma come un’idiota, sono caduta in trappola. Lui voleva Ivy sin dal principio; mi ha accoltellata perché stavo per attaccarlo”.&lt;br /&gt;“Era un fantasma?” chiese Dean.&lt;br /&gt;“Era un essere orrido” indicò il micio, per scacciare quei ricordi dolorosi: “Lui è Bastard, la mia prima guardia del corpo; la seconda è Bronwen e riposa nella sua gabbia, in bagno: è un pipistrello”.&lt;br /&gt;Sam distolse lo sguardo, perplesso.&lt;br /&gt;Tacquero, mentre Dani serviva loro delle tazze fumanti e porgeva a Frida un bicchiere: “Estratto di fiori d’arancio ed etere” disse la ragazza: “Mi calma”.&lt;br /&gt;“Non ne dubito” commentò Sam.&lt;br /&gt;Dani se ne andò con una scusa banale.&lt;br /&gt;“Io non ti sto simpatica, Sam” Frida sistemò il lenzuolo, il tono era quasi annoiato.&lt;br /&gt;“Perché lo pensi?” ribatté piccato il minore dei due.&lt;br /&gt;“Lo avverto”.&lt;br /&gt;“Ti conosco da poco tempo, come posso dare giudizi così affrettati?” l’incalzò.&lt;br /&gt;“Non è una colpa avere delle opinioni” Frida gli sorrise beffarda.&lt;br /&gt;“Ti trovo strana” ammise Sam.&lt;br /&gt;“Temo d’esserlo” osservò lei: “Mia madre mi consiglia di fare quello che fate voi umani, imparare ad agire, a conversare come fanno i Mortali, ma non è semplice: siete strani”.&lt;br /&gt;I Winchester sorrisero nel medesimo istante, quasi sollevati, dalla crisi scongiurata.&lt;br /&gt;“Non devo dare nell’occhio, eppure essere fiera dei miei natali” aggiunse fra sé e sé: “Ogni volta che apro bocca devo tenere conto di troppe regole per fare qualcosa di giusto”.&lt;br /&gt;“Non hai fatto niente di sbagliato, Frida” la consolò Dean, sorseggiando un po’ di caffè.&lt;br /&gt;“Ho permesso che Ivy fosse presa” abbassò lo sguardo e tacque.&lt;br /&gt;“La ritroveremo, anche grazie al tuo aiuto” soggiunse lui.&lt;br /&gt;“Giusto” convenne Sam: “Intanto, circondiamo le stanze con del sale: respinge gli esseri non umani”.&lt;br /&gt;Frida alzò la testa: “No, papà non ama questi metodi. Lui lavora in maniera differente” esclamò.&lt;br /&gt;Sam ingoiò un commento crudele.&lt;br /&gt;“Una precauzione in più non può farlo arrabbiare” cercò di convincerla Dean.&lt;br /&gt;“Non è proprio così” Frida li guardava stupida: “Con il sale, ad esempio, potreste tener lontani i miei nonni e forse anche Astra. Sapete, c’è anche il fantasma d’un cane, lo sentirete abbaiare spesso. Loro vegliano su di noi. L’anno scorso il Ministero della Magia inglese ha decretato l’utilizzo del sale una violenza contro gli spiriti”.&lt;br /&gt;“Gary Lester non s’è risparmiato, però” s’ impuntò Sam.&lt;br /&gt;“Non entrerebbe mai qui: troppi incantesimi respingenti e di protezione. Abbiamo messo croci sopra ogni porta e sono stati fatti i riti necessari a scacciare creature malvagie” spiegò Frida: “Ho avuto paura che Bastard venisse scaraventato in strada!”&lt;br /&gt;“Dovreste fare dei tour guidati” rise Dean.&lt;br /&gt;Frida abbozzò un ghigno sarcastico.&lt;br /&gt;“Parleremo della faccenda con tuo padre” disse Sam.&lt;br /&gt;“Buona fortuna” affermò Frida e sbadigliò: “Sarà furibondo, sarà esausto, almeno potrà sfogarsi su di voi”.&lt;br /&gt;Sam non indugiò oltre, le raccomandò di dormire, di stare calma e s’avviò al soggiorno. Dean rimase un attimo, si voltò prima d’oltrepassare le malie dei Constantine; Frida aveva il capo sui guanciali e lo guardava.&lt;br /&gt;Fu un secondo: non servì altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;John T. Constantine aveva un sesto senso per i guai, li avvertiva ad un miglio di distanza e vi si dirigeva speditamente. Aveva cinquantaquattro anni e l’adrenalina era la sua droga, il pericolo il motore della sua vita; detestava riconoscerlo, ma il rapimento di Ivy ed il ferimento di Frida avevano spezzato una quiete che cominciava ad infastidirlo.&lt;br /&gt;Il pub era deserto, la palazzina aveva l’uscio socchiuso: era accaduto qualcosa.&lt;br /&gt;Non una tragedia, perché ne avrebbe sentito il tanfo, ma qualcosa d’inaspettato lo attendeva a casa. Prese fiato, aveva trascorso la mattina a barattare informazioni, ma la truffa lo eccitava.&lt;br /&gt;Spalancò l’entrata, un gesto plateale.&lt;br /&gt;“Lo sceriffo è in città, gente” urlò scherzoso; spense la sigaretta e la gettò sul marciapiede.&lt;br /&gt;“John?” la chiamò Danita e non aveva il tono pacato di chi assiste una malata e neppure quello disperato di chi deve comunicare un lutto.&lt;br /&gt;“Dì al postino d’infilarsi le mutande ed uscire” la salutò non appena la scorse nell’atrio.&lt;br /&gt;“Oggi sono arrivati dei cari amici di Frida” disse la donna. S’avvicinò e gli prese la mano.&lt;br /&gt;“Sono i tipi della scuola?” chiese John.&lt;br /&gt;“No, ragazzi americani, sembrano conoscere la situazione” rispose lei.&lt;br /&gt;“Si chiamano Dean e Sam, sono fratelli, vero?”l’interrogò accigliato lui.&lt;br /&gt;Dani annuì.&lt;br /&gt;“Mi serve una pacchetto di Silk Cut ed una scorta di birra o li sbatto fuori a calci in cu.lo” ringhiò oltrepassando la compagna.&lt;br /&gt;I Winchester sedevano al tavolo del soggiorno, l’uno accanto all’altro, stavano consultando un computer portatile, non sembravano spietati e minacciosi nemici, eppure lui li squadrò come se lo fossero.&lt;br /&gt;Il primo sembrava un mascalzone americano dal cuore d’oro, il secondo uno studente americano senza l’indirizzo d’un parrucchiere. Sollevarono la testa, quasi straniti e il più giovane abbozzò un sorriso.&lt;br /&gt;Davanti a loro, s’ergeva un inglese di quasi due metri d’altezza, dal fisico ossuto e nervoso, era come se ogni fibra del suo corpo fosse pronta ad un attacco; aveva uno sguardo duro, prezzante e gelido; gli occhi azzurri risaltavano nel viso spigoloso, solcato da poche rughe e molte cicatrici sottili come graffi. Le labbra erano tese in un ghigno che non lasciava presagire nulla di buono.&lt;br /&gt;Il trench era logoro e la cravatta nera aveva il nodo allentato. S’accese una sigaretta e sbuffò una nuvola azzurrognola in loro direzione.&lt;br /&gt;“Winchester” sibilò con un marcato accento di Liverpool.&lt;br /&gt;“Constantine” replicò Dean; s’alzò.&lt;br /&gt;“Stai fermo, amico, non ho alcuna intenzione di stringervi la mano”.&lt;br /&gt;“Esiste un motivo particolare?” chiese Sam.&lt;br /&gt;Dean lo fronteggiava, da una parte si domandava cosa lo frenasse dal farsi rispettare e dall’altra s’accorgeva che i Constantine erano potenti magus; usavano la magia per scopi criminali, si facevano scudo degli amici, sacrificavano ogni traccia d’umanità per assaporare il gusto della vittoria.&lt;br /&gt;Erano una leggenda fra i Cacciatori.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Dalle alture della Città d’Argento, alle fondamenta degli Inferi, c’è un solo nome che fa tremare di rabbia i sette regni: Constantine” &lt;/i&gt;Dean non rammentava chi l’avesse detto.&lt;br /&gt;“Sì, non siamo qui per tediosi cerimoniali da cavalieri della Tavola Rotonda” sentenziò con voce aspra l’uomo: “Io non approvo i vostri metodi e credo d’essere ricambiato. La vostra approvazione m’interessa quanto la riunione delle Spice Girls, so che Frida si fida di uno di voi; per lei spero sia quello intelligente. Domande?”&lt;br /&gt;“Sì, parecchie” replicò Dean.&lt;br /&gt;Constantine abbassò la testa, dalle narici uscì il fumo acre della Silk Cut: “Hai un amuleto carino, i tuoi genitori desideravano proteggerti” commentò.&lt;br /&gt;Lui si portò una mano al petto istintivamente: “Credo sia normale” disse a disagio.&lt;br /&gt;“No, è naturale. Quando vi narrerò il breve ma intenso incontro con il Demone della Fame, farò in modo che Frida ne sappia il meno possibile” non era una richiesta di discrezione, pareva più un ordine.&lt;br /&gt;“Mi pare stia dormendo” convenne Dean.&lt;br /&gt;John annuì, si sistemò di malagrazia su di una sedia e parlò a lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Constantine rammentava quei giorni, non li aveva mai accantonati, così come ogni tanto si chiudeva in bagno e pensava ad Astra. Ci si può purgare l’anima, ma alla fine, lo sporco si riforma e lui aveva troppi cadaveri sulla coscienza.&lt;br /&gt;Gary Lester era stato un suo amico, poi l’eroina l’aveva portato “oltre”; s’era allontanato da qualsiasi realtà, per vivere in una dimensione onirica. In Africa, era stato inghiottito da una magia ingestibile. S’era trovato davanti ad uno sciamano, un uomo che per preservare la propria gente, era pronto a sacrificare il più debole fra i suoi figli.&lt;br /&gt;Gary aveva rapito il ragazzino, che in sé celava il Demone della Fame ed aveva fatto uscire l’entità per rinchiuderla in un’ampolla incantata.&lt;br /&gt;Era un buon piano, perché sarebbe stato facile rigettarlo all’ inferno, ma Gary era il più fragile fra i figli d’Albione. La voce del Demone lo ammaliò e lui ruppe il contenitore, liberando lo spirito.&lt;br /&gt;A Londra si scatenò la Fame: uomini e donne mangiavano, divoravano qualsiasi cosa viva o meno trovassero sul loro cammino e più ingurgitavano, più si debilitavano. Morivano di stenti, con le mani sporche di cibo.&lt;br /&gt;Smembravano cadaveri in ospedale, uccidevano i propri simili, ingoiavano metallo, vetro e plastica ed avevano fame, e di fame perivano.&lt;br /&gt;Nessuno era in grado di fermare una simile potenza; John aveva chiesto allo sciamano cosa fare.&lt;br /&gt;“Sacrifica il più debole”.&lt;br /&gt;Quella frase gli era entrata nell’ anima, perché quello che avrebbe fatto sarebbe stato orribile.&lt;br /&gt;C’era un uomo che poteva combattere la Fame, qualcuno che aveva visto in faccia i Demoni e li aveva rispediti a casa: Papa Midnite. Constantine non sapeva chi fosse e da quanto vagasse sulla Terra, ma una parte di lui non era umana.&lt;br /&gt;Midnite era un occultista, un esorcista, un negromante ed altro ancora, quindi John gli aveva portato Gary ed aveva illustrato la delicata situazione.&lt;br /&gt;All’ alba, Midnite e Constantine avevano evocato il Demone e gli avevano offerto un pasto: Lester ed egli ingordo, s’era scaraventato fra quelle viscere corrose da ogni sostanza illegale esistente sul globo.&lt;br /&gt;L’agonia di Gary era durata un giorno e John era rimasto a fissarlo, perché sarebbe stato troppo vigliacco scappare e fingere che d’essere un eroe. Lui non lo era, non lo sarebbe mai stato.&lt;br /&gt;Sam e Dean non espressero alcun giudizio, anche perché era superfluo. Constantine, al contrario, s’alzò e scrollò le spalle.&lt;br /&gt;“Bene, ora cerchiamo d’uscirne con meno caduti sul campo” e nella sua risata c’era qualcosa di triste e di cattivo allo stesso tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Johnny Boy se la sta godendo, bambina” la voce non era sconosciuta, Frida l’aveva udita altre volte e non in sogno.&lt;br /&gt;Un demone la fissava, convinto di poterla ipnotizzare: aveva l’aspetto d’un uomo e vestiva in maniera impeccabile, i capelli castani pettinati, la pelle lievemente abbronzata.&lt;br /&gt;Lo conosceva da anni, non ricordava il loro primo incontro, ma da quel momento, l’essere strisciava nei suoi incubi, si prendeva gioco di lei e la tormentava. Non lo sapeva neppure sua madre.&lt;br /&gt;“Balthaazar, l’inferno ti va stretto?” ribatté Frida.&lt;br /&gt;“No, mio tesoro, sono qui a rassicurarti” chiosò Balthaazar: “La tua protetta è in buona salute, mentre tuo padre stupisce i fratelli Winchester con la sua favella. Un grande truffatore, lo stimo. Quanto ai Mortali: sono carini, te lo concedo, scommetto che quando ti sentirai meglio li sedurrai entrambi. No, non temere, io non sono geloso”.&lt;br /&gt;Frida ignorava il senso delle sue parole e ciò la infastidiva: era come se fosse stata la protagonista d’una storia che aveva scordato. Lui non la cercava per diletto, ma per un sentimenti più torbido, che lei riusciva appena ad avvertire.&lt;br /&gt;“Sparisci, bestia”.&lt;br /&gt;“Adorabile, come sempre. Le Constantine sono più furbe dei maschi, più abili e disposte a comprendere” aggiunse lui.&lt;br /&gt;“Sai, io non capisco perché tu sia così ostinato e non m’importa, ma dato che sei qui, renditi utile” sbuffò Frida.&lt;br /&gt;Balthaazar le si avvicinò: “Cosa avrò in cambio?” domandò sottovoce.&lt;br /&gt;“Dipende da cosa puoi offrirmi” rispose pacata lei.&lt;br /&gt;“Ho informazioni precise e posso aiutarti, posso far finire tutto in questo istante”.&lt;br /&gt;Frida lo scansò. Mosse qualche passo nel nulla in cui galleggiavano.&lt;br /&gt;“No, io ho un’altra richiesta” sospirò e prese coraggio: era una Constantine e l’egoismo le scorreva nel sangue: “Puoi fare in modo che abbia comunque delle informazioni?”&lt;br /&gt;Balthaazar annuì.&lt;br /&gt;“Perfetto, sono brava con gli enigmi” disse la giovane: “Mi segui da quando ho tredici anni, non c’è stata una volta in cui ti abbia visto nel nostro mondo, ma nei sogni ci sei sempre… Scorgo la tua sagoma anche quando faccio un incantesimo. Non so perché, non so cosa è successo ma tu sì”.&lt;br /&gt;“Non vuoi saperlo, è meglio restare nell’ignoranza, che perdere ogni certezza” Balthaazar era serio. Una moneta d’argento roteava sul dorso della sua mano, partendo dall’indice e finendo sul mignolo, le falangi si muovevano lentamente e Frida fissava quella danza sinuosa e sinistra.&lt;br /&gt;“Cosa dovrò offrirti io?” insistette Frida.&lt;br /&gt;“Non faccio patti con i Constantine. Se davvero vorrai sapere, alla fine, vedrai ed allora, io avrò quello voglio” l’altro pareva soddisfatto: “Sino ad allora, mio tesoro, abbi cura di te”.&lt;br /&gt;Frida sobbalzò, una fitta lancinante la rassicurò: era sveglia e Dani le accarezzava la fronte.&lt;br /&gt;“Si sono uccisi?”scherzò la mezzadriade.&lt;br /&gt;“No, ma hanno scolato otto bottiglie di birra”.&lt;br /&gt;“Buon segno” sussurrò Frida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Thomas Lucas Moro non bussò, ormai era scontato che entrasse ed uscisse dal palazzo quando lo riteneva necessario, indossava il soprabito nero ed aveva l’espressione tesa di chi ha vegliato a lungo.&lt;br /&gt;“Una rimpatriata come si deve” disse John indicando il medico: “Questi sono i Winchester”.&lt;br /&gt;“Maledizione” fu il saluto di Moro: “Certe famiglie dovrebbero avere il buon gusto d’estinguersi”.&lt;br /&gt;“Certi dovrebbero sfruttare il silenzio” replicò Constantine.&lt;br /&gt;“Scusi, ma c’è un motivo particolare per questo caloroso benvenuto?” s’intromise Dean, avvicinandosi al Thomas Lucas.&lt;br /&gt;“Sì, direi di sì” fece di rimando l’altro: “Avete fatto sloggiare la mia prozia Adele dalla sua casa bruciandola: quella povera donna viveva lì da centotto anni ed i vivi non la vedevano neppure. Ecco cosa succede a sposare un americano, disse mio padre ed io gli risposi, no ecco cosa succede a fare d’ogni erba un fascio”.&lt;br /&gt;“Era morta la prozia Adele?” domandò Sam.&lt;br /&gt;“Sì, ma aveva il diritto di scegliere in quale dimensione stare e poi una signora così sensibile come lei… Passò intere settimane a piangere sui rottami. Sono Thomas Lucas Moro, potete anche scusarvi” aggiunse sprezzante.&lt;br /&gt;Non parlò anima viva o morta.&lt;br /&gt;“Sono stato alla clinica, John e non sai chi ho visitato” riprese Moro, con piglio deciso.&lt;br /&gt;“Il principe Carlo?” rise Constantine.&lt;br /&gt;“No, un tizio con strani sintomi: allucinazioni, ferite misteriose, inappetenza” spiegò il dottore: “I tipici segni di chi è vittima della protezione d’un gri-gri. Frida non ne possiede uno?”&lt;br /&gt;“Sì, ma non è la sola” obiettò John.&lt;br /&gt;“Questo è vero, ma può essere un indizio, basterebbe fare un incantesimo per capire se è opera del talismano di tua figlia, ma è debole, non reggerebbe la magia” sentenziò Moro.&lt;br /&gt;“Se abbiamo a che fare con un uomo, allora, cambia scenario” disse Dean: “Se poi è stato lui a rapire Ivy, adesso non può occuparsene e lei rischia di morire”.&lt;br /&gt;“Dobbiamo agire in fretta” soggiunse Sam.&lt;br /&gt;Constantine spense la sigaretta in un posacenere nero: “Bisogna chiamare Doc” esclamò deciso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ora, sorseggiate la tisana di tiglio e preparatevi al prossimo capitolo.</content>
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    <title>Concorso</title>
    <published>2007-10-21T01:49:04Z</published>
    <updated>2007-10-21T01:49:04Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.freefans.net/forum/index.php?showtopic=38576"&gt;"Last punk standing" in concorso.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I commenti mi sono piaciuti molto, li ringrazierò, ovviamente, perchè la storia era lunga e non propriamente un PWP.</content>
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    <title>Last Punk Standing-  La colpa del padre</title>
    <published>2007-10-21T01:37:34Z</published>
    <updated>2007-10-21T01:38:57Z</updated>
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    <content type="html">Angst... Very angst&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="leggi, pulcino..."&gt;&lt;b&gt;Lunedì.&lt;br /&gt;Palazzo abbandonato. Londra.&lt;br /&gt;Ora locale: 4,45.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La polizia aveva raccolto la deposizione di Rich circa il “presunto” rapimento di Ivy Mae, ovviamente la versione era stata riadattata da John, così che Frida non risultasse coinvolta.&lt;br /&gt;Non era saggio far sapere a degli esseri umani, che una mezzadriade era rimasta ferita, nel disperato tentativo di proteggere un’amica, con la magia. Era inutile spiegare agli scettici mortali, cosa fosse un “velo” e come esso avesse momentaneamente nascosto le due ragazze agli occhi dei loro cari, rendendole –di fatto- indifese.&lt;br /&gt;Rich s’era fatto coraggio, più di quanto Constantine pensasse ne avesse ed aveva mentito, con spudorata fermezza, aveva risposto ad ogni insulsa domanda sulla condotta morale della figlia ed aveva seguito gli agenti senza battere ciglio.&lt;br /&gt;Syder, in compenso, aveva telefonato a Chas e questi s’era scaraventato nei pressi del pub, con la velocità d’un razzo.&lt;br /&gt;“Dove possiamo cominciare a cercarla?” aveva chiesto Syder a John.&lt;br /&gt;Lui s’era acceso una sigaretta, stava facendo del suo meglio per non lasciarsi travolgere dall’angoscia e dalla rabbia, al solito, se ne era uscito con una frase da bastardo patentato.&lt;br /&gt;“All’ Inferno”.&lt;br /&gt;“Senti, vai a fanculo” aveva ringhiato Chas dal suo taxi “Andiamo, Syder”.&lt;br /&gt;Erano partiti, ma non l’avrebbero trovata e lui lo sapeva.&lt;br /&gt;James era corso al Centro, per stampare alcuni volantini con la faccia di Ivy in primo piano, poi aveva preso alcuni dei suoi ragazzi, quelli abbastanza puliti da non vedere orchidee sbocciare sopra i sacchi dell’immondizia e s’era dato alla perlustrazione dei sobborghi di Londra.&lt;br /&gt;John era conscio che Ivy non era più a Londra, ma non l’avrebbe detto, perché il pensiero lo turbava. &lt;br /&gt;Dani era nella camera di Frida: John non era riuscito a sollevarla. Era rimasto immobile, a guardare il sangue scivolare al suolo, incapace d’agire.&lt;br /&gt;Muppet l’aveva presa fra le braccia, il braccio sinistro e la testa ciondolavano come le parti d’una bambola rotta e Constantine l’aveva seguita, come se fosse ad un corteo funebre.&lt;br /&gt;Era stata distesa sul letto, Dani l’aveva spogliata, in lacrime aveva tamponato la ferita e senza fermarsi un minuto, se ne era presa cura: fasciandole il fianco con bende di lino, asciugando la fronte imperlata di sudore.&lt;br /&gt;Michelle, invece, era distesa sul divano, intontita dal Valium che Muppet aveva versato nella tisana di fiori di tiglio.&lt;br /&gt;“Cosa facciamo, truffa?” esordì Muppet, raggiungendo Constantine in strada.&lt;br /&gt;I suoi amici lo chiamavo “truffa” ed avevano proprio ragione: era un imbroglione, che mostrava carte di poco valore spacciandole per assi. Quello che combinava, nel migliore dei casi, finiva con un solo cadavere innocente, nel peggiore… Una bambina finiva a servire un demone.&lt;br /&gt;Era sempre stato così, sin dal giorno in cui era nato: aveva ucciso il suo gemello per venire alla luce, aveva causato la morte di sua madre e l’aveva fatto per essere più forte, ma non il migliore.&lt;br /&gt;Teneva gli occhi sulla pozza scura lasciata dalla figlia e si domandava quanto fosse pronto ad affrontare una situazione simile. S’ accorse di non esserlo ed era un bene: l’improvvisazione era il suo forte.&lt;br /&gt;“Dobbiamo trovare Gary Lester e farci ridare Ivy”disse allora “Non mi interessa dove si sia ficcato quel tossico senza spina dorsale.&lt;br /&gt;Ora, però, bisogna curare Frida. Non esiste un dannato ospedale per quelle come lei”.&lt;br /&gt;“Chiamerai Peter della Foresta?”&lt;br /&gt;L’avrebbe fatto volentieri, perché il re dei lupini avrebbe permesso a Susan di lasciare Abaton per guarire Frida, ma era stato maledetto anche dai Faerie.&lt;br /&gt;“Un giorno cercherai Abaton, John Constantine, ma non la troverai”.&lt;br /&gt;Questo aveva ringhiato quel simpatico ammasso di foglie ed arrivato quel fottuto giorno!&lt;br /&gt;“Non posso” rispose con la calma che non provava.&lt;br /&gt;“Dani è preoccupata: la bambina ha la febbre e delira” Muppet chiamava “bambina” qualsiasi femmina avesse meno di settantacinque anni. &lt;br /&gt;Il suo tono era teso, torvo: “Devi fare qualcosa”.&lt;br /&gt;“Non sono Mago Merlino, va bene?” gridò John “Non ho il tocco guaritore dei putti di Nostro Signore: ho due mani e con una reggo la Silk Cut.&lt;br /&gt;Mia figlia sta crepando come una cagna idrofoba e la mia figlioccia è l’ostaggio d’un disgraziato che ho spedito nello scantinato con il Demone della Fame dentro le viscere, lo capisci?&lt;br /&gt;Sono io il fulcro della storia… Sono stanco d’esserlo. I casini non li vado a cercare da un pezzo, mi cadono fra le palle, perché lassù qualcuno mi ha preso per Will il Coyote”.&lt;br /&gt;Muppet non si scompose minimamente, era avvezzo a certi monologhi di Constantine: “Hai usato Lester per sbarazzarti di un Demone?” s’era limitato a sussurrare atono.&lt;br /&gt;“No, io me lo sono trovato nella vasca da bagno, in crisi d’astinenza” proseguì furibondo John, prendendo a gesticolare animatamente “Quel coglione era andato in Africa a fare l’esorcista: con i suoi numeri, si pagava la droga e le donne.&lt;br /&gt;Un bel dì, si scontra con il designato dallo sciamano del villaggio a portare in sé il Demone della Fame e lui cosa fa?&lt;br /&gt;Fa esplodere il ragazzo e cattura il dannato spirito, poi se lo porta in Inghilterra, piazza l’urna sigillata sul comodino e si lascia irretire dalla voce del Demone: lo libera.&lt;br /&gt;Io mi sono fatto uno stramaledetto viaggio in Africa per capire cosa fare e sai cosa dovevo fare?&lt;br /&gt;Sacrificare un povero derelitto che il Demone avrebbe consumato, sprofondando così a casa sua. L’ho fatto. Sì, l’ho fatto, cazzo!&lt;br /&gt;Lester aveva messo in piedi il bordello e sono stato io a farglielo chiudere”.&lt;br /&gt;“Io ti assolvo, figliolo” sbottò Muppet.&lt;br /&gt;“Fottiti” replicò l’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida era in piedi, nel luminoso corridoio d’una villetta a tre piani. Era consapevole d’essere ferita, accasciata sul proprio letto, probabilmente con un pezzo di stoffa a tamponarle l’emorragia, ma non le importava.&lt;br /&gt;Era in quel posto perché doveva vedere qualcosa.&lt;br /&gt;“Frida, qual buon vento?” alle sue spalle, la consueta vivacità di Morte, le strappò un sorriso. Frida si voltò e vide che indossava dei pantaloni neri ed un top del medesimo colore.&lt;br /&gt;“Deve essere bello non sentire il caldo ed il freddo” commentò, incrociando le braccia sul petto “Sei qui per portarmi via?”&lt;br /&gt;“No, ho saputo che stai passando un momento difficile” ribatté Morte “Iniziato prima del graffio di Lester”.&lt;br /&gt;“Non si può mantenere un segreto, in questa bettola di dimensione umana” sbuffò Frida.&lt;br /&gt;Morte fece spallucce: “I segreti non esistono” osservò “In via del tutto eccezionale, potrei chiedere un favore a Desiderio, ma non ne hai bisogno”.&lt;br /&gt;“Attualmente, la mia libido è calata, lo ammetto” disse di rimando la mezzadriade “Ascolta, ma cosa faccio qui?&lt;br /&gt;È un viaggio di Delirio oppure è necessario che sappia quanto sia linda questa casa?”&lt;br /&gt;“Non lo so, sinceramente, non decido io queste cose” replicò Morte “Stai attenta, a quanto pare ti servirà in futuro o lo spero. A presto, Frida”.&lt;br /&gt;“Spero non per lavoro” rise l’altra e lasciò che l’ultima degli Eterni corresse a precipizio dalle scale, per adempire al proprio dovere.&lt;br /&gt;Frida attese, cominciò a pensare che la non ci fosse anima viva o morta lì e le porte era sbarrate: su quella davanti a lei era scritto, con caratteri azzurri, circondati da nuvole bianche il nome “Dean”.&lt;br /&gt;Si portò una mano alle labbra: era dai Winchester, quando erano una famiglia normale (qualsiasi cosa significasse quel termine).&lt;br /&gt;“Ora, Sammy deve riposare, amore mio” chiosò una donna avvicinandosi a lei ed ignorandola, teneva fra le braccia un neonato; era molto graziosa, con i capelli biondi ben pettinati ed un abito beige a celare i chili non ancora smaltiti della gravidanza. Un bambino la seguiva, aveva i capelli castani e lo sguardo innocente: era Dean.&lt;br /&gt;“Quando giochiamo, mamma?” chiese.&lt;br /&gt;Lei sorrise dolcemente: “Abbi pazienza, appena il tuo fratellino si sarà addormentato, tu ed io andremo a colorare con i pastelli che ti ha regalato papà”.&lt;br /&gt;Li vide scomparire dietro ad una porta, che la signora Winchester aveva aperto e chiuso con rapidità, lanciando un’occhiata furtiva al corridoio, c’era angoscia nel suo sguardo, quasi temesse che qualcuno fosse nei paraggi e minacciasse i bimbi.&lt;br /&gt;Era un fatto bizzarro, i Winchester non erano una stirpe di Cacciatori, cosa la spaventava?&lt;br /&gt;Frida sbatté le palpebre: era altrove.&lt;br /&gt;Era in una camera buia, scorgeva pile di libri sul pavimento impolverato e fogli di carta sparsi ovunque; la mobilia era spartana: un tavolo, una sedia ed un letto; c’erano quattro candele nere, sistemate nei punto cardinali ed un porta dischiusa che dava sul bagno.&lt;br /&gt;S’accostò al tavolo e notò il disegno di un’enorme mosca dagli occhi rossi, il tratto era nervoso, quasi stilizzato, accanto c’era il ritratto di un viso femminile.&lt;br /&gt;“Lucifero, splendente Stella del Mattino,&lt;br /&gt;Perfetto principe della Luce;&lt;br /&gt;Daniel, suprema Tenebra,&lt;br /&gt;Spietato guerriero;&lt;br /&gt;Belial, che doni il Potere;&lt;br /&gt;Io vi invoco, o sovrani degli Inferi!”&lt;br /&gt;Una voce maschile e gutturale proveniva dal altro locale.&lt;br /&gt;La ragazza storse il naso: “Di tutti i posti per un rito, lo fai al cesso?”domandò scandalizzata, come se evocare i Primi Tre dei Caduti fosse una banalità.&lt;br /&gt;“Con la vostra forza infernale,&lt;br /&gt;Io sconfiggerò il mio nemico mortale” proseguì la litania.&lt;br /&gt;“Bravo, fai il gioco delle rime” ridacchiò sarcastica la giovane.&lt;br /&gt;“Riporta alla Terra,&lt;br /&gt;Ciò che il dannato tolse,&lt;br /&gt;Con fiumi di sangue ripagherò il dono;&lt;br /&gt;Nella mia vendetta, il reo chiederà perdono”.&lt;br /&gt;Seguì un attimo di silenzio, il bagliore tenue delle candele fu spento da una folata di vento.&lt;br /&gt;“Voglio che paghino” urlò lo sconosciuto “La loro sofferenza non deve cessare e non avranno più dignità alla fine, ma da vigliacchi mi chiederanno la vita. Dannati, nella vita e nella morte, dannati Constantine!”&lt;br /&gt;Frida indietreggiò: “Ci ha maledetti” sussurrò spaventata “O Signore del Cielo, Signora della Terra, proteggi la mia famiglia!” pregò con fervore.&lt;br /&gt;Era tardi. &lt;br /&gt;Fu trasportata nel cerchio di pietre di Abaton, nel Tempio dove aveva conosciuto Dean, era notte e Winchester non c’era, ma Frida non era sola.&lt;br /&gt;Un anziano signore, dal viso magro e rugoso la scrutava con attenzione; un tempo era stato privato d’un braccio e della donna che amava, era stato ucciso da un pazzo ed&amp;nbsp; il suo animo era finito alla mercé del Diavolo e costretto a mentire per salvare suo figlio: John Constantine.&lt;br /&gt;“Nonno!” esultò Frida e non azzardò abbracciarlo: era impossibile toccare uno spirito della Città D’Argento.&lt;br /&gt;“Mia cara” disse Thomas Constantine “Cosa hai visto?”&lt;br /&gt;“La signora Winchester ed un pazzo che malediceva il nostro nome… In realtà, quel tizio l’ho solo ascoltato e non sono andata a vederlo”.&lt;br /&gt;“Siamo stati dannati tante di quelle volte e da così tante persone, che persino Giuda ci invidia” la rassicurò il vecchio “Tu penserai che queste visioni non abbiano un legame ed un significato, ma capirai che non è così: dovrai riflettere, solo così salverai chi ami”.&lt;br /&gt;“Ivy? Come sta Ivy?” chiese ansiosa Frida.&lt;br /&gt;“Non è morta. Non abbassare mai la guardia” l’ammonì Thomas.&lt;br /&gt;Lei annuì.&lt;br /&gt;“Un’ultima cosa” soggiunse Constantine “Di tutti i bravi ragazzi che ci sono, perché proprio un americano ti sei scelta?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ una mia impressione o hai una mano nel fianco di mia figlia?” John Constantine era appoggiato allo stipite della porta, aveva la sigaretta fra le labbra ed in mano una bottiglia di birra.&lt;br /&gt;“L’imene era altrove”fece di rimando il dottor Thomas Lucas Moro.&lt;br /&gt;“Era?” ripeté John.&lt;br /&gt;Thomas Lucas si voltò e gli sorrise, giusto per non perdersi il dito medio alzato del suo amico. Moro era quel tipo di medico che curava indistintamente esseri umani, Incubus, Silfidi ed ibridi vari. Usava la magia, i coltelli da cucina e gli unguenti più rari. Era un uomo di circa quaranta anni, con i capelli neri appena ingrigiti sulle tempie e gli occhi scuri e tristi.&lt;br /&gt;John l’aveva fatto chiamare da Bronwen, il vecchio pipistrello di Frida, che viveva da dieci anni nell’armadio di casa e riusciva a sfuggire alla caccia di Bastard.&lt;br /&gt;Bronwen aveva condotto Moro da Constantine, non era neppure spuntata l’alba. Chas e Syder erano ancora alla ricerca di Ivy Mae.&lt;br /&gt;Danita faceva del suo meglio per tollerare i modi bruschi di Thomas Lucas, anche perché sapeva che non aveva scelta: senza di lui, Frida sarebbe morta.&lt;br /&gt;Moro si pulì le mani in uno straccio già zuppo di sangue: “Il fegato non ha subito danni” sentenziò.&lt;br /&gt;“Per capirlo è stato costretto a tastarlo?” lo sfidò Dani.&lt;br /&gt;Lui non la degnò d’uno sguardo: “No, ho la vista a raggi X come Superman”ringhiò “La perdita ematica l’ha indebolita e nessuno qui può offrirsi eroicamente. Vi lascio dei tonici, da somministrarle ogni quattro ore” mise delle bottigliette sul comodino estratte dalla classica valigetta nera.&lt;br /&gt;“Verrò a medicare la ferita, a cambiare la fasciatura ed a fornirvi altri farmaci stasera” aggiunse sbrigativo: “Se dovesse svegliarsi, non fatela agitare: è meglio con muova la parte sinistra”.&lt;br /&gt;“Hai capito perché abbiamo il pipistrello, Dani?” disse a quel punto John “Perché ci porta Cagliostro”.&lt;br /&gt;“Sei un bastardo” ringhiò il medico “Curo lei, ma a te non soffierei neanche il naso”.&lt;br /&gt;“Sì, ti stimo anche io” sbottò Constantine “Ora torna dalla Regina di Cuori e dal Cappellaio Matto”.&lt;br /&gt;Moro s’avviò all’uscita, sbatté la porta, per dare un po’ di teatralità al tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Syder rincasò esausto, ma non volle mangiare, sorseggiò per mera cortesia la tazza di tè che Dani aveva preparato. Ivy era sparita, suo padre alla stazione di polizia era intenzionato a sporgere denuncia, ma i garanti dell’ordine lo esortavano ad aspettare, perché poteva essere una bravata.&lt;br /&gt;“Ci considerano spazzatura” disse Syder, scivolando sul pavimento dell’entrata“Ivy Mae è andata a fare la prostituta, a nessuno importa di lei. A nessuno importa di noi!”&lt;br /&gt;“Non è vero” obbiettò Muppet “A noi importa della bambina, la cercheremo sino a quando non salterà fuori e chi l’ha portata via, la pagherà.&lt;br /&gt;Ci considerano immondizia, è vero, perché non siamo come ci vorrebbero: incasellati nel sistema, ipnotizzati dalla TV, ingannati dai giornali e non lo siamo. Sai cosa ti dico?&lt;br /&gt;Sono loro la vera schifezza di questo paese”.&lt;br /&gt;Syder sospirò affranto.&lt;br /&gt;“Frida sta meglio, prima vaneggiava un po’… Parlava di sua madre, del nonno. È arrivato quel tipo che la rimette a nuovo e le ha dato delle poltiglie color sabbia da bere, Dani ha il suo bel da fare. Tua madre è ancora addormentata” Muppet gli sorrise, mettendosi al suo fianco, era certo di rassicurarlo e Syder apprezzò il gesto.&lt;br /&gt;“Non avrai esagerato con il Valium?” chiese poi accigliato il ragazzo.&lt;br /&gt;“No, pensa che non le fatto bere alcolici!”&lt;br /&gt;“Ti ringrazio” disse Syder ed era ironico, poi lo fissò “Grazie” e questa volta era serio.&lt;br /&gt;La suoneria del telefono era stranamente roca, sembrava l’attacco di tosse di un vecchio, i due sobbalzarono e guardarono l’apparecchio con timore.&lt;br /&gt;Poteva significare che la ragazza era stata trovata viva o morta. Poteva essere Ivy che supplicava d’essere liberata. Potevano essere gli assistenti sociali.&lt;br /&gt;Il più giovane vinse la paura e sollevò la cornetta: “Chi parla?”.&lt;br /&gt;Dean Winchester trattenne un sospiro: il famigerato bon ton inglese, la compostezza britannica erano andati a farsi un giro, pensò.&lt;br /&gt;“Il mio nome è Dean” era sempre saggio sorvolare sul cognome “Potrei parlare con Frida?”&lt;br /&gt;Syder prese fiato: l’altro aveva un accento americano da far invidia a John Wayne, quindi doveva essere un suo amico, magari quello di cui aveva parlato a James e che Chas aveva l’onore d’ accompagnare dall’aeroporto al pub.&lt;br /&gt;“No, lei non sta affatto bene” rispose e si passò una mano fra i capelli, era a disagio nel mentire.&lt;br /&gt;Dean fece un cenno a Sam, per invitarlo ad ascoltare la conversazione con lui, mise il cellulare fra loro: “Si è ammalata?”lo interrogò, tradendo una certa apprensione.&lt;br /&gt;“No, è stata aggredita” ammise Syder e Muppet gli rifilò uno scappellotto.&lt;br /&gt;“Aggredita?” le voci erano due.&lt;br /&gt;“Chi siete?” ribatté Syder in tono duro.&lt;br /&gt;“Scusa, qui c’è mio fratello Sam” spiegò Dean “Non ho segreti con lui. Chi l’ha aggredita? Perché?”&lt;br /&gt;“Siete quelli che verranno Martedì?”&lt;br /&gt;“Sì” affermò Sam “Tu sei amico di Frida?”&lt;br /&gt;“Da quando ho cinque anni” si vantò Syder “Lei ha cercato di difendere mia sorella, così è stata accoltellata, capite?&lt;br /&gt;Un disgraziato s’è preso mia sorella, ha quattordici anni”.&lt;br /&gt;“Mi dispiace, la state cercando?” soggiunse Dean.&lt;br /&gt;“Sì e non la troviamo, la polizia non ci aiuta. Frida sta male, ma meglio… Non rischia di morire” rispose Syder.&lt;br /&gt;“Arriviamo Martedì, da voi sarà l’una del pomeriggio, prendiamo un taxi” disse Sam “Una volta lì, decideremo cosa fare”.&lt;br /&gt;“Cosa vorreste fare?” l’incalzò aspramente Syder “Non voglio tenere la linea occupata, sappiate che avete già un taxi: Chas Chandler vi verrà a prendere, porterà un cartello con i vostri nomi e poi starete con la nostra… La vostra amica. Per il resto ci pensiamo noi: dormirete a casa nostra e faremo del nostro meglio per essere dei buoni ospiti. Scusate, ma proprio non posso stare al telefono”.&lt;br /&gt;“Frida è sveglia?” domandò Dean “Non è in coma, vero?”&lt;br /&gt;“No, ma riposa e non può alzarsi. A Martedì”.&lt;br /&gt;Fine del dialogo.&lt;br /&gt;“Una ragazzina di quattordici anni rapita dal Demone della Fame” esclamò Sam “Dì che ha un senso”.&lt;br /&gt;“No, non ha senso: questo lo rende più inquietante” replicò torvo Dean.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lo so, ricordarsi i titoli dei capitoli è come elencare i setti nani.</content>
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    <title>Last Punk Standing-   Non più soli</title>
    <published>2007-10-20T01:44:52Z</published>
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    <content type="html">Presguiamo la nostra vivace fanfiction.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Apri la pagina..."&gt;&lt;b&gt;Domenica.&lt;br /&gt;Motel “Pure Pleasure”. Stati Uniti. Alabama.&lt;br /&gt;Ora locare: 5,55.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La suoneria del cellulare di Dean fece sobbalzare entrambi i Winchester; il suono metallico ed insistente spezzò la relativa quiete del momento.&lt;br /&gt;La casetta dalle pareti pietra e legno del motel aveva l’odore acre del sudore e&amp;nbsp; della birra; stava albeggiando; i pallidi colori dell’iride filtravano dalle tende rosse della stanza. &lt;br /&gt;Sam accese la lampada sul proprio comodino.&lt;br /&gt;“Se non finisci la lattina, allora buttala” sbottò irritato.“Mi sembra di stare in una distilleria”.&lt;br /&gt;Dean non trovò una battuta adatta: era presto per le stoccate sarcastiche, ma dai modi di Sam capì che il fratello era sveglio da un po’, forse non s’era neppure addormentato.&lt;br /&gt;Il maggiore prese il proprio telefono: il numero sul display era sconosciuto.&lt;br /&gt;Ispirò e rispose: “Pronto?” la voce si spense in uno sbadiglio.&lt;br /&gt;Dall’ altra parte udì un crepitio e poi un colpo di tosse: “Sono Frida” c’era un che di cospiratorio nel suo spiccio esordio, come se stessero confabulando per il dominio del mondo.&lt;br /&gt;Il bon ton non era il suo forte.&lt;br /&gt;“Io sono Dean, accanto a me, Sam sta imprecando sottovoce, maledicendo il fuso orario e chi lo ignora” la salutò, con un sorriso ironico.&lt;br /&gt;Sam si passò una mano sulla fronte esasperato: “Non è vero!” urlò, perché lei lo sentisse.&lt;br /&gt;“Sono mortificata, ma era il momento migliore” si giustificò Frida. “Nessuna traccia di Lester fin ora. Ho scorto un’ombra mentre rincasavo ieri eppure non era un fantasma; ne sono certa” una breve esitazione. “Ti ringrazio per il numero, per la tua pazienza… Dico seriamente”.&lt;br /&gt;“Era il minimo, comunque, cambiando argomento…” iniziò sottovoce, gettando di lato le coperte.&lt;br /&gt;La sua intenzione era quella di chiudersi in bagno, per chiarire cosa li legasse e come volessero che il rapporto s’evolvesse, ma l’interlocutrice era di fretta o così pareva.&lt;br /&gt;“Il Demone della Fame è temuto in Africa ed in India” soggiunse Frida. “Gli Sciamani lo combattono da oltre due millenni, ma guarda caso è da vent’ anni che non ne sentono parlare”.&lt;br /&gt;“Come hai avuto queste informazioni?” replicò Dean alzandosi dal letto.&lt;br /&gt;“Ho alcune conoscenze al Ministero della Magia inglese” spiegò. “Ho chiesto la documentazione ieri ed oggi me l’hanno recapitata”.&lt;br /&gt;“Puoi inviarla… ?” non fece in tempo a formulare la richiesta.&lt;br /&gt;“No, assolutamente no!” lo zittì l’altra. “Il mio amico perderebbe il lavoro e la mia famiglia sarebbe privata della protezione… Sì, è insufficiente, ma non inutile. Puoi sapere quanto ti dico, nient’altro”.&lt;br /&gt;La burocrazia magica era insostenibile, John Winchester la disprezzava apertamente, i Constantine l’avevano schivata per generazioni: era arrivata Frida a cambiare le regole.&lt;br /&gt;“Da quando tuo padre ha fatto quel che ha fatto, il Demone della Fame è sparito” osservò Dean. “Pare non sia tornato sin ora”.&lt;br /&gt;“Il corpo che lo ospitava sì” disse lei. “O meglio, Gary Lester è tornato”.&lt;br /&gt;“L’anima non ha simbionti, Frida” la tranquillizzò. “Tieni d’occhio la situazione, magari fallo sapere al… Ministero”.&lt;br /&gt;“Non posso, papà non è un esorcista registrato: è un magus”.&lt;br /&gt;Il cipiglio serio della donna gli fece presumere, che non essere un esorcista registrato fosse una cosa grave.&lt;br /&gt;“Tu cosa avverti?”domandò. &lt;br /&gt;Lei era una creatura dei Faerie, poteva riconoscere cose che ad altri sfuggivano. Scrutava gli uomini senza essere umana.&lt;br /&gt;Dean attese la risposta; Frida respirava tranquillamente, sentiva l’eco d’una cacofonia di ronfate. Si domandò dove fosse ubicato l’apparecchio e con che razza di orsi abitasse la mezzadriade, ma lei riprese a parlare.&lt;br /&gt;“Dolore, paura e rabbia” sussurrò torva, eppure distaccata. “Qualcosa sta per accadere. Un’onda che investirà Londra, la posso quasi vedere: negromanzia e vendetta. La respiro, la bevo, la mangio. &lt;br /&gt;È con noi al pub, ci spia, ci osserva malevola, attende l’attimo in cui le difese crolleranno, in cui la tensione nervosa sarà al culmine, per colpire.&lt;br /&gt;Guardo intorno a me e vedo il pericolo avanzare”.&lt;br /&gt;Lui sedette sul bordo del giaciglio del minore, che lo squadrava impaziente.&lt;br /&gt;“Non farti prendere dal panico” e s’accorse di quanto assurda ed idiota fosse l’affermazione.&lt;br /&gt;“A cosa servirebbe?” sospirò infatti Frida.&lt;br /&gt;Dean guardò la propria immagine nello specchio: sapeva esattamente cosa doveva fare lui, ma non aveva il coraggio d’ammetterlo.&lt;br /&gt;Restare a fare l’operatore del “Telefono amico” era ridicolo, passarle informazioni tramite internet pure e la caccia era il suo lavoro. Non aveva paura di uno spirito o di un diavolo, era altro a farlo tentennare, a fargli procrastinare l’inevitabile presa di posizione ed era vile, ma logico, secondo il suo punto di vista.&lt;br /&gt;“Ci serve aiuto” era un suono così flebile, che dubitò lei l’avesse realmente pronunciato.&lt;br /&gt;“Non posso nasconderli ad Abaton. Non questa volta” soggiunse mesta.&lt;br /&gt;“Il Magical Mistery Tour vi è stato d’aiuto?” l’interrogò lui.&lt;br /&gt;“Una gita fuori porta è distensiva, ma la sera eravamo qui”.&lt;br /&gt;“Una gita?” ripeté Dean. “Chi la chiama così?”&lt;br /&gt;“Beh… L’idea è nata da papà, insomma, saliamo sul furgone di Muppet e cerchiamo un bel posto dove pranzare” disse Frida.&lt;br /&gt;Dean sorrise: una citazione, ecco cos’era il “Magical Mistery Tour” e si diede dell’ingenuo per non averlo compreso prima.&lt;br /&gt;“Ho parlato di te a James” borbottò lei, impacciata.&lt;br /&gt;“James è un tuo amico?”&lt;br /&gt;“Ora sì, è un tizio fantastico; cura i ragazzi in difficoltà” esclamò Frida. “Sabato sono andata nella mansarda: vive lì, perché il quartiere è pieno di drogati.&lt;br /&gt;Gli ho detto che questa non è la cosa più orrenda che abbia mai visto o vissuto, ma non ho la forza d’affrontarla.&lt;br /&gt;Ho sempre creduto che mio padre sarebbe bastato, che non avrei voluto altro dal mondo; adesso so che non è così e mi sento colpevole.&lt;br /&gt;Voglio bene a papà e ne voglio ai miei amici, a Dani, a Syder, ad Ivy… Io sono qui per loro, pensavo d’essere viva solo per loro e non è più così.&lt;br /&gt;È naturale, è giusto, ma non riesco a metabolizzarlo come qualcosa di normale. Ci sei Dean?”&lt;br /&gt;Il maggiore dei Winchester bisbigliò un assenso. Non ebbe la forza di dire altro, non con Sam vicino e Frida lontana. Gli sembrò che lei non stesse parlando della propria condizione, ma leggesse nella sua mente, sino a portare a galla idee che lo sfioravano raramente, quando ogni ferita sembrava aprirsi.&lt;br /&gt;“Cosa gli hai detto di me?” finse d’essere divertito, ma era teso come una corda d’arpa.&lt;br /&gt;“Gli ho detto che abbiamo fatto sesso” la sua voce divenne un sussurro. “All’inizio, tu per me eri un eroe perfetto, ti avevo idealizzato, perché la situazione lo richiedeva, ma adesso… Io so di non sapere chi sei, d’intuire che hai delle debolezze, dei timori, come tutti noi.&lt;br /&gt;La consapevolezza che non eri un paladino mi ha dato sollievo: mi ero sentita inadatta a te. Ho iniziato a pensarti, a desiderare di… Beh… Di chiacchierare con te, come facciamo ora. Come fa la gente.”&lt;br /&gt;“Sarebbe bello” mormorò Dean e si schiarì la voce. “Il resto è in regola?”&lt;br /&gt;“C’è una canzone che parla di questa faccenda” riprese Frida, sbadigliò platealmente. “Io combatto ogni giorno, con i miei e da sola e deve essere così. Non ho mai avuto bisogno di qualcuno che mi prendesse fra le braccia, che mi vedesse indifesa, qualcuno che si fidasse abbastanza di me per mostrarsi debole. Avevo papà e mamma e loro dovevano proteggermi e basta.&lt;br /&gt;Andava bene così.&lt;br /&gt;Capita di non potercela fare da soli, malgrado la buona volontà, nonostante l’amore che si prova per chi ci vive vicino. &lt;br /&gt;Io non posso farcela, non questa volta”.&lt;br /&gt;Sam gli pizzicò l’avambraccio, Dean si portò l’indice alle labbra.&lt;br /&gt;“Hai ragione, Frida” lui abbassò il capo, guardò il pavimento. “Martedì saremo a Londra, ti faremo sapere i particolari”.&lt;br /&gt;L’altra celò un singulto: “Vi aspetterò” non c’era altro da aggiungere, le scuse ed i ringraziamenti erano ipocrisie, Frida lo sapeva, come lo sapeva Dean.&lt;br /&gt;Le fu grato della sua asciutta praticità.&lt;br /&gt;“Buonanotte” la salutò.&lt;br /&gt;La telefonata era conclusa; doveva spiegare a Sammy perché avrebbe preso l’aereo e non poteva credere che lo stesse facendo per una donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Domenica.&lt;br /&gt;Pub “Last punk standing”. Londra.&lt;br /&gt;Ora locale: 23,30.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E così lui mi chiede ‘Posso farmi della colla dei libri?’ ed io gli rispondo ‘Sì, amico, ma poi lascia qui le pagine’ e l’ha fatto!” la risata di Syder risuonò per il pub: dal bancone ove sorseggiava la sua meritata pinta, al tavolo a cui Frida era seduta.&lt;br /&gt;Aveva lo sguardo perso nel vuoto, intento a focalizzare un punto inesistente, un neo di normalità in quel mondo bizzarro.&lt;br /&gt;“Il lavoro di bibliotecario l’ha reso più estroverso” commentò una voce maschile.&lt;br /&gt;Lei non si mosse: “Gli alcolici hanno fatto il resto” mormorò sarcastica. &lt;br /&gt;Osservò l’interlocutore: un uomo di circa trent’anni, dai tratti marcati e gradevoli. Indossava una camicia bianca, pulita e ben stirata; i capelli castani erano corti e tutta la sua persona appariva curata ed ordinata, solo un’ombra di barba gli ombreggiava il volto. Le sorrise e Frida pensò che fosse appena uscito da uno studio dentistico.&lt;br /&gt;James era cambiato completamente; le stava innanzi con una tazza di tè fra le mani e l’espressione paziente e serena di chi ha raggiunto il proprio scopo nella vita. Frida ricordava ancora il giovane scheletrico della mansarda, che trascorreva le giornate su di un materasso sfondato e si cibava di quello che i vicini gli portavano, perché lui usciva unicamente per comprare l’eroina o per rubare il denaro necessario alla dose quotidiana.&lt;br /&gt;Riscoprirlo adulto e consapevole era rassicurante, come le sue maniere.&lt;br /&gt;“Gli Stati Uniti ti hanno annoiata?” domandò d’un tratto James.&lt;br /&gt;“Non proprio” la mezzadriade scrollò le spalle. “Ned ha trovato una donna, una persona buona, ma non c’è più posto per me… Lo so, lui non lo dirà mai e mi vorrà bene ed io pure, ma è qui la mia famiglia”.&lt;br /&gt;Era la verità, così come lo era il senso di smarrimento che provava dalla notte di Beltaine e l’assurda ossessione per Dean Winchester.&lt;br /&gt;“Capisco, riprenderai a studiare?” disse James, in tono frivolo. “Magari puoi tenere d’occhio Syder: Rich dice che è troppo dolce e qualcuno lo farà a pezzi”.&lt;br /&gt;“Prima farà a pezzi me e sua sorella” replicò prontamente, con le dita percorse le righe sottili del ripiano. “Non ho deciso, comunque, per ora preferisco riflettere”.&lt;br /&gt;Avevano parlato di cose senza importanza, poi spinta da un’irrefrenabile desiderio di confidarsi, che mai aveva avvertito così pressante, domandò: “Sei innamorato?”&lt;br /&gt;James si schernì a disagio: “Se vuoi una descrizione del più feroce dei sentimenti, Frida, non sono l’uomo adatto a fornirla” rispose con amarezza. “Per uscire dalla droga ho speso tutte le mie energie e parecchi anni di spensierata giovinezza. C’è Dean dietro questo rientro in patria?&lt;br /&gt;Lo sa d’avere un esercito di punk incazzati pronti a sbranarlo?”&lt;br /&gt;Frida rise divertita e parlò di sé: non prendeva neanche in considerazione la prospettiva di stare senza la sua famiglia, eppure aveva voglia di conoscere Dean, per questo l’aveva chiamato, come James le aveva consigliato. Winchester le era parso disponibile e così vicino a lei, a livello emotivo da non poter sopportare una lontananza fisica.&lt;br /&gt;L’aveva quasi costretto a tornare da lei.&lt;br /&gt;Era fragile e la sua forza dipendeva da chi le era quasi sconosciuto.&lt;br /&gt;“Sì, è pericoloso e fa male” bisbigliò James.&lt;br /&gt;La ragazza si trattenne a stento: “Come lo sai?” farfugliò passandosi le mani sulle guance bagnate di lacrime.&lt;br /&gt;Lui non disse altro.&lt;br /&gt;“Arriverà con suo fratello”concluse la mezzadriade.&lt;br /&gt;“Come ha reagito tuo padre?” domandò James, dopo un breve silenzio.&lt;br /&gt;“Non lo sa… Certe notizie le do sul posto” rispose a disagio Frida.&lt;br /&gt;“Buona fortuna” la canzonò.&lt;br /&gt;“Stiamo parlando di un uomo in gamba, saprà riconoscere gli alleati” obiettò lei.&lt;br /&gt;“Ti riferisci alla storia di Lester?” fece annoiato James. “Io non ho mai condiviso la vostra passione per l’occulto”.&lt;br /&gt;“Non è passione, è necessità”.&lt;br /&gt;“Siamo già a questo punto?” s’intromise Syder, sedendosi fra i due. “Passione, necessità; amore, dovere”.&lt;br /&gt;“Il tuo entusiasmo mi preoccupa” ribatté Frida. “Fra un po’ ti salterà l’elastico delle mutande”.&lt;br /&gt;“Ti piacerebbe, eh?” la provocò il ragazzo.&lt;br /&gt;Frida gli lanciò un’occhiata severa.&lt;br /&gt;“Il Tour è stato bello” sviò il discorso James.&lt;br /&gt;“Lo è sempre, mi piace stare con i ragazzi” disse Frida.&lt;br /&gt;“Pigiati in un furgone che sa di muffa: il mio ideale di felicità” replicò Syder.&lt;br /&gt;“Il solito sofisticato” Frida gli diede un colpo leggero alla base del collo. “Ascolta, Martedì dovrebbero approdare in Europa, anzi, proprio nella sfavillante terra della Regina Elisabetta II, due miei amici; Chas ci accompagnerà e ti sarei grato se trovassi loro un posto dove stare”.&lt;br /&gt;La risposta fu quella che Frida temeva maggiormente: “Il palazzo è grande, aggiungiamo due brande nel soggiorno di Muppet”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida s’era offerta d’accompagnare Ivy a casa, non era neanche mezzanotte, ma non le andava che la ragazzina fosse da sola, in particolare con un fantasma arrabbiato nei pressi della palazzina.&lt;br /&gt;“Ho un brutto presentimento” disse Ivy, soffocando uno sbadiglio. “Domani andrà male il test di Geometria?”&lt;br /&gt;Frida le cinse le spalle con un braccio: quello che s’era figurata era più drammatico d’un brutto voto, non lo disse ed accarezzò il gri-gri. Non poteva proteggere Ivy, si ripeté mentalmente, ma le veniva naturale toccarlo quando era agitata.&lt;br /&gt;“Andrà tutto bene” disse a bassa voce.&lt;br /&gt;C’era un solo tratto di strada, era breve e buio, perché i lampioni s’erano fulminati; si potevano udire le risate dei clienti del pub e nessuno aveva paura di quel centinaio di passi, almeno, non sino al ritorno di Lester.&lt;br /&gt;Frida ricordava la stretta crudele di quelle braccia e la voce carica d’odio, rabbrividì e strinse Ivy.&lt;br /&gt;Erano sole, non c’era un passante ubriaco od una prostituta ad aspettare contro il muro.&lt;br /&gt;“Sei così tesa” disse Ivy. “Non sei contenta all’idea di rivedere i tuoi amici americani?”&lt;br /&gt;La Constantine annuì e si sforzò di sorridere: stava per succedere qualcosa, ma ignorava dove fosse la minaccia ed in cosa consistesse, non era mai stata una veggente.&lt;br /&gt;Cercava di tenere gli occhi ben aperti, ma era debole e ciò non aiutava la sua magia e neppure i suoi riflessi.&lt;br /&gt;Non seppe dire, con precisione, quando si rese conto d’avere una fredda lama di metallo alla gola, né se fu lei ad urlare od Ivy od entrambe.&lt;br /&gt;“Un amico è sacrificabile, Constantine” sibilò la voce di Gary Lester.&lt;br /&gt;Frida deglutì: Ivy le era davanti, terrorizzata e non c’erano che le tenebre intorno a loro.&lt;br /&gt;“Magia da quattro soldi, negromanzia da dilettanti” ringhiò. “Lascia andare lei, dannato bastardo!”&lt;br /&gt;“No”.&lt;br /&gt;Un istante, non poté durare più d’un minuto: il pugnale lasciò libera la gola e una figura nera la spinse a terra, per avvicinarsi ad Ivy.&lt;br /&gt;Frida si rialzò e rammentò un incantesimo, che avrebbe scagliato con tutta la sua forza: “Cruc…”&lt;br /&gt;La lama le entrò nella carne, nel fianco sinistro: la pelle si squarciò, il sangue scivolò sulle gambe, imbrattò la maglietta, insudiciò le sue mani.&lt;br /&gt;Lo sguardo s’appannò e l’eco delle suppliche di Ivy divennero sempre più lontane.&lt;br /&gt;Frida s’accasciò sul marciapiede; dal pub stavano uscendo tutti.&lt;br /&gt;“Ivy…” sussurrò prima di perdere conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Last Punk Standing-  Divergenze</title>
    <published>2007-10-19T18:46:42Z</published>
    <updated>2007-10-19T18:46:42Z</updated>
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    <content type="html">Il terzo capitolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Se sei arrivato fin qui..."&gt;Era Sabato, il palazzo era in fermento per l’imminente evento settimanale: “The Magical Mistery Tour” sponsorizzato da Danita Wright, orchestrato da John Constatine ed offerto da Muppet, che per l’occasione azzardava a sciacquarsi le ascelle. &lt;br /&gt;Una giornata di pace ed armonia, in un furgone giallo ed una serata al solito pub.&lt;br /&gt;Non era il massimo, ma per Frida era una piacevole prospettiva.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Fu destata dal fastidioso squillo del telefono sul pianerottolo: considerato che avevano a disposizione un unico apparecchio era più che naturale posizionarlo all’entrata, fra l’appartamento di Rich e Michelle e quello dei Constantine. Tanto più che la privacy era un concetto astratto ed ogni porta era perennemente spalancata, tranne quella d’entrata.&lt;br /&gt;Era capitato sovente, a Frida come ad Ivy di trovare Muppet in uno dei bagni sparsi fra i cinque alloggi e non era stata una visione paradisiaca.&lt;br /&gt;Ivy s’era scaraventata a prendere la chiamata e dopo un grido minaccioso: “Questa è per me!”, aveva preso a confabulare a bassa voce.&lt;br /&gt;Frida aveva appoggiato il capo sul cuscino, scrutando il soffitto della sua stanza: John l’aveva sgomberata dagli attrezzi da giardinaggio e dalle armi quasi sette anni prima, quando Susan aveva domandato proprio a lui di proteggere quella figlia mai vista e non voluta.&lt;br /&gt;In principio, c’era stata una branda con vecchie lenzuola prese in prestito dai vicini, poi s’era aggiunto un tavolo malfermo per i libri e la lampada di sale, quindi una sedia per gli abiti.&lt;br /&gt;S’era trasformata nel 2001: Frida non apparteneva più a nessuno, né si sentiva pronta a stare sola. John s’era armato di buona volontà ed aveva detto ai suoi amici come sistemare quel piccolo locale.&lt;br /&gt;“Ora, driade, hai una camera” le aveva detto, senza eccessiva enfasi nella voce: “Qualsiasi cosa accada, qualunque cosa tu faccia, questo posto sarà tuo ed io non chiederò perché lo cercherai, me lo dirai tu… Se lo vorrai”.&lt;br /&gt;Era stato così. John era un uomo di parola od almeno lo era con chi meritasse la sua stima.&lt;br /&gt;Ritornata da Abaton, la giovane non aveva fatto altro che chiudersi fra quelle quattro mura, rivangando il passato e ricordando gli amici persi sulla strada: Melinda era stata inghiottita dai propri sentimenti, che l’ Equilibratore aveva visto come una colpa; Juniper s’era smarrita nel cielo, in cerca d’un’esistenza più avventurosa di quella che aveva lasciato; Edward studiava e costruiva il futuro con pazienza e determinazione; Gabaline era tornata ai suoi doveri; non le restava che John e quei simpatici falliti che l’amavano per quella che era e senza porsi domande.&lt;br /&gt;Quando s’era concessa un’ illusione, il lusso d’un sogno, era stata destata dalla verità: lei era nata per vivere d’inganni. Le sole persone che mai l’avrebbero tradita erano lì, in quella stamberga cadente e se non ci fossero state, se il Tempo le avesse spazzate via, allora Frida avrebbe dato la propria energia vitale alla terra.&lt;br /&gt;Non aveva senso camminare in un mondo privo d’amore, né era giusto morire ogni mattina, affogando la speranza nella delusione, aspettando un cenno che non sarebbe mai arrivato.&lt;br /&gt;I piani di vendetta le facevano gola; l’idea di schiacciare chi l’aveva gettata in quel baratro d’inerzia era forte, ma il rituale della sera precedente aveva mitigato l’ira.&lt;br /&gt;Dean non l’aveva rifiutata, ma c’era qualcosa in lui che non aveva scorto a Beltaine: fragilità e timore, persino stizza.&lt;br /&gt;Il suo Guerriero non aveva un’armatura dorata e lei non era una fanciulla eterea e di sangue nobile (sebbene fosse fiera dei propri natali). Lui brandiva inutili armi e lei viveva alla giornata.&lt;br /&gt;Non v’era più epica in quella loro condizione e questo toglieva a Frida un gran peso dal cuore, sostituendolo con la bruciante umiliazione dell’indifferenza.&lt;br /&gt;Lei e Dean potevano avere un futuro, ma qualcosa li bloccava. Non voleva legarlo ad un incantesimo, non desiderava riportarlo ad Abaton, ma sperava di scorgere la sua figura accanto a sé, nella sua stanza.&lt;br /&gt;Dani stava scrivendo al computer ed era naturale: era una giornalista, ma nel sentire il ticchettio lesto dei tasti, Frida balzò a sedere, reprimendo un gemito per una fitta lancinante al polso.&lt;br /&gt;“Dani!” chiamò in tono querulo.&lt;br /&gt;La donna la raggiunse in un minuto, l’espressione del viso era angosciata e non pareva aver riposato a lungo.&lt;br /&gt;Era ancora bella e radiosa; aveva passato le quaranta primavere ma i capelli crespi erano scuri come la sua pelle e gli sgargianti abiti erano un omaggio al sole d’Africa, che Dani non aveva mai visto, ma che faceva parte delle sue radici.&lt;br /&gt;“Come stai?” domandò a Frida con un sospiro.&lt;br /&gt;“Meglio, ti ringrazio” rispose lei, scostando il copriletto: “Ci sono e-mail per me?”&lt;br /&gt;Dani scosse il capo.&lt;br /&gt;“Bene” disse ed il tono di voce era spento e mesto:“Buon lavoro”.&lt;br /&gt;S’adagiò nuovamente e cercò di prendere sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Ciao Frida, &lt;br /&gt;Prima di sbilanciarmi vorrei essere sicuro che l’indirizzo sia protetto e che non stia mandando una e-mail ad una ditta di cosmetici.&lt;br /&gt;Sam ed io abbiamo guardando nei dintorni, cercando notizie sul tuo affamato amico ed abbiamo ragione di credere che – dopo una così snervante dieta- desideri trovarsi un ristorante aperto. Un bel problema, perché da quanto ho letto, la Gran Bretagna pullula di locali che lui amerebbe frequentare.&lt;br /&gt;Accertati che tuo padre sia preparato al ruolo, perché non basterà mostrare la carta di credito, questa volta.&lt;br /&gt;Vorrei spiegarti cosa mi ha impedito di chiamarti e t’assicuro che non è una scusa e neppure una giustificazione, ma la verità. Vorrei parlarti, ad essere sincero, non stare qui a figurarmi la tua reazione, vorrei guardarti negli occhi e sapere se ti fidi ancora o no… Hai tutte le ragioni per mondo per avercela a morte e considerarmi un bastardo. Se non vuoi avere a che fare con me, non ti negherò il nostro aiuto.&lt;br /&gt;Voglio dire che comunque ti daremo consigli ed informazioni, anche se ritieni che sia tutto&amp;nbsp; finito o che io non l’abbia fatto iniziare.&lt;br /&gt;È chiaro?&lt;br /&gt;Sam ti consiglia di mandarci un resoconto completo e dettagliato dell’ avventura di tuo padre, insomma, fatti raccontare per bene la storia, altrimenti potremmo aver preso un abbaglio.&lt;br /&gt;Non so se passa il concetto…&lt;br /&gt;Spero tu stia bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dean”&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Frida rilesse quella breve lettera due volte e non capì cosa Dean volesse comunicarle sul Demone della Fame.&lt;br /&gt;Era più che sibillino in merito e c’era un cupo presentimento nell’ aria, come se stesse per crollare il Big Ben.&lt;br /&gt;Aveva ancora in mente l’incubo fatto quella mattina: un uomo che divorava la sua prole e quindi se stesso e s’era alzata per vomitare un po’ di saliva, a testimonianza della sua delicatezza di spirito, quando un trillo l’aveva scossa: era arrivata un’ e-mail.&lt;br /&gt;Dani era riversa sul divano, in preda ad uno dei frequenti attacchi di narcolessia, Frida indossava un leggera camicia da notte e chiunque fosse entrato nel condominio avrebbe visto le due donne ed il gatto Bastard accomodato sulla mensola per i biscotti.&lt;br /&gt;“Dal Guerriero alla Driade”.&lt;br /&gt;Era per lei ed era stata inviata da Dean Winchester. Un sussulto di gioia, subito sopito, un sorriso sincero sulle sue labbra e poi s’era seduta ed aveva aperto quella busta virtuale.&lt;br /&gt;“Abbiamo bussato ai cancelli del cielo, driade e pare non manchi nessuno a scuola”.&lt;br /&gt;John Constatine aveva un particolare gergo, a cui Frida s’era abituata, perciò scrollò le spalle quasi indifferente. Lui sbirciò lo schermo da sopra la sua spalla.&lt;br /&gt;“Questo Dean chi cazzo è?” chiese con finta, calcolata noncuranza.&lt;br /&gt;“Lui caccia demoni e fantasmi con un compagno” fu quello che poté riferire Frida senza scomporsi, si voltò per osservare la reazione paterna.&lt;br /&gt;L’uomo scoppiò in una fragorosa e sprezzante risata, che prolungò additando il monitor e lanciando occhiate allusive alla figlia.&lt;br /&gt;Lei si morse il labbro, deglutendo aria ed imprecazioni.&lt;br /&gt;“Oh… Cristo!” proseguì John “Stiamo parlando di cialtronerie alla D&amp;amp;D?&lt;br /&gt;No, aspetta, questi sono stati allevati a “Charmed” e pentacolini d’argento ed hanno pure il Libro delle Ombre, vero?”&lt;br /&gt;“Non lo so” sibilò Frida.&lt;br /&gt;“Io me li vedo: armati sino ai denti, tutti seri a… Cacciare!” si passò una mano fra i capelli biondi “Capisci la stupidità della cosa?&lt;br /&gt;Cacciano esseri immortali, vanno a rompere le palle ai dannati morti, ovvero sono la disgrazia di chiunque percepisca una maledetta vibrazione!&lt;br /&gt;Aspetta… Voglio indovinare. Sono americani?”&lt;br /&gt;Frida annuì.&lt;br /&gt;“Lo sapevo” John si complimentò con se stesso “I più grandi cazzoni vengono da lì. Se non trovano un fottuto nemico da combattere, non hanno una motivazione decente per riprodursi. Li adoro quei palloni gonfiati, mi fanno morire… Sono cosa?&lt;br /&gt;Amici?&lt;br /&gt;La solita coppia repressa come i Mulder e Scully del Gay Pride?”&lt;br /&gt;“No, sono fratelli” c’era un piacere sadico e sottile nel vedere suo padre, un Constantine, sbellicarsi davanti a presunti “esperti” del mondo demoniaco ed una meno raffinata soddisfazione nel sentire Dean umiliato, sebbene inconsapevole.&lt;br /&gt;“Stessa cosa. Vedi Cheryl e me a caccia a Liverpool?” ghignò John “Lei in tenuta da Cacciatrice ed io come un vampiro punk. Ivy e Syder che esorcizzano i cimiteri di Dublino?&lt;br /&gt;No, queste cose vengono bene solo agli americani, perché loro… Loro ci credo alla scemenza della missione per conto di Dio o chi per lui.&lt;br /&gt;Perché hai turbato questi poveri derelitti?&lt;br /&gt;Sei malvagia, piccola regina dei lupini” s’accese una Silk Cut e la fissò per un attimo.&lt;br /&gt;Frida fece una smorfia d’impazienza: “Ieri sera mi sono spaventata…” iniziò.&lt;br /&gt;“E ti sei fatta quattro risate con loro?&lt;br /&gt;Brava, sono orgoglioso di te”.&lt;br /&gt;Lei sospirò: “Ho incontrato uno di loro… Un po’ di tempo fa” aggiunse sottovoce “Una storia davvero incredibile, comunque posso assicurare che i Winchester sono affidabili”.&lt;br /&gt;John diventò serio d’un tratto.&lt;br /&gt;“Papà?” l’interrogò sorpresa Frida.&lt;br /&gt;“I Winchester, li conosco anche io” disse torvo lui, soffiando una nuvola di fumo grigiastro verso il monitor “Sono dannati, ma non abbastanza furbi da sfangarla. Sono ossessionati dalla vendetta e non sanno come metterla in pratica. Arrivano, fanno un bel casino e se ne fregano di chi dovrà raccogliere le loro porcherie.&lt;br /&gt;Sì, hanno le mani in pasta, ma non le sanno lavare. Fine del discorso”.&lt;br /&gt;Non c’era maniera d’aprire una breccia dopo quella sentenza, Frida l’aveva imparato, si otteneva prima il silenzio e poi una solenne ed assordante sfuriata.&lt;br /&gt;Era duro da ammettere, ma persino tra i Constantine vigevano le gerarchie e se un padre poteva rimproverare una figlia pur di non svelare il lercio del suo passato, la progenie doveva tacere ed accettare passivamente. Era l’ordine delle cose e suo nonno, Thomas Constantine, spesso aggiungeva un paio di cinghiate ai moniti, tanto per stare più sicuro.&lt;br /&gt;John, al contrario, non l’aveva mai sfiorata.&lt;br /&gt;“Andiamo a cena, sempre che Dani si svegli” borbottò Constantine avviandosi in cucina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Caro Dean, &lt;br /&gt;L’indirizzo è l’unica cosa sicura. Domani mattina dovrò partire con gli altri per il Magical Mistery Tour e penso che dopo cinque o sei birre, papà mi racconterà la favola del Demone della Fame.&lt;br /&gt;Quando vi ho nominato la sua reazione è stata pessima; temo che vi sia della ruggine fra i nostri genitori, che si siano scontrati su qualche questione di grande importanza, per quanto ne so, John sostiene di non aver barato alla partita di poker e ci tiene a sottolinearlo.&lt;br /&gt;Non mi ha riferito altro ed è strano.&lt;br /&gt;Sto per andare al pub e quindi se Gary Lester è là fuori lo saprò, ma non ho paura: papà s’è accertato che lo scantinato fosse in ordine.&lt;br /&gt;La questione di Beltaine non può essere risolta con questi sterili mezzi. Non ho idea di cosa tu abbia provato e non puoi che ricambiare l’ignoranza.&lt;br /&gt;Sì, mi sono illusa ma mi avevi promesso che non avrei sprecato il mio tempo; per te può non significare niente, ma per ogni notte era un’illusione e se non lo capisci non è una colpa. Straniero, umano… Sei tutto questo ed altro, ma non l’eroe senza macchia che ho sognato.&lt;br /&gt;Sono felice. Contenta di vederti con altri occhi, d’immaginarti debole come lo sono io in questo mondo.&lt;br /&gt;Sono triste, perché non sono quello che vuoi.&lt;br /&gt;Non sto bene, Lester mi ha aggredita e qui sta per succedere qualcosa.&lt;br /&gt;Ti farò sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frida”&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Il bar era decisamente affollato e chiassoso, ma era il posto ideale per mantenere la connessione stabile, quando Dean allontanò da sé il portatile con gesto brusco, Sam comprese di poter leggere a sua volta.&lt;br /&gt;“Questo è un messaggio in codice, non so cosa voglia dirci” commentò alla fine “Il Magical Mistery Tour deve essere inteso come la Caccia”.&lt;br /&gt;“Papà scrisse che Constantine non è portato alla Caccia” obiettò Dean portandosi il bicchiere alle labbra.&lt;br /&gt;“Si riferisce ad un gruppo” continuò il minore “Posso essere dei mediatori, che cercano un contatto fra questo mondo e gli altri… Cinque o sei birre, ma è un alcolizzato?”&lt;br /&gt;“Gli inglesi buttano giù tè e birra a pieno regime” sbottò l’altro “Alla settima pinta sono ancora sobri”.&lt;br /&gt;“Lo spero, altrimenti non ci darà niente di utile” disse Sam “Cosa avrà inteso con lo scantinato in ordine?&lt;br /&gt;E questa partita poker che ha incrinato i rapporti cosa sta ad indicare?&lt;br /&gt;Una divergenza d’opinioni sul metodo per ripulire una zona?”&lt;br /&gt;Dean scrollò le spalle e non rispose.&lt;br /&gt;“Nostro padre non era stato severo nei confronti dei Constantine” insistette Sam pensoso.&lt;br /&gt;“Beh… Se definirli una famiglia di truffatori, ladri, assassini, cialtroni, ubriaconi e sovversivi è stato un giudizio positivo, non oso immaginare quello negativo”.&lt;br /&gt;“Diciamo che hanno vedute aperte sui rapporti fra specie diverse” azzardò Sam.&lt;br /&gt;“Sì, magari avevano anche dei sodomiti contro natura nella loro stirpe!” rise sarcastico Dean “Non so perché papà abbia litigato con Constantine, non lo sapremo mai”.&lt;br /&gt;Restarono in silenzio per alcuni istanti.&lt;br /&gt;“Il resto è chiaro: l’hai umiliata” chiosò Sam.&lt;br /&gt;“E’ arrivato l’avvocato delle donne!”&lt;br /&gt;“No, è la verità” si difese il fratello “Era la sua prima esperienza, le era stata imposta; tu arrivi e fai il tuo solito spettacolo, poi non ti stupire se è rimasta delusa da questo silenzio, che io non giustifico affatto”.&lt;br /&gt;“Mi ha invitato lei al banchetto”.&lt;br /&gt;Una frase da misogino, Dean si pentì d’averla pronunciata.&lt;br /&gt;“Tu non ti sei fatto scrupoli, però ed era vergine. Era lì perché doveva esserci, perché l’hanno obbligata a stare con un uomo, non perché lei ha scelto il momento ed il posto. È stata sua madre ad ordinarlo, no?&lt;br /&gt;Sei stato al banchetto perché bene o male qualcuno quella sera avrebbe mangiato. Aggiungici la certezza d’essere stata presa in giro e forse avrai una pallida idea di cosa ha passato” lo rimproverò duramente Sam.&lt;br /&gt;“Non le ho fatto del male” si difese Dean “Avrei voluto chiamarla, ma per farlo dovevo gettare un’ampolla per terra e sperare che non giungesse una delegazione di folletti a prendere il messaggio.&lt;br /&gt;Non avevo il suo telefono, non sapevo dove sarebbe stata e non avevo un attimo libero per stare da solo e riflettere seriamente se farmi sentire o no!&lt;br /&gt;Ho un lavoro da svolgere e se avessi potuto, le avrei parlato per telefono, le avrei scritto, ma non potevo!&lt;br /&gt;Io non volevo farle del male”.&lt;br /&gt;“Non volevi, ma l’hai fatto e dovresti scriverlo…”&lt;br /&gt;Dean scosse la testa: “No, la situazione è un casino già così. Le darò il numero del mio cellulare, a voce sarà più semplice” sentenziò seccamente Dean.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Last Punk Standing - Il richiamo</title>
    <published>2007-10-17T20:41:37Z</published>
    <updated>2007-10-17T20:41:37Z</updated>
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    <content type="html">Dedicato ad un pubblico adulto e consapevole, cioè non a chi frequenta EFP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;font color="#800080"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il richiamo&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Clicca, su..."&gt;&lt;b&gt;6 mesi dopo Beltaine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Londra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immobile, ma in perenne mutamento:questo era il regno dei Mortali e la combriccola di John Constantine non faceva eccezione. &lt;br /&gt;Al pub “Last punk standing”, i clienti si ritrovavano ad ogni ora del giorno, per chiacchierare davanti ad una pinta di birra od ad una tazza di tè.&lt;br /&gt;Era simile al soggiorno d’una grande casa e tutto sommato lo era: lo stabile perennemente occupato dalla famiglia di Syder e Ivy Mae, da John e Dani e da altri perdigiorno idealisti era a due passi; qualche volta si poteva scorgere l’inossidabile Muppet in boxer ordinare un po’ di vodka per iniziare degnamente la giornata.&lt;br /&gt;Frida sedeva vicino alla vetrata e raramente distaccava lo sguardo dalla strada, il cicaleccio era l’unico appiglio alla realtà.&lt;br /&gt;“Un penny per i tuoi pensieri” disse d’un tratto Syder, accomodandosi accanto a lei. Era diventato un giovane dal sorriso contagioso e dai modi gentili, Frida non l’aveva mai visto alterato o di cattivo umore.&lt;br /&gt;Indossava sempre camice stropicciate o maglie dai colori bizzarri, il suo sguardo glauco era mite e rassicurante, come se nella sua mente non albergasse alcun pensiero malvagio.&lt;br /&gt;“Sono riflessioni tristi” replicò stringendosi nelle spalle.&lt;br /&gt;“Lo abbiamo capito tutti” esclamò Syder: “E non sapremo come aiutarti, se continerai a tacere”.&lt;br /&gt;“Sono fortunata ad avere delle persone che vogliono consolarmi”.&lt;br /&gt;“Lascia che lo facciano allora” disse lui: “Da quando sei tornata sembri un barattolo vuoto: non hai riso, non hai pianto, non ascolti e non parli… Lo zio John dice che dormi sino al tramonto, ti svegli e vieni qui a bere, a mangiare qualche biscotto e poi ancora vai a letto. Tu sai cosa significa questo?”&lt;br /&gt;“Che il fuso orario mi ha distrutta” provò a scherzare Frida, ma non aveva alcuna vitalità, né nella voce, né nello sguardo.&lt;br /&gt;“No, significa che sei in Depressione. È una malattia e va curata” replicò serio Syder.&lt;br /&gt;“Non sono neppure Umana!” obiettò Frida.&lt;br /&gt;“Hai dei sentimenti e tanto basta”.&lt;br /&gt;Lei non commentò, guardò il gri-gri al polso ed ebbe voglia di scoppiare in lacrime, ma non ci riusciva, la sua sofferenza si bloccava nel petto e rendeva il respiro una tortura e le giornate interminabili, niente le dava un effettivo piacere, ma ogni gesto la gettava nella malinconia. Era in una trappola orribile e non aveva la forza d’uscirne.&lt;br /&gt;“Dovrei parlarne con papà?” domandò a quel punto.&lt;br /&gt;“James sostiene che sia meglio confidarsi con un esperto estraneo alla situazione” consigliò l’altro.&lt;br /&gt;“Da quando James, il tossico della mansarda, è diventato il tuo guru?” borbottò Frida.&lt;br /&gt;Syder scosse il capo e ridacchiò: “Lo è da un paio d’anni, ovvero da quando s’è ripulito e ha iniziato a collaborare in un Centro d’assistenza per ragazzi in difficoltà” spiegò orgoglioso “Adesso passa solo il fine settimana qui, deve occuparsi di molte cose”.&lt;br /&gt;“Lo immagino” concordò lei, sinceramente colpita “Non avrei mai creduto che James potesse cambiare sino a questo punto; mi piacerebbe parlarci!”&lt;br /&gt;“Rientrerà domani, credo. Prova a bussare alla sua porta: è sempre aperta e non c’è un uomo più comprensivo di lui nel quartiere”&lt;br /&gt;“Syder, non è una gran credenziale” gli fece notare sarcastica “Hai una pallida idea di che razza di gente ci circondi?”&lt;br /&gt;Syder aprì il palmo della mano, come ad indicarle l’intero locale: “Sì, è la razza d’ Albione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ acquerugiola umida ed insistente arrivò con la Luna calante, un paio di lampioni s’erano fulminati proprio quella sera, ragion per cui i passanti erano figure indistinte e minacciose. John e Dani erano al bancone, Frida non li voleva vicino e non sapeva spiegarne il motivo. Era conscia di ferire Dani con quel comportamento e rammentò le estati dell’ adolescenza, quando la donna s’occupava di lei con la solerzia d’una madre; li fissava immobile incapace d'alzarsi e di chiederle conforto.&lt;br /&gt;Era davvero vuota, totalmente apatica e priva di nerbo, pensarlo non le faceva provare rabbia per quel mollusco che era divenuta, ma la gettava in un baratro di riflessioni senza logica.&lt;br /&gt;“Io torno a casa, ragazzi” annunciò, prendendo lo spolverino nero su cui era stata seduta sino a quel momento “Ci si vede domani”.&lt;br /&gt;“Non fai più un pasto decente, driade?” fece John, non era alterato ma quasi preoccupato “Diventi anoressica come la Hilton?&lt;br /&gt;Non voglio una figlia così alla moda, per la misera!”&lt;br /&gt;“Quella non è anoressica” cinguettò Ivy “E’ ricca”.&lt;br /&gt;Frida le fu grata per quel diversivo: Ivy era cresciuta ed ora non era una bambina petulante e vezzeggiata, ma un’adolescente spigliata, testarda e viziata; aveva fatto il salto di qualità.&lt;br /&gt;Somigliava vagamente al fratello, sebbene i suoi capelli fossero d’una sfumatura più chiari e gli occhi verdi ardessero d’una scaltrezza maliziosa che Syder non avrebbe mai avuto.&lt;br /&gt;Un po’ la invidiava: sua sorella minore, Tefé non l’aveva mai ascoltata e si rifiutava di contattare John; talvolta si chiedeva come fosse avere qualcuno con cui spartire l’affetto dei genitori, qualcuno con cui misurarsi, ma non era destinata a saperlo.&lt;br /&gt;Uscì e si lasciò alle spalle l’unica compagnia che apprezzava: un gruppo di punk cinquantenni con figli al seguito, convinti stoltamente che ci si potesse ribellare al mondo.&lt;br /&gt;Lei non aveva più voglia di lottare, anche se a Susan aveva raccontato di voler servire la Natura ed i nuovi paladini. Aveva mentito e non s’era sentita in colpa: era colpa sua se la vita le stava scivolando dalle dita come un filo troppo sottile da tessere.&lt;br /&gt;Non c’era ira, solo tristezza, nessuna animosità nel ricordare che proprio sua madre l’aveva costretta a diventare una donna, perché fosse più potente, perché le fate le avevano bisbigliato che sua figlia a venti anni aveva ancora l’imene intatto e ciò faceva nascere il sospetto che fosse una lesbica frigida.&lt;br /&gt;Se lo fosse stata, gli attuali problemi che l’affliggevano non sarebbero esistiti: Dean non l’aveva chiamata. Frida s’era sentita come una comune donna umiliata ed abbandonata all’alba con dolci ed inconsistenti parole.&lt;br /&gt;“Vieni con noi…”&lt;br /&gt;Le aveva sussurrato e lo voleva ad Abaton, ma tornato alla sua bella vita di Cacciatore di Demoni, lei era uno sbiadito sogno da ubriaco.&lt;br /&gt;L’orgoglio ferito non era niente in confronto al cuore.&lt;br /&gt;Stava annegando nella disperazione per colpa di un dannato bastardo?&lt;br /&gt;Rendersene conto bruciava come il sale su di un taglio ancora sanguinante e pensò che aveva mille modi per fargli ricordare il rispetto che si dovrebbe portare ai Faerie e ne aveva anche di più per fargli assaggiare la vendetta cucinata da una Constantine.&lt;br /&gt;Sarebbe riuscita a fregarlo, gli avrebbe fatto vendere l’anima al primo demone che riusciva ad evocare e poi l’avrebbe dato in pasto a suo padre, narrando di quanto crudele e prepotente fosse stato Dean a Beltaine.&lt;br /&gt;Si sarebbe presa suo fratello, a costo di sedurlo e poi l’avrebbe guardato in faccia e se mai Dean avesse osato attaccarla, i Centauri l’avrebbero ridotto ad un ammasso di carne macinata.&lt;br /&gt;Aveva parecchie amicizie da sfruttare, era l’erede della stirpe dei più grandi figli di puttana sulla faccia della Terra e Dean Winchester non aveva alcun potere su di lei.&lt;br /&gt;Scosse il capo; era bello soffermarsi su costruttivi piani per il futuro, si complimentò con se stessa ed attraversò la strada di corsa.&lt;br /&gt;Il vento la sferzava più dei malevoli propositi, ciò non la turbava;&amp;nbsp; i Constantine non erano leali, né tanto meno remissivi: non si sorprendeva più della propria spietata risolutezza.&lt;br /&gt;Quando una mano calò sulle sue labbra, Frida istintivamente serrò la mandibola e cercò di strappare almeno un lembo della pelle del aggressore.&lt;br /&gt;“Dì a tuo padre che è giunto il momento di pareggiare i conti, Constantine” sibilò una voce maschile, sentiva il suo corpo contro il proprio, il sangue imbrattarle il mento “Sono Gary Lester e vi restituirò il male che ho avuto”.&lt;br /&gt;Frida gli assestò un calcio all’altezza del ginocchio, ma l’altro parve incassarlo. La liberò, spingendola a terra.&lt;br /&gt;Lo scontro con l’asfalto lurido fu più umiliante che doloroso.&lt;br /&gt;“Aiuto!” urlò lei “Prendete quel figlio di…”&lt;br /&gt;Non aveva terminato d’inveire che John, Rich, Muppet e Syder s’erano cavallerescamente dati all’inseguimento del reo: Muppet brandiva un piede di porco e Rich un manganello rubato ad un poliziotto.&lt;br /&gt;Gli improperi, le minacce, gli urli belluini dei virili figli d’Albione -ansiosi di lavare nel sangue l’offesa arrecata alla damigella- non servirono a niente: Gary Lester s’era dileguato con la velocità con cui s’era palesato.&lt;br /&gt;Non era in nessun angolo del quartiere e nessuna vettura sfrecciò davanti a loro.&lt;br /&gt;Frida non poté far altro che rifugiarsi in casa, accompagnata da Dani e Michelle, massaggiandosi il braccio contuso ancora scossa e tremante. Ivy era più terrorizzata di lei, scoppiò in lacrime mentre sua madre la medica e le ripuliva la bocca arrossata.&lt;br /&gt;Frida raccontò di quanta rabbia avesse avvertito in quello sconosciuto, di quanta paura avesse provato, malgrado la certezza che lui non avesse intenzione d’ucciderla.&lt;br /&gt;“Il suo nome era Gary Lester?” chiese accigliata Michelle.&lt;br /&gt;“Sì, perché ti turba?”&lt;br /&gt;“Gary Lester è morto quasi ventuno anni fa” rispose la donna.&lt;br /&gt;Frida socchiuse gli occhi: “Ora sì che è un casino degno della mia famiglia” sbottò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricordava, specie quando sentiva il peso del proprio lavoro schiacciare ogni residua traccia d’individualità. Nel buio della notte, il sorriso malinconico della sua mezzadriade diventava così nitido da poterlo sfiorare con le dita, ma accanto a lui non c’era nessuno. Udiva il respiro di Sam addormentato, sfiorava il coltello sotto il cuscino e ritornava alla realtà.&lt;br /&gt;Era tardi e sapeva di non poter restare a letto sino a mezzogiorno, dovevano fare i bagagli e cacciare, ancora. Non che gli spiacesse, che riuscisse a pensare ad una vita diversa, ma desiderava migliorarla.&lt;br /&gt;Aveva perduto Cassie o meglio, era diventata un capitolo chiuso, una dolce e perduta parentesi. Sarebbe stato così anche con Frida, inoltre era lontana: fisicamente e sotto ogni altro punto di vista.&lt;br /&gt;Non era neppure umana e sbirciando nel diario del padre aveva trovato traccia dei Constantine.&lt;br /&gt;Non era propriamente un attestato di stima. Le leggende facevano risalire la stirpe ad un sassone che beffò il Diavolo, rifilandogli un pollo al posto della propria anima. S’ erano poi uniti alla genia incestuosa di Lot ed avevano attraversato i secoli barattando anime e reliquie sacre.&lt;br /&gt;Una famiglia di truffatori senza scrupoli, ladri, assassini, sovversivi, capaci d’ ipnotizzare soltanto per spillare denaro, incostanti, dannati sin dalla nascita.&lt;br /&gt;[i]“L’ultimo di questi Constantine” concludeva Winchester “Si chiama John Thomas, un cialtrone simpatico e pericoloso. Un ubriacone, non sprovvisto d’onore, ma inadatto alla caccia”.[/i]&lt;br /&gt;Erano più inglesi degli autobus a due piani e romanticamente idealisti. Dean s’era domandato cosa avrebbe scritto John su Frida, sulla sua natura d’ibrido, sui suoi poteri, che fra l’altro Dean ignorava, ma su cui si divertiva a fantasticare.&lt;br /&gt;Immaginò Constantine: un tizio alto e magro, consumato dai vizi, con uno spiccato accento inglese. Frida l’amava molto ed era certo che fosse ricambiata.&lt;br /&gt;“Non farti abbindolare, in particolare da una donna” così s’era sempre promesso, poi scivolava in tentazione anche lui, ma riusciva a spezzare le catene.&lt;br /&gt;Era una mezzadriade, ecco cosa la rendeva speciale!&lt;br /&gt;Il non essere una comune fanciulla, il far parte d’un universo dimenticato, perché lei custodiva misteri, perché poteva essere qualunque cosa ma non un’amante.&lt;br /&gt;Certo, gli sarebbe piaciuto portarla a mangiare una pizza e poi finirci a letto, ma questo era scontanto.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi. Non faceva caldo, eppure sentì una goccia sfiorargli la tempia, non era sudore.&lt;br /&gt;Balzò seduto sul letto, con l’arma da taglio in mano, dischiuse le labbra per chiamare Sam, ma ne uscì un suono sommesso ed inarticolato.&lt;br /&gt;“Ti prego, non ho che qualche minuto” lo implorò Frida.&lt;br /&gt;Era davanti a lui, indossava una camicia da notte turchese che non doveva essere propriamente nuova e neppure costosa, aveva i capelli raccolti in un fermaglio ed vistose occhiaie sul volto sciupato.&lt;br /&gt;Gli parve che stesse galleggiando, che fosse sotto uno strato d’acqua e da lì lo guardasse e gli parlasse sottovoce. La sua immagine, circondata da una fioca luce bianca, s’increspava leggermente, come scossa da onde concentriche.&lt;br /&gt;“Frida, sei tu?” domandò sorpreso, senza abbassare il pugnale “Cosa diavolo stai facendo?”&lt;br /&gt;Lei allargò le braccia, aveva il polso bendato: “Il rituale dell’ acqua, insomma, una specie” spiegò impacciata “Ho apportato alcune modifiche con mia cugina. Ho bisogno di te”.&lt;br /&gt;Dean fece un cenno affermativo col capo ed attese, non aveva idea di che modifiche stesse cianciando e restò perplesso nel apprendere che avesse una cugina: sua padre non aveva parlato d’altri “eredi”, ma per John contavano i maschi, che potevano tramandare il nome…&lt;br /&gt;Frida s’era guardata fugacemente alle spalle: “Credo che un tizio voglia fare del male a papà” disse in fretta, in tono ansioso “Uno morto anni fa, ma con il Demone della Fame in corpo. Può essere fastidioso?”&lt;br /&gt;Dean deglutì: evidentemente per un incrocio di driade e Constantine, il Demone della Fame alle costole ed un fantasma arrabbiato erano dei “fastidi” come la mancata programmazione d’un film o la cena scotta.&lt;br /&gt;“Direi proprio di sì” rispose “Controlla che non ci sia il Demone nei paraggi… In ogni caso, possiamo fare un salto da voi. Dove vi trovate?” la vaga speranza che fosse negli U.S.A. gli balenò davanti agli occhi per attimo.&lt;br /&gt;“Davanti al pub ‘Last punk standing’, l’insegna luminosa è saltata l’altra settimana” chiosò placida lei.&lt;br /&gt;Logico, si disse Dean: il nome era già un amabile programma.&lt;br /&gt;“In quale paese?” insistette allora, quasi seccato.&lt;br /&gt;Frida spalancò gli occhi, se le avesse ingiunto di sgozzarsi sarebbe parsa meno stupita: “A Londra” disse.&lt;br /&gt;Dove potevano essere i Constantine?&lt;br /&gt;A Los Angeles ?&lt;br /&gt;No, erano a Londra.&lt;br /&gt;“Driade, sei un po’ fuori dalla mia portata” cominciò a giustificarsi Dean, si sentiva anche in colpa; prima ancora d’essere una Cacciatore americano, lui aveva un’ingiustificata ed irrazionale paura degli aerei, quindi più che alla patria aveva subito pensato alla traversata fra le nuvole.&lt;br /&gt;“Fatico a vederti, quasi non ti sento” esclamò Frida con sospiro affranto “Sto sprecando tutta la mia energia, ti do la mia e-mail, che il telefono cambia spesso, dipende da chi lo scrocchiamo. Internet no, abbiamo una sorta di non so che connessione segreta, prendi nota!”&lt;br /&gt;John Winchester aveva proprio ragione, erano degli spostati i Constantine e Frida, magari non si rendeva conto di quanto fosse bizzarra la sua vita e non la biasimava: lui era cresciuto seguendo ogni consiglio, ogni ordine di John e lei aveva fatto lo stesso, erano stati entrambi forgiati dai loro genitori, ciò lo spinse a non commentare, ma ad allungare una mano verso un block notes; annuì.&lt;br /&gt;Frida dettò, fece persino lo spelling, poi spiò la sua reazione&lt;br /&gt;“Bene, allora ci terremo in contatto” assicurò Dean e sorrise.&lt;br /&gt;“Mi sei mancato” lo disse in un lamento e svanì nel nulla, così come gli era apparsa.&lt;br /&gt;“Tu pure” ribatté Dean.&lt;br /&gt;La plafoniera della stanza del motel spezzò quel brevissimo istante di tenerezza.&lt;br /&gt;“Cosa?” sbottò Sam, soffocando uno sbadiglio.&lt;br /&gt;Dean inarcò un sopraciglio, scettico: “Non ero rivolto a te” mormorò ironico.&lt;br /&gt;“Cosa non era rivolto a me?” lo interrogò Sam.&lt;br /&gt;“Ti sei svegliato perché mi hai sentito parlare con Frida, no?”&lt;br /&gt;Il minore sollevò appena la testa dal cuscino: “Chi è Frida? Dov’è adesso?”&lt;br /&gt;“Frida è la mezzadriade” rispose Dean irritato “Ti ho già parlato di lei; attualmente è a Londra in qualche catapecchia che occupa abusivamente”.&lt;br /&gt;“Eravate al telefono?” chiese Sam “Non ho sentito la suoneria”.&lt;br /&gt;“No, ha fatto un incantesimo particolare, messo a punto con sua cugina. Nostro padre non aveva accennato ad altri Constantine” disse d’un tratto il maggiore “Potrebbero esserci nove femmine Constantine o di più a spasso per il pianeta”.&lt;br /&gt;“Tu ci speri” ghignò sarcastico “Mi vuoi dire cosa è accaduto?”&lt;br /&gt;“Sì, pare che un uomo morto dia la caccia al padre di Frida e lei mi ha domandato se avessi qualche informazione”.&lt;br /&gt;“Non puoi farle una visita?” era una mera provocazione.&lt;br /&gt;Dean la ignorò: “Il Demone della Fame ha ucciso un tizio vicino alla sua famiglia, non m’è chiaro un accidente, men che meno a quest’ora” tagliò corto l’ altro scrollando le spalle “Ho il suo indirizzo e-mail e ci faremo spiegare tutto con maggiore calma. Adesso rimetto al suo posto il coltello e dormo. Io ho sonno!”&lt;br /&gt;“Dormi”.&lt;br /&gt;Sam lo fissava soddisfatto. Dean riusciva ad immaginare cosa gli passasse per la testa e cosa volesse dirgli: una stoccata sul fatto che scattasse non appena Frida chiamava (era apparsa, ad onor di cronaca), che era sulla via giusta per farsi incastrare dalla più blasonata stirpe di figli di puttana conosciuta(ma in sua presenza, era meglio che evitasse d’includere Frida nella cerchia), ma quando lo vide coricarsi gli fu grato del silenzio.&lt;br /&gt;Finse di riposare, anche quando fu certo che il fratello dormisse; non voleva ammettere d’essere interessato al Demone della Fame ed alla prospettiva di comunicare ancora con Frida.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Cast e personggi di "Last Punk Standing"</title>
    <published>2007-10-17T01:34:43Z</published>
    <updated>2007-10-17T01:34:43Z</updated>
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    <content type="html">Il casting della mia adorata fanfiction, con tanto di immagini e John Thomas Constatine, il più grande sciamano e negromante del suo tempo, ha il volto di Dio (David Bowie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Frida Teresa Craine Constantine.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Primogenita di John Thomas Constantine, nata dall'unione del magus con la driade Leuconoe. Cresciuta fra U.S.A. e Gran Bretagna, ha uno stretto legame con entrambi i genitori e con il patrigno, Ned Skinner.&lt;br /&gt;Volitiva, cinica, calcolatrice, come il padre, eppure giovane ed ingenua come una qualsiasi ventenne.&lt;br /&gt;Frida è la sola mezzadriade al mondo.&lt;br /&gt;Le presta il volto: &lt;font color="#ff0000"&gt;Natalie Portman.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img width="200" height="250" border="5" align="left" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/FridaConstantine.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dean Winchester.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Cacciatore di Demoni e fantasmi, cresciuto dal padre come un piccolo soldato, ha una priorità: la famiglia, in particolare, il fratello minore Samuel. Non ha relazioni stabili, non le cerca, odia viaggiare in aereo, adora i Metallica.&lt;br /&gt;Può essere spietato o generoso, dipende da chi gli sta davanti.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Jensen Ackles&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="150" height="225" border="5" align="absmiddle" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/lookingfor.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sam Winchester.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Inseparabile fratello minore di Dean, in apparenza più serio e discreto, non è intenzionato a cacciare per tutta la vita.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Jered Padalecki&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="185" height="239" align="absbottom" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/SamWinchester.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Thomas Constantine.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Cinquataquattro anni, ha venduto l'anima quattro volte (ai primi tre dei Caduti, l'ha poi rilevata per darla a Lucifero) e l'ha riavuta indietro da Dio, che non solo gli ha letto le carte, ma l'ha anche cavato fuori dai guai.&lt;br /&gt;Scampato ad un ergastolo, dato per morto due volte, ha avuto rapporti di ogni genere con donne, uomini, driadi, silfidi, incubus, succubus, demoni ed angeli.&lt;br /&gt;Ha avuto un cancro ai polmoni, ma fuma più di quaranta sigarette al giorno, bene birra dall'alba al tramonto, bara e truffa sempre e comunque.&lt;br /&gt;Ora si gode la mezza età con la sua convivente: Danita Wright, giornalista e psicologa americana.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;David Bowie&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="190" height="241" border="5" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/Smoke.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Danita Wright.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quaranta primavere, di cui sette al fianco di Constantine: una donna calma e paziente. Ama Frida come una figlia, s'è integrata perfettamente nel gruppo del pub e ha un'indole solare ed ottimista.&lt;br /&gt;Non smania per avere confidenze e notizie, sa che John e Frida verranno da lei comunque.&lt;br /&gt;La parte stabile della famiglia.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Eryka Badu.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img alt="" style="width: 203px; height: 196px;" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/Danita.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Doc.&lt;/span&gt;&lt;br style="color: rgb(0, 0, 0);" /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Misterioso sciamano, d'origini ignote, dai grandi poteri: ombroso, taciturno, accompagnato e scortato da due bizzarri individui. La sua fama è quasi leggendaria, si mormora sia immortale.&lt;/span&gt;&lt;br style="color: rgb(0, 0, 0);" /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;William Petersen&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="180" height="240" border="5" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/Doc.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aðalbjörg Fanny Lilja Lárussdottir (Ad&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Amica di Frida, assistente di Thomas Lucas Moro, Ada è una giovane strega gentile e pacata. Perde raramente le staffe e si mostra cordiale e generosa con chiunque.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Amber Benson&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="190" height="249" border="5" align="absbottom" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/Adaguaritrice.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Edward Pàdraig Lauritzen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Aspirante medico, mago e compagno di scuola di Ada e Frida, è innamorato di quest'ultima e cerca di proteggerla e darle conforto senza imporsi nella sua vita. I due sono profondamente legati.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Thopher Grace&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="240" height="189" border="5" align="absbottom" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/Edward.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Thomas Lucas Moro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Medico, Primario del San Mungo al reparto "Malattie mentali magiche", assiste agli esorcismi del vescovo Angelo Foresta; è un mago dal pessimo carattere, ma è l'unico capace di guarire Frida e le creature di Faerie. Fumatore incallito, ha una figlia ed una compagna, con loro vivono la zia materna e la stessa signora Moro.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Keanu Reeves&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="200" height="300" border="5" align="absbottom" alt="" src="http://img128.imageshack.us/img128/9407/thomaslucasmorobp2.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Syder Eldridge.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Figlio di Rich Eldridge e della sua trentennale compagna, Michelle. Ha due anni più di Frida ed è un suo caro amico. Secondo Peter della Foresta spetterà proprio a lui salvare Albione, ma è difficile crederlo: spensierato figlio di una coppia di disoccupati, non ha neppure i soldi per frequentare l'Università.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Jake Gyllenhaal&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img width="197" height="220" align="absbottom" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/SyderEldridge.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;James Spatchcock.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fratello maggiore di Angie, una ex amante ed amica di John, è un raro caso di fenice umana: drogato e deliquente prima, uomo vitale e tranquillo poi.&lt;br /&gt;Lavora in un Centro per ragazzi in difficoltà e non si considera mai "in vacanza", è sempre pronto ad accogliere, ascoltare ed aiutare chiunque. Concedere sempre un'altra occasione a tutti. Una brava persona.&lt;br /&gt;Presta il volto: &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;George Eads&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto:&lt;br /&gt;&lt;img width="200" height="176" align="absbottom" alt="" src="http://img.photobucket.com/albums/v498/SLD/last%20punk%20standing/James.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Le guest stars, fra qualche capitolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br style="font-weight: bold;" /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sarebbe un evento cinamatografico, lo sento! &lt;/span&gt;</content>
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    <title>Last Punk Standing - Il Guerriero e la Fanciulla</title>
    <published>2007-10-16T02:00:00Z</published>
    <updated>2007-10-17T00:42:26Z</updated>
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    <content type="html">&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;b&gt;Bambini, bambine, puri di cuore, lettori non abituali di "Hellblazer", gentili signori o signore che scaricate porno su e-mule, amici di vecchia data e parenti tutti, vi prego, astenetevi dalla lettura.&lt;br /&gt;Questo è nato perché il Male Supremo m'ha ispirato. Quindi insultate Bellatrix.&lt;br /&gt;Chi volesse betare questa storia, faccia un respiro e poi spari in aria.&lt;br /&gt;Agli altri: buona lettura.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo: &lt;/b&gt; Il Guerriero e la Fanciulla&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autrice:&lt;/b&gt; io&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Supernatural e Hellblazer.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi:&lt;/b&gt; Dean Winchester, Frida Teresa Craine Constantine, Susan Michelle Craine, Sam Winchester, fate, pixes, elfi e Banshee (che brigata &lt;img alt=":goccia:" src="http://digilander.libero.it/tookool/smiles/frog03.jpg" /&gt; )&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Genere:&lt;/b&gt; Erotico, quindi VM18 (furboni). UC, suppongo AU. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Read more..."&gt;&lt;div align="center"&gt;                                                            &lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#800080"&gt;Il Guerriero e la Fanciulla&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Era stata una scelta tanto difficile, quanto importante; sua madre le aveva consigliato di non lasciarsi guidare unicamente dall’ attrazione, ma anche dal buon senso. Aveva compiuto vent’anni e non era più una bambina, né poteva festeggiare Beltaine da Fanciulla. Era suo dovere diventare adulta, prendere consapevolezza della Natura; non era stata concepita per essere una Vergine.&lt;br /&gt; “Il tuo potere aumenterà ed anche il tuo ruolo nella nostra comunità” aveva cercato di persuaderla Susan Craine, sua madre.&lt;br /&gt;“Io non voglio restare con i Faerie, lo sai, ad Albione hanno bisogno di me. Sono qui perché l’hai deciso tu”.&lt;br /&gt;“Sei ancora inesperta, Frida, non saresti che d’impiccio senza un’istruzione adeguata” la driade aveva sospirato: “E tu sei sospesa fra la fanciullezza e la maturità, non avrai premi per il tuo timore di cambiare e servire Chi ci ha generato”&lt;br /&gt;“Devo scopare perché Dio lo vuole?” aveva obiettato aspramente.&lt;br /&gt; L ’aveva colpita. Uno schiaffo lieve sulla guancia.&lt;br /&gt;“Sei egoista, come tuo padre” aveva ribattuto: “Non appartieni soltanto ai Mortali, ricordalo. Figlia, io posso importi la mia volontà, ma non lo voglio. Sacrificherai il tuo sangue per il bene di tutti. Non sei stata la sola ad essere stata costretta”.&lt;br /&gt;Quel discorso, inizialmente, l’aveva offesa: s’era ritenuta libera di vivere secondo le proprie regole, ma ogni creatura ha un dovere verso l’Equilibratore.&lt;br /&gt;Frida aveva rinunciato a combattere contro il Fato; suo padre si sarebbe ingegnato e l’avrebbe tirata fuori dai guai, ma Susan aveva ragione: non era più una bambina.&lt;br /&gt;S’era quasi rassegnata a parlarne con Syder, suo amico sin dall’infanzia, quando era arrivato il Cacciatore. No, non un disgraziato che copriva la propria insicurezza sessuale con armi smodatamente grandi e dalla palese forma fallica; lui era un Guerriero che combatteva contro i nemici più temibili, senza mai cedere terreno.&lt;br /&gt;L’aveva scorto sulla sua macchina nera ed aveva stretto la mano di sua madre.&lt;br /&gt;“Lui” aveva sospirato.&lt;br /&gt;Susan aveva annuito: “E sia, mia cara” aveva detto con un sorriso sollevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stata sistemata dalle Sacerdotesse più anziane, Susan le aveva detto di restare tranquilla, perché era perfettamente naturale.&lt;br /&gt;Aveva fatto un bagno caldo, che profumava di gelsomino, poi aveva cosparso il corpo con oli purissimi di fragranze fiorite ed era ancora tesa. Lui avrebbe potuto provare orrore per la sua natura, poteva rifiutarla o cercare di combatterla, perfino.&lt;br /&gt;Le donne avevano spazzolato a lungo i capelli, il pettine d’osso le massaggiava il capo e scendeva sino ai fianchi. Frida guardava la propria immagine in uno specchio graffiato: era una delle tante Fanciulle. Indossava l’abito cerimoniale di lino non colorato, tessuto da sua madre e sprovvisto di ricami e di cintura, era semplice e modesto, ma a suo modo elegante.&lt;br /&gt;Non l’avrebbe mai più indossato, era stato confezionato per quella occasione.&lt;br /&gt;Ogni donna aveva vissuto il rito di passaggio, era normale provare una morsa quasi dolorosa allo stomaco, ma la paura era infondata: ciò che stava per sperimentare era stato concepito dalla Madre e dal Padre, era qualcosa di mistico e di puro, specie in quella notte.&lt;br /&gt;Erano stati benedetti tutti i Fuochi, la musica allietava gli animi e dentro il piccolo Tempio di Abaton, la Fanciulla era stata condotta e spogliata, era stata aiutata a sdraiarsi sul terreno e poi era rimasta sola.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, cercando di placare il senso di vertigine; era nuda e scaldata dalle fiamme che ardevano ai lati, non lontano lo sciabordio rassicurante della fonte d’acqua regolava il suo respiro.&lt;br /&gt;Pregò che fosse l’alba, maledisse quella barbara usanza ed attese, le braccia lungo i fianchi, le gambe lievemente divaricate. Era esposta, vulnerabile e riluttante. Non era quello il suo posto, non era così che doveva avvenire.&lt;br /&gt;Udì dei passi incerti, quasi malfermi. Il Guerriero era giunto, probabilmente l’avevano fatto ubriacare per condurlo sin lì, dalla Fanciulla. Era una consuetudine, perché i Mortali non credevano più nell’ esistenza del Popolo dei Faerie.&lt;br /&gt;“Dove mi trovo?” domandò e lei prese fiato: era colui che aveva scelto. Non aprì gli occhi e dischiuse appena le labbra, un suono roco e malfermo le uscì dalla gola: “Sei ad Abaton, Guerriero, per festeggiare Beltaine e l’unione fra Dea ed il Dio”.&lt;br /&gt;“Fantastico!” ribatté lui: “Sono finito dentro ‘Le nebbie di Avalon’” il tono era ironico, poté figurarsi il sorriso di scherno sul suo viso, in altre occasioni, avrebbe riso, ma non lì. Non in quella condizione tanto umiliante.&lt;br /&gt;Scoppiò in lacrime, in singulti quasi isterici; il suo esile corpo sussultava, non aveva neanche la forza di muoversi o di coprirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Guerriero non indossava un’armatura, ma un giubbotto scuro ed una maglietta bianca, i jeans erano lisi, ma portava con sé un’arma che aveva intuito essere inutile: una pistola non avrebbe recato danno ad esseri immortali. Non erano demoni, non era vampiri: erano Driadi, Silfidi, Fate e Folletti, c’era qualche Elfo scuro come quella serata illuminata dalle fiamme di Beltaine.&lt;br /&gt;Il barista doveva essere un loro alleato, perché alla seconda bottiglia di birra s’era alzato barcollando, diretto al motel dove suo fratello minore, Sam, stava già riposando.&lt;br /&gt;Era successo qualcosa di strano, per una volta persino piacevole: uno scintillio argentato l’aveva abbagliato per un attimo, come se un fulmine gli fosse saettato davanti e poi al posto del parcheggio aveva visto un borgo medievale in festa, con più creature fatate che in un libro fantasy.&lt;br /&gt;“Un varco dimensionale?” aveva chiesto a se stesso, mettendo mano alla pistola.&lt;br /&gt;“Benvenuto, Dean Winchester” l’aveva salutato una creatura dai capelli nivei quanto l’incarnato: “Eri atteso”.&lt;br /&gt;Una Banshee che gli andava incontro con un sorriso festosa, Dean inarcò un sopraciglio. Era meglio tacere, erano capricciose.&lt;br /&gt;Guidato da lei era giunto in un cerchio di pietre rettangolari, poste un anello quasi perfetto. In mezzo c’era una donna, anzi una sorta di Driade, dalle gambe simili a cortecce: le vene blu e le cartilagini erano in evidenza, incastonate nella carne, priva d’uno strato di normale epidermide.&lt;br /&gt;Aveva lunghi capelli bruni e l’espressione tesa, quasi spaventata.&lt;br /&gt;Era stato condotto fin lì per fare sesso con uno splendido essere non del tutto umano. Sam l’avrebbe preso in giro sino alla morte.&lt;br /&gt;Lui pure era a disagio, in imbarazzo e non comprendeva che comportamento dovesse assumere:certo, non poteva piombare su di lei come un ergastolano alla visita coniugale. Cercò d’inventarsi qualcosa da chiedere ed una battuta brillante: ottenne una crisi di pianto.&lt;br /&gt;Il senso di colpa lo paralizzò, improvvisamente provò disgusto per le sue stesse parole, per la sua facile ironia, in una condizione che lei doveva percepire come sacra.&lt;br /&gt;“Mi spiace” farfugliò, immobile.&lt;br /&gt;La Fanciulla non rispose, gli occhi erano congestionati dalle lacrime che le scorrevano lungo le guance, con un braccio si coprì il seno e si rannicchiò come un animale ferito.&lt;br /&gt;Dean si sfilò la casacca e s’accostò a lei lentamente, attendendosi una qualche reazione, Frida però non si spostò.&lt;br /&gt;Le posò l’indumento sulle spalle ed ella vi si strinse volgendo di lato il viso.&lt;br /&gt;“Non sono affatto bravo negli scambi culturali” aggiunse goffamente, abbozzando un sorriso.&lt;br /&gt;Lei parve riscuotersi dalla sua disperazione: “Vedo” gracchiò.&lt;br /&gt;Lo guardò: aveva le iridi scure, la tristezza sembrava rendere ancora più vivida la sua bellezza, era chino su di lei, aveva ritratto le mani congiungendole nervosamente. Il desiderio pareva andare contro la sua stessa volontà, forse era stato stregato da quella birra o più semplicemente una bella ragazza nuda faceva un certo effetto su di lui, nonostante i problemi che l’ assillavano.&lt;br /&gt;“Sono Dean Winchester” si presentò, persuaso che l’esibizione del perfetto imbecille potesse rincuorarla in qualche modo: “Tu chi sei?”&lt;br /&gt;“Una mezzadriade” rispose la Fanciulla. Soffocò un singhiozzo serrando la bocca, poi riprese a parlare, con voce più ferma: “Mi chiamo Frida Constantine”.&lt;br /&gt;Dean annuì e calò il silenzio, in lontananza v’era musica, qualcuno rideva già ebbro di vite.&lt;br /&gt;Frida levò a sedere, un brivido di freddo la scosse, cercò l’abito per infilarlo: “Questo è sbagliato, sai?&lt;br /&gt;Mi è stato ordinato di decidere ed io l’ho fatto, mi sono fatta forza, perché capita a tutte, ma non ero convinta”.&lt;br /&gt;Dean le sedette accanto, il tepore era piacevole e non disse nulla, aspettò che Frida si fosse rivestita&lt;br /&gt;“Ho compiuto vent’anni, sono ancora… Una Vergine e dato che non è mio destino conservare l’illibatezza, mia madre mi ha detto di scegliere un uomo” spiegò in fretta a capo chino.&lt;br /&gt;Dean evitò qualsiasi commento osceno e rispose: “Temo di non aver afferrato il problema”.&lt;br /&gt;“Siamo in due” sbottò amaramente Frida: “Dicono che la mia esistenza è ferma alla giovinezza, ma io sono adulta ed una donna deve conoscere anche i misteri… Deve essere stata di un uomo”.&lt;br /&gt;“Dei femministi questi tizi” commentò e finalmente Frida gli sorrise; gli sembrò di non poter resistere a lungo senza baciarla, ma voltò la testa e finse d’essere calmo.&lt;br /&gt;“Non capisco le loro leggi” ammise lei.&lt;br /&gt;“Perché le assecondi, allora?”&lt;br /&gt;“Deluderei mia mamma, non che viva per compiacerla” spiegò la giovane, arricciando una ciocca al dito: “In fondo, ciò che ha detto era vero: quante ragazze diventano donne in una macchina lercia, oppure controvoglia? Quello che deve accadere, succede”.&lt;br /&gt;“Sì, in genere, ci si immagina scenari più romantici” obiettò lui.&lt;br /&gt;“Non sempre si raggiungono”disse Frida: “Sai, quando ti ho veduto ho subito capito che eri un eroe, come i paladini di Francia, come i cavalieri d’Artù, non ti rendi conto di quanto sia nobile la tua missione e quanto onore tu abbia e con te, il tuo compagno”.&lt;br /&gt;“Mio fratello minore” precisò Dean: “Dividiamo la stanza, ma non siamo in intimità”.&lt;br /&gt;Lei rise e scosse la testa: “Scusa … Non potevo essere certa che avesse il tuo sangue” si giustificò impacciata.&lt;br /&gt;“Non importa, in tanti fanno questo errore” la blandì lui: “Tu hai capito che ero un Cacciatore di Demoni guardandomi dall’auto in corsa?”&lt;br /&gt;“No, ero fermo davanti ad una casa disabitata a Boston, qualche mese fa”.&lt;br /&gt;“Leggi nel pensiero?”&lt;br /&gt;“No, perché dovrei?” si meravigliò Frida.&lt;br /&gt;Dean fece spallucce: “Ero curioso”disse.&lt;br /&gt;“Ho letto che pensate al sesso ogni otto secondi” lo canzonò la mezzadriade.&lt;br /&gt;“Di più se abbiamo una splendida ragazza di fianco”.&lt;br /&gt;Gettò la frase con noncuranza, con un’occhiata spiò la reazione di Frida: s’era schernita imbarazzata o lusingata.&lt;br /&gt;“Vedi quel lago?” indicò con un gesto aggraziato un punto davanti a loro: “Si narra che una Ninfa lo fece sgorgare dal terreno, per lavare il corpo del suo amore, morto in una guerra ed una volta che egli fu ripulito, lo rimandò alla sua casata perché fosse tumulato”.&lt;br /&gt;“Non è igienico” rise Dean.&lt;br /&gt;“No, ma è tenero”.&lt;br /&gt;S’alzò ed i primi passi furono titubanti, aveva le gambe intorpidite. Dean l’osservò: non aveva la più pallida idea di cosa intendesse fare, né sapeva cosa volesse realmente lui.&lt;br /&gt;Prenderla?&lt;br /&gt;Sì, ma s’era giocato la possibilità della notte di follie con un esordio pessimo ed una sensibilità, che lei aveva inteso come disinteressata. Se Frida non aveva intenzione di concedersi, la storia era chiusa.&lt;br /&gt;Non sarebbe stato lui ad imporle di portare a termine ciò che aveva iniziato chiamandolo ad Abaton, sarebbe stato un gesto vile ed indegno.&lt;br /&gt;La seguì, non sapeva cos’altro fare e la scorse seduta sull’erba, intenta a sciacquarsi il viso.&lt;br /&gt;“Ti ringrazio per… Avermi coperta” balbettò a disagio e gli porse il giubbotto, l’abito che indossava sembrava velare soltanto il suo corpo, Dean le prese la mano, involontariamente o meno non aveva più importanza.&lt;br /&gt;Frida non era sorpresa.&lt;br /&gt;“Prendi quello che ti spetta” sussurrò, teneva la testa abbassata, i capelli sciolti le coprivano il viso.&lt;br /&gt;Dean la liberò subitamente: “No, non è come credi”.&lt;br /&gt;Conosceva abbastanza i druidi per sapere quanto fossero brutali e talvolta violenti durante le cerimonie. Dean non faceva parte di quel sistema che Frida trovava estraneo a lei.&lt;br /&gt;Imporre con la scusa del destino un’unione era stupido, lo trovava tale ed aspettare nuda e disponibile un uomo era deprimente. Non era un Athame, era una ragazza, aveva dei sogni a cui nessuno aveva badato, non sua madre, non le più anziane di Abaton.&lt;br /&gt;Doveva essere “adulta” per difendere la Natura d’Albione?&lt;br /&gt;Quindi, un qualsiasi bavoso vegliardo era perfetto per il compito e Frida aveva scelto lui: un giovane, così arrogante nei modi, così sfrontato nel sorridere ad entrambe (madre e figlia), così umano ed ignaro delle Leggi. Era stata una ripicca, in fondo.&lt;br /&gt;Adesso, però, era vicino a lei e non esibiva la sua strafottenza, non le aveva rinfacciato l’assurda faccenda in cui l’aveva invischiato. Era fermo, pronto ad andare via. Non la biasimava, non la giudicava.&lt;br /&gt;Sarebbe stato con lei per piacere, non per mistico fervore. Non era così che doveva essere?&lt;br /&gt;Non doveva concedersi che ad un uomo che la voleva e che lei trovava attraente?&lt;br /&gt;Sì, era il Destino, ma non quello folle riportato dalle sacerdotesse, ma il semplice susseguirsi d’azioni e d’emozioni.&lt;br /&gt;Frida era di nuovo in piedi, l’aria era satura di magia, non c’era più timore nel suo sguardo ma qualcosa di consapevole. Tolse il vestito e lo lasciò cadere a terra.&lt;br /&gt;Le braccia erano lungo i fianchi e dentro di sé provava sia curiosità che ansia, ma sapeva che non avrebbe permesso a nessun altro di toccarla, voleva fare l’amore con lui, perché era umano, perché era confuso quanto lei, perché era pronta.&lt;br /&gt;Lo fronteggiava con la sua nudità fiera: il seno prosperoso, il ventre illuminato dalla luce tenue della notte: “E’ quello che vogliamo” bisbigliò dolcemente ed allungò la mano, accarezzandogli il collo.&lt;br /&gt;Fu lei a sospingerlo con delicatezza o fu lui ad approssimarsi, oppure entrambi sentirono il bisogno d’unirsi, d’un tratto però la pelle della creatura, simile a quella d’una qualsiasi donna era a contatto con le bocca di Dean. La baciò, appoggiando la fronte sul seno, scese lentamente sotto l’ombelico e raggiunse la rada peluria; assaporò con la lingua quel lembo di pelle.&lt;br /&gt;Avvertiva appena i sospiri di Frida e le dita che quasi guidavano la sua testa. Sarebbe rimasto così a lungo, abbracciandola per i fianchi ed attirandola a sé, sino a quando le labbra non avessero toccato il suo sesso.&lt;br /&gt;“Aspetta” un ordine, ma così amabile che Dean le obbedì e l’aiutò a sedersi, le sorrise, non trovò una parola che spiegasse cosa stesse provando o quanto bella gli apparisse la mezzadriade.&lt;br /&gt;“Ti posso spogliare?”&lt;br /&gt;Lui rise e lei lo imitò, alzò i palmi in segno di resa: “Era una domanda stupida, lo so” sogghignò.&lt;br /&gt;“No, è indispensabile avere il consenso” ribatté Dean.&lt;br /&gt;Frida sembrò indugiare, poi sfiorò la maglia bianca e cercò di toglierla, ma era inesperta e questo riportò l’uomo alla realtà: lei era vergine. Non che ciò lo intimidisse, ma lo rendeva più cauto; le prese le mani fra le proprie e restò a torso nudo, poi il tocco di Frida si concentrò in basso.&lt;br /&gt;Si morse le labbra ed aspettò che lei avesse terminato d’armeggiare con i bottoni e la cintura.&lt;br /&gt;Ora c’era poco da togliere, pensò Dean, l’ attirò a sé per baciarle il volto ed il collo, le spalle e scivolare verso i capezzoli, per poi spingere appena con l’indice in lei, sperando che non si bloccasse, che non si ritraesse per una ragione qualsiasi e completamente inopportuna.&lt;br /&gt;Gocce d’acque fresca sulla schiena e risa soffocate. Dean s’interruppe ansante: “Piove?”&lt;br /&gt;Frida non commentò, lo squadrò divertita, immerse la mano nell’acqua e lo spruzzò sulla faccia.&lt;br /&gt;“Divertente” replicò lui: “Io qui mi do da fare e tu fai dispetti… Bene”.&lt;br /&gt;Con un lieve spinta la gettò nella polla, udì un grido sorpreso, pensò che non sapesse nuotare, ma Frida riemerse più ridente di prima: “Bravo” esclamò vivace: “Adesso io resto a mollo. Non ho voglia d’uscire”.&lt;br /&gt;“Ah… sì?” reagì Dean: “Sono proprio fregato, insomma”.&lt;br /&gt;Il ragazzo s’immerse, la temperatura era relativamente tiepida, la sua erezione ne risentì; sbuffò: “Sei contenta?” domandò.&lt;br /&gt;Frida gli strinse le braccia al collo, appoggiò la testa sulla sua spalla: “Sì, lo sono” ed era d’una disarmante sincerità.&lt;br /&gt;Dean la cullò, era l’ultima volta che l’avrebbe domandato, si promise, ma era suo dovere assicurasi d’essere “ricambiato”, quella cappa di dovere che incombeva su Frida non gli piaceva affatto: “Non c’è bisogno d’andare oltre. Non sei in dovere di fare niente. Io non… Potrei obbligarti e se lo sto facendo, in qualche modo, allora dillo e sarà finito. Sei sicura di volerlo fare?”&lt;br /&gt;Frida sembrò meditare sulla risposta, poi disse piano, con molta calma: “Non sono del tutto Umana, se lo volessi potrei tenerti ad Abaton in eterno, per il mio diletto. Tu non invecchieresti mai, né moriresti, perché qui non c’è lo Spazio e non c’è il Tempo. Io cercavo qualcuno che fosse forte e bello, che non mi trattasse come l’oggetto d’un rituale. Tu non l’hai fatto. Non mi hai forzata” prese fiato: “Quindi io ti voglio. Ti voglio per me, potrei indurti a desiderarmi sino alla sfinimento, lo sai?”&lt;br /&gt;I loro corpi aderivano, un sottile velo d’acqua li separava, li circondava e li proteggeva.&lt;br /&gt;“Lo so, perché lo stai già facendo”.&lt;br /&gt;La baciò nuovamente, con passione, sfiorando le ciocche che ricadevano sulla schiena, scivolando sino alle natiche per premere il suo bacino contro il proprio. Baciò le sue labbra e la sua lingua, raccolse le perle d’acqua sul seno e avvertì finalmente Frida baciarlo alla base del collo, s’era divincolata e la punta della sua lingua indugia sul petto bagnato di Dean.&lt;br /&gt;A quel punto, doveva possederla. Non era più una fantasia, era un bisogno quasi fisico, l’avrebbe trattenuta se necessario o forse no, ma non riusciva a pensarci, anzi non riusciva a pensare ad altro che al suo membro che l’invadeva, a contatto con il sesso di Frida, che reagiva con impercettibili movimenti muscolari, stimolandolo, eccitandolo sino allo spasimo.&lt;br /&gt;Era già in lei e si muoveva con cautela, la ragazza era tesa, s’aggrappava a lui come se temesse d’annegare.&lt;br /&gt;“Frida, credimi” soggiunse ansante: “Avresti potuto rifiutarmi in qualsiasi momento… Ma ti supplico, non ora”.&lt;br /&gt;Annuì, la mezzadriade e una resistenza naturale scemò nella dolcezza del lago e nei movimenti premurosi di Dean.&lt;br /&gt;Le tastò le gambe, scoprendo con curiosità quegli arabeschi di muscoli.&lt;br /&gt;Avvertì un sussulto, la consolò con parole dolci, con le labbra che percorrevano ogni centimetro di pelle.&lt;br /&gt;Quando terminò, era stanco, avvertiva un vago senso di vertigine. Frida probabilmente aveva sentito del dolore e un lieve piacere; l’aiutò ad uscire dalla sorgente e le porse la veste.&lt;br /&gt;“Andiamo ai fuochi, ci scalderemo” consigliò la fanciulla.&lt;br /&gt;Aveva ragione: le pire li asciugarono; erano distesi sopra i propri abiti ad osservare la notte.&lt;br /&gt;“Vediamo se indovini cosa manca in questa scena?” disse d’un tratto Dean, scrutandola malizioso.&lt;br /&gt;“Tuo fratello” ridacchiò allegra.&lt;br /&gt;“Simpatica” soggiunse Dean: “No, c’è bisogno d’ una degna colonna sonora”.&lt;br /&gt;“Mio padre direbbe una canna”.&lt;br /&gt;Dean annuì: “Andrei d’accordo col tuo vecchio” approvò.&lt;br /&gt;“Non dopo questa notte”.&lt;br /&gt;Risero ancora, come se per un po’ le loro vite fossero felici.&lt;br /&gt;I festeggiamenti erano conclusi, perché non s’udivano che i rumori della foresta.&lt;br /&gt;Dean ispirò a fondo: il profumo di resina e di legna bruciata lo esaltava, non era mai successo prima, strinse la mano di Frida: “Sono contento…” si bloccò e scosse il capo: “No, sono stato fortunato, perché tu mi hai scelto e perché mi hai accettato”.&lt;br /&gt;“Potrei dire lo stesso” abbozzò Frida.&lt;br /&gt;“Non devi farlo, non sono sicuro d’essere valoroso come hai detto, ma il fatto che tu l’abbia pensato, mi onora” sussurrò, guardando la volta celeste, sentendosi metaforicamente (e non solo realmente) a nudo.&lt;br /&gt;Tacquero, ascoltarono la notte ed le loro riflessioni. Respirarono e si tennero per mano, Dean socchiuse le palpebre, era lucido eppure in uno stato di leggero dormiveglia. Gli parve di scorgere una fata danzare fra le lingue di fuoco, una splendida donna in miniatura con ali di luce che si muoveva sinuosa.&lt;br /&gt;Frida lo baciò, lo ridestò gentilmente toccando fuggevolmente le labbra, adagiandosi su di lui, come fosse stata la cosa più normale del mondo. Lui l’accolse, come se l’avesse fatto altre volte, come se le sue forme, il suo peso gli fossero note da prima che avesse amato una donna, da prima che avesse veduto Frida.&lt;br /&gt;La sua mezzadriade, sorrise sornione, una definizione che sarebbe durata sino all’alba.&lt;br /&gt;La toccò di nuovo, era già successo… Altre volte, in altri tempi, forse…&lt;br /&gt;Sentì i suoi capelli solleticargli il collo ed il petto, mentre Frida lambiva il suo corpo, quando raggiunse il bacino, Dean inarcò la schiena, un gesto brusco che lei accolse con una risata.&lt;br /&gt;“Paura?” lo canzonò.&lt;br /&gt;“Frida, questa tua insinuazione più rovinare il piano, lo sai?” sospirò.&lt;br /&gt;Gli piaceva: sapeva scherzare, ma non era sciocca. Lo sapeva e basta.&lt;br /&gt;Non era dotta in quel campo, ma non ci furono incidenti con i suoi affilati dentini bianchi, per un secondo Dean temette si stesse soffocando, ma appoggiandole una mano sulla testa ancora umida, riuscì ad evitare una tragedia.&lt;br /&gt;Lei si fermò di botto, con un’espressione imbarazzata.&lt;br /&gt;“Sadica” gemette Dean.&lt;br /&gt;“Volevo evitare che mi venissi in bocca” si giustificò piccata.&lt;br /&gt;“Avvisa, allora… Per Dio!” replicò Dean: “Non ti facevo lo scherzetto di nascosto!” adagiò la testa al suolo, con un lamento teatrale.&lt;br /&gt;“Scusa”.&lt;br /&gt;Era contrita, bizzarramente mortificata ed era una sensazione assurda nel sesso.&lt;br /&gt;“Di cosa?” la zittì: “Ti prego, non c’è motivo”.&lt;br /&gt;Frida si sdraiò nuovamente, la testa sul suo petto, le gambe fra le sue. Non avrebbe resisto fino al mattino senza farlo almeno una volta, ma era assonnato, era incredibilmente sereno e rimase immobile sino a quando non fu certo che lei dormisse, poi ascoltò il suo respiro ed il proprio. Era in pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’era il fuoco, ma i pallidi colori dell’ aurora. Frida era vestita, sedeva con le ginocchia strette in grembo, i capelli raccolti in una coda sulla nuca: “Questa è la fine” disse piano, in tono cupo.&lt;br /&gt;“Adoro il profumo del Napalm alla mattina presto…” gli fece eco Dean e le strappò un sorriso.&lt;br /&gt;L’uomo individuò gli indumenti abbandonati vicino al lago, si levò in piedi stiracchiandosi: “Sei volte in una sola notte!” esclamò.&lt;br /&gt;“Erano due, veramente” lo corresse Frida.&lt;br /&gt;“Tu hai dormito troppo, driade”.&lt;br /&gt;La vide mascherare una smorfia.&lt;br /&gt;“Mio padre mi chiama così, sai?” spiegò allora: “Driade o miss. Non ho mai permesso a nessuno di darmi nomignoli, già fatico a capire l’utilità dei cognomi, figurati di vezzeggiativi e simili”.&lt;br /&gt;“Ti ha dato fastidio?”&lt;br /&gt;“No, questo è il problema” rispose Frida: “Mi hai chiamata come un uomo che mi vuole bene, qualcuno a cui io tengo. Mi posso illudere?”&lt;br /&gt;Dean infilò i jeans: “Parli come un oracolo” rispose.&lt;br /&gt;“Lo fossi, almeno” sospirò Frida: “Mi posso illudere che da qualche parte, in qualche maniera, per un attimo, tu possa ricordarti di me?&lt;br /&gt;Che il tuo sia un pensiero amabile e buono, come tu lo sarai per me?”&lt;br /&gt;I Winchester non erano dei sentimentali, lui lo era meno di Sam e stentava a credere che John avesse amato solo sua madre (sebbene non ne dubitasse), però quelle parole e quel tono sommesso era più strazianti d’un pianto.&lt;br /&gt;“Certo, io ti ricorderò. Penserò a quanto tu sia bella, a quanto tua sia gentile e pura ed ora so che lo sono i Faerie ed anche qualche uomo, ad esempio, tuo padre” ritornò sui suoi passi, per circondarle le spalle con un braccio: “Mi verrà in mente questa notte quando vorrò stare bene, perché qui mi sono sentito libero e questo è successo grazie a te”.&lt;br /&gt;“Io non so se ci rivedremo” fece allora la mezzadriade: “Una vera profetessa mi disse che avrei avuto una sola vita ed un solo amore. Lei aveva ragione, per quanto mi riguardava.&lt;br /&gt;Pregherò l’Equilibratore che ti conceda quello che vuoi e la gloria che meriti”.&lt;br /&gt;“Non avete il telefono?” Dean tentò disperatamente di sdrammatizzare, prima d’essere legato ad una dichiarazione d’amore che gli sarebbe pesata come un macigno sulla coscienza: “Posso chiamarti nel pomeriggio e quando fate una festa…”&lt;br /&gt;“Sono vissuta fra i Mortali, ma i miei hanno chiesto alla lucente Yvaine d’accogliermi ad Abaton, perché nel mondo ero in pericolo” e mostrò la caviglia sinistra, ove con una striscia di cuoio era saldato un gri gri: “Presto tornerò a servire Albione: la Natura è in collera con gli Uomini”.&lt;br /&gt;“Ti posso dare il mio numero, quando torni nella bella Albione di re Artù, mi fai uno squillo” sbottò divertito Dean, sfiorandole la tempia con un bacio.&lt;br /&gt;“Ho di meglio” disse a quel punto Frida e dalla mano ostinatamente chiusa e celata fra le pieghe della gonna gli mostrò una piccola ampolla di cristallo: “L’acqua del lago della Ninfa. È un richiamo. Rifiutala pure se non t’interessa, io non m’offenderò… O forse sì, ma non ti maledirò”.&lt;br /&gt;“Grazie, driade” rise Dean.&lt;br /&gt;Lei lo pizzicò sul braccio: “Prendi la fiala e quando vorrai che ti sia accanto gettala al suolo, non sul cemento sacrilego o sui marmi lavorati: sull’erba, sulla terra. Io saprò che mi avrai chiamata e giungerò, portando con me la potenza che resta al mio popolo… Ed è poca”.&lt;br /&gt;“Vederci per un birra è banale?” chiese Dean.&lt;br /&gt;“Fa più effetto se fai questo rituale” borbottò Frida e gli tese la bottiglietta sigillata con un tappo color ocra. Lui la prese con cura.&lt;br /&gt;“Grazie, Frida” riuscì a dire, sopraffatto da un turbine d’emozioni indesiderate: “Non ti scorderò, sul serio e… Ti chiamerò sino a prosciugare quel lago, credimi”.&lt;br /&gt;Frida l’abbracciò: “Fai quello che è giusto” mormorò e poteva condividerne lo smarrimento: “Devi proteggere, devi salvare, io ti capisco… Non è facile”.&lt;br /&gt;“No, non lo è” un singhiozzo. Un solo breve, involontario singhiozzo fra le braccia della sua mezzadriade: “Tu mi capisci. Lo so. Vieni con noi…”&lt;br /&gt;Nessuna risposta.&lt;br /&gt;“Che tu sia benedetto, Dean Winchester, perché sei un Guerriero”.&lt;br /&gt;Nulla, poi l’oblio.&lt;br /&gt;Frida era svanita, così come Abaton. Era solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai dormito fuori dal bar, ti avranno scambiato per un senzatetto” Sam lo stava scuotendo leggermente: “Non potevi avvisarmi?”&lt;br /&gt;Dean lo fissò stranito, era appoggiato al muro esterno del bar in cui era entrato la sera precedente, il Sole era alto in cielo e lui aveva sulle gambe la giacca scura.&lt;br /&gt;“Ho sempre sognato di passare una notte fuori da un bar, come River Phoenix” esordì.&lt;br /&gt;“Divertente”.&lt;br /&gt;Sam l’aiutò a rimettersi in piedi. L’altro s’infilò il giubbotto: “C’è una storia, comunque, voglio che tu la sappia, perché è speciale ed è importante, lo sarà, spero” iniziò a raccontare, prese dalla tasca una bottiglietta che conteneva un liquido trasparente: “Quest’acqua è la fine della mia storia, ma all’ inizio c’è una splendida festa in un posto senza tempo e una mezzadriade che aspetta il suo guerriero”. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;</content>
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